Ferrari risponde ai dazi di Trump
pubblicato:Nuova politica commerciale per la rossa, margini 2025 messi in sicurezza

Seduta positiva ieri per Ferrari che riesce a riemergere dal minimo da inizio agosto a 373,80 euro e chiudere a 391,50, in rialzo dell'1,82%. Il titolo della rossa aveva inizialmente subito la notizia dell'istituzione di dazi del 25% sulle auto costruite al di fuori degli USA e ivi importate a partire da giovedì prossimo, il 3 aprile. Il provvedimento preso da Trump interessa circa la metà di tutte le auto vendute negli USA, andando a colpire anche le case americane.
Sorpresa, i dazi danneggiano anche i produttori USA (tranne Tesla)
I dazi si applicano infatti anche alle maggiori componenti delle auto come motori e trasmissioni: General Motors importa circa il 46% delle auto che vende negli USA, Ford il 21%, la prima ha ceduto oltre il 7% al NYSE, la seconda quasi il 4%. Tesla ha terminato sopra la parità a +0,39% dato che produce e assembla tutto entro i confini nazionali. In Europa BMW e Mercedes hanno perso tra il 2 e il 3 per cento, Volkswagen l'1,5%, Renault ha invece guadagnato lo 0,6%. Stellantis ha chiuso a -4,23%.
Come già detto anche Ferrari aveva accusato il colpo: il gruppo nel 2024 ha venduto 3.452 auto negli USA, pari al 25% del totale. L'applicazione di una tariffa del 25% dovrebbe in teoria avere come conseguenze estreme: il passaggio sul prezzo finale di vendita della tariffa in toto, con l'effetto di una riduzione della domanda (anche se il prodotto in questione è molto particolare) e quindi dei ricavi; l'assorbimento della tariffa da parte del venditore con prezzi finali e domanda tenuti al riparo dai dazi, ma con ricavi ridotti dai dazi stessi.
Ferrari annuncia la nuova politica commerciale per gli USA e salva i margini
Sembra una situazione senza via di uscita per chi vuole esportare auto negli Stati Uniti. Ferrari però a inizio pomeriggio è uscita con un comunicato che ha prodotto un balzo di oltre il 5% in circa 10 minuti. La casa di Maranello ha annunciato un aggiornamento della politica commerciale in USA: per gli ordini di tutti i modelli importati prima del 2 Aprile 2025 le condizioni commerciali rimarranno invariate, mentre per gli ordini delle tre famiglie Ferrari 296, SF90 e Roma lo resteranno a prescindere dalla data di importazione. Per i restanti modelli i prezzi di vendita aumenteranno fino a un massimo del 10%.
L'applicazione della nuova politica commerciale in USA permette a Ferrari di confermare i target finanziari 2025, eccezion fatta per i margini EBIT ed EBITDA che potrebbero calare dello 0,50%. La guidance dei due margini comunicata a febbraio è di almeno 38,3% e 29,0% rispettivamente, pertanto la flessione ipotizzata dal management appare limitata e gestibile.