Finanza e Mercati: obbligazionario e prospettive tassi verso la normalizzazione

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Il mercato continua a puntare (anche se con probabilità in netto calo) su una mossa da -50 bp a settembre e due da -25 nelle restanti riunioni FOMC del 2024

Finanza e Mercati: obbligazionario e prospettive tassi verso la normalizzazione

Finanza e Mercati: rendimenti vicini ai recenti massimi

Rendimento del BTP decennale in lieve calo a 3,6720% ma ben sopra il minimo dal 14 marzo toccato venerdì scorso a 3,6000%, prosegue la correzione dal massimo da novembre toccato l'11 giugno a 4,1810% (ricordiamo il minimo da agosto 2022 a 3,4620% toccato il 27/12 e il massimo dal 2012 a 5,04% raggiunto il 19 ottobre). Il rendimento del Bund a 10 anni segna 2,2580%, stabile sui massimi da giovedì 1° agosto, resta attivo il recupero dal minimo dal 4 gennaio toccato lunedì a 2,0740% (ricordiamo il minimo da dicembre 2022 del 27/12 a 1,8850% e il massimo dal 2011 il 4 ottobre a 3,02%).

Rendimento del T-Note USA a 10 anni a 3,9710%, sotto il massimo da giovedì 1° agosto a 4,0220% toccato ieri sera, prosegue il recupero dal minimo da giugno 2023 di lunedì a 3,6570% (ricordiamo il massimo dal 2007 a 5,02% il 23 ottobre). Il rendimento del T-Bond a 30 anni segna 4,2590%, sotto il massimo da giovedì 1° agosto a 4,3100% toccato nella notte, estende il recupero dal minimo da fine dicembre a 3,9990% di lunedì (ricordiamo il minimo da fine luglio 2023 toccato il 27/12 a 3,9430% e il top dal 2007 a 5,18% il 23/10).

Finanza e Mercati: le attese sulle mosse di Fed e BCE

Il CME FedWatch Tool assegna il 56-57% alla probabilità di un taglio da 50 bp (target Fed funds a 475-500 bp, attuale 525-550) nella riunione del FOMC del 18 settembre, in drastico calo dal 70-71% di ieri e ben al di sotto del 91-92% registrato lunedì mattina (era 11% all'inizio della scorsa settimana). Scende al 19% la probabilità di un altro -50 bp (target 425-450) nella riunione del 7 novembre dal 30% di ieri ma ancora sopra il 14-15% di mercoledì: ricordiamo che lunedì era schizzata al 70% (era 0% all'inizio della scorsa settimana). Per la riunione del 18 dicembre le probabilità di un ulteriore -25 bp (400-425) scendono al 28% dal al 38% di ieri ma sopra il 24-25% di mercoledì: lunedì erano salite a 59-60% (0% all'inizio della scorsa settimana). Salgono al 46% dal 41-42% di ieri le chance di tassi a 425-450 bp.

Il dato di ieri sulle richieste di sussidi di disoccupazione inferiore alle attese ha ridotto ulteriormente l'entità del taglio dei tassi ufficiali USA: al momento il mercato continua a puntare (anche se con probabilità in netto calo) su una mossa da 50 bp a settembre e due da 25 nelle restanti riunioni FOMC del 2024 (-1,00% totale entro fine anno). Lunedì mattina nella fase di panico si era delineato uno scenario di taglio di 1,25% entro fine anno per contrastare il rischio di recessione. Ricordiamo che fino all'inizio della scorsa settimana le attese erano per -0,75% entro dicembre. Prossimo appuntamento macro da segnare su calendario l'inflazione CPI di mercoledì.

I future sull'Euribor a 3 mesi (riferimento per stimare le mosse della BCE) quotano ora -16 bp per il contratto con consegna settembre da -17 ieri e -34 lunedì (-19 venerdì), -31 bp circa per la scadenza ottobre (-31 ieri) e -59/60 bp per quello con consegna dicembre (da -61 ieri, -82 lunedì e -59 venerdì): quindi, tenendo presente che dal 6 giugno l'Euribor ha perso 17 bp, i derivati scontano con buon margine un taglio da 25 bp dei tassi ufficiali (dopo quello del 6 giugno), contro i -50 di lunedì, nella riunione BCE del 12 settembre; 1 da 25-50 bp in quella di ottobre e un terzo da 25 bp in quella del 12 dicembre. Il mercato sconta quindi -0,75% sui tassi ufficiali entro fine anno da quasi -1,00% lunedì, quasi -0,75% venerdì e -0,50% all'inizio della scorsa settimana.

I prossimi dati macro

L'agenda macroeconomica prevede oggi inflazione Italia e Germania.