Leonardo in controtendenza ieri, fra mercati in calo

di FTA Online News pubblicato:
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Tenaris, titolo in caduta libera con i crolli del petrolio greggio

Leonardo in controtendenza ieri, fra mercati in calo

In una seduta molto pesante per Piazza Affari, con il FTSE Mib in ribasso di ben 3,6 punti percentuali, Leonardo si è distinta muovendosi in contro tendenza recuperando più del 3%. Il titolo è salito dopo le parole del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: il gruppo ha raggiunto un accordo con Enel e Ansaldo Energia per la creazione di una nuova società che studierà l'uso dell'energia nucleare.

Inoltre l'a.d. Roberto Cingolani ha dichiarato in una intervista che auspica di varare l'alleanza sui satelliti con Airbus e Thales nei prossimi mesi: al momento i tre gruppi stanno analizzando l'operazione per capire se sia economicamente e strategicamente valida e se non infranga le norme antitrust.

Durante i primi scambi di oggi l'azione segna un ribasso, però, dello 0,95%

Leonardo, record della forza relativa sul Ftse MIB per il titolo

Graficamente il titolo sta tenendo bene nonostante l'ondata di pessimismo sui mercati. Il grafico di forza relativa nei confronti del FTSE Mib ha toccato ieri nuovi massimi assoluti, anticipando quello che potrebbe avvenire anche sul grafico dei prezzi in caso di permanenza nel breve oltre i 44,00 euro.

Il superamento della prossima resistenza a 46,50 euro rappresenterebbe una ulteriore iniezione di fiducia per Leonardo, preludio al ritorno sui top da inizio anno a quota 49,60 (record assoluto) ed al successivo allungo verso nuovi target ambiziosi ipotizzabili attorno a 52,00 euro.

Sotto 44,00 invece supporto successivo a 42,00 euro, riferimento che avrà il compito di scongiurare la copertura dei gap up lasciati aperti a inizio marzo ed a metà febbraio rispettivamente a 39,36 e 31,95 euro.

Tenaris in calo con i prezzi del petrolio

Tenaris in caduta libera ieri. Il titolo ha ceduto il 9,85% a 16,345 euro. I prezzi hanno oscillato tra 16,26 e 17,635 euro. Il greggio ha aperto la giornata in debolezza, a causa dei timori di un rallentamento dell'economia globale derivante dai nuovi dazi imposti dall'amministrazione Trump a tutti i partner commerciali. Queste misure protezionistiche hanno alimentato le preoccupazioni sul commercio internazionale e, di conseguenza, sul consumo globale di energia.

Successivamente, la situazione si è ulteriormente deteriorata: otto paesi dell'OPEC+ hanno deciso di anticipare i loro piani di aumento della produzione di petrolio. Questa mossa, volta probabilmente a sfruttare il contesto di debolezza del mercato, ha esercitato una forte pressione ribassista sul prezzo del greggio, che ha esteso le perdite fino a raggiungere un calo del 7%, con il WTI che si è attestato a 66,70 dollari al barile.

Questa dinamica evidenzia come fattori geopolitici e decisioni strategiche di paesi produttori possano interagire rapidamente con le politiche commerciali internazionali, generando volatilità nei mercati energetici e influenzando le aspettative sull'andamento dell'economia globale.

Tenaris, ribassi importanti sul grafico

Tenaris si è portato ieri al di sotto della media mobile esponenziale a 252 sedute, già testata l'11 marzo, ora passante a 16,60 euro. I prezzi avevano completato un doppio massimo ribassista (disegnato in area 19,45 dal 14 gennaio) scendendo al di sotto del minimo del 29 gennaio a 17,575 euro.

Il target della figura, calcolato proiettandone l'ampiezza dal punto di rottura, si colloca a 15,75, coincidente con il 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo di agosto 2024. Sotto quei livelli il supporto si colloca a 14,90 euro.

Il ritorno al di sopra di area 16,60 permetterebbe il test della resistenza critica a 17,10 euro. Solo oltre quei livelli possibile un tentativo di ricopertura del gap ribassista di ieri con lato alto a 18 euro circa.

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