Dazi, i mercati in forte calo dopo gli annunci di Trump

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Vendite diffuse sui mercati asiatici ed europei. I future in forte calo indicano una probabile apertura in ripiegamento anche per Wall Street. Nel frattempo arretrano anche petrolio, oro e dollaro

Dazi, i mercati in forte calo dopo gli annunci di Trump

Ancora nel primo pomeriggio la reazione dei mercati azionari globali a nuovi “dazi reciproci” annunciati ieri sera da Donald Trump è molto negativa. Già le borse asiatiche, le prime a scontare la nuova guerra commerciale globale scatenata da Washington hanno registrato forti ribassi stamane: il Nikkei ha perso il 2,25%, l’Hang Seng cinese l’1,52%. Sul Giappone Trump ha annunciato dazi del 24% che potrebbero secondo il Daiwa Institute of Research segare il Pil del Sol Levante dello 0,6% quest’anno, anche a causa di quel 25% di dazi USA su tutte le auto straniere.

Forte il disappunto del governo nipponico, ma tutta l’Asia rischia di soffrire con dazi del 26% previsti per la Corea del Sud, del 37% sulla Thailandia, del 46% sul Vietnam. La Cina incassa nuovi dazi del 34% che aggiunti al 20% precedente porta le barriere doganali Usa ai suoi prodotti al 54%.

Nel mirino finiscono insomma alcuni hub fondamentali della produzione manifatturiera globale in vari settori. Anche l’India registra dazi del 27% e Taiwan, basilare per i chip globali, del 32% Grande assente dal panorama dei dazi è invece la Russia.

Per tutti i primi dazi generali del 10% scatteranno in pratica il 5 aprile e le aliquote più elevate (quelle quindi anche sui beni provenienti dall’Europa e dall’Italia) scatteranno il 9 aprile.

Dazi, vendite sui mercati azionari europei

Ma in Europa la seduta di oggi, dopo i ribassi delle ultime giornate, non è meno agitata. I dazi imposti dagli Stati Uniti sono al 20% per tutta l’Eurozona e quelli al 25% sulle auto, ancorché largamente previsti, sono un duro colpo nero su bianco.

La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha biasimato le decisioni di Washington e ha elencato gli impatti sull’economia globale, sulle persone, sui servizi, sui consumi, ma ha anche ricordato che l’Europa con un mercato unico di circa 450 milioni di consumatori ha le dimensioni per difendersi.

I mercati accusano comunque il colpo. In queste ore l’Euro Stoxx 50, dei primi cinquanta titoli europei, segna un pesante calo del 2,67%, il Dax tedesco perde l'1,88%, il Cac 40 francese segna un calo del 2,67% L’Ibex 35 spagnolo segna un calo dell’1,39%

Anche la Gran Bretagna, che ha una bilancia commerciale molto meno svantaggiosa per gli States, registra dazi al 10%, la “tariffa base” della nuova politica USA, come Australia, Argentina, Turchia, Arabia Saudita. Ciononostante anche l’indice Ftse 100 britannico cede in queste ore l’1,46%

A Piazza Affari vendite su banche e petroliferi, le utility reagiscono

Anche a Piazza Affari le vendite sono diffuse: Ftse MIB -2,2%, Ftse Italia All Share -2,13% A Milano in queste ore perdono quota le banche (Unicredit -5,46%, Banco BPM (-4,9%) e i petroliferi come Tenaris (-7,8%) e Saipem (-5,92%), mentre reagiscono le utility come A2A (+2,92%), Terna (+2,01%) ed Enel (+1,87%).

I calcoli sull’impatto potenziale sull’Italia e sui vari settori produttivi si moltiplicano. L’ISPI ricorda il perso dell’export verso gli Stati Uniti che vale il 3% del Pil per Unione Europea e per l’Italia. I macchinari italiani e i veicoli venduti negli States valgono quasi 24 miliardi, esposti nel settore alimentare le bevande, che coprono un quarto del nostro export negli Stati Uniti e importanti settori come cereali, formaggi e uova che insieme hanno un valore vicino a quello delle bevande.

Secondo Confindustria e Svimez l’impatto di dazi al 20% potrebbe portare a una perdita del Pil italiano fino allo 0,2%, con 50 mila posti a rischio e cali a due cifre dell’export. L’Unione Coltivatori Italiani stima tra i 4 e i 7 miliardi di euro di impatto per l’economia italiana. Fosche le ombre e le previsioni anche sull’economia europea.

Intanto a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni ha annullato tutti gli impegni e avviato un vertice con i ministri con l'obiettivo di mettere in piedi una task force ad hoc.

Dazi Usa, dollaro, petrolio e oro in calo

Ma non solo i mercati azionari reagiscono a questo nuovo scenario. Cauti acquisti premiano i titoli di Stato con il rendimento del BTP decennale che cede un punto base e torna al 3,78% C’è anche chi pensa che per contrastare l’impatto dei dazi la Banca centrale europea possa accelerare sul taglio dei tassi per svalutare l’euro, ma i dubbi sull’inflazione e gli effetti inflazionistici dei dazi frenano questo scenario.

Di certo oggi si va in direzione opposta con l’euro che si rivaluta prepotentemente sul dollaro e guadagna il 2,34% sul biglietto verde portandosi a 1,1097. Il dollaro cede il 2,06% anche sullo yen giapponese. Lo scenario è insomma carico di incertezze e le variabili sono numerosissime.

Anche l’oro oggi arretra (dopo i forti rialzi delle ultime sedute) con un -1,09% a 3.092 dollari l’oncia.

A penalizzare il settore del greggio contribuiscono forti vendite sul petrolio nei mercati internazionali che incorporano probabilmente le previsioni di forti impatti dei dazi sulla crescita globale: il Brent in queste ore segna un ribasso del 5,84% a 70,57 dollari al barile.

Se Atene piange, però Sparta non ride e tra le peggiori performance dei mercati globali si annoverano quelle dei future sui maggiori indici azionari statunitensi, che puntano a un’Opening Bell di Wall Street su una nota decisamente negativa: il derivato sull’S&P 500 cede il 3,22%, quello sul Nasdaq 100 il 3,75% e quella sul Dow Jones il 2,74%