Strategie di copertura, chi ci guadagna con i cali

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Con mercati in calo si possono difendere portafogli, esposizioni alle azioni o a indici specifici in vario modo. Si chiama hedging. E' inoltre possibile speculare sui ribassi, assumendo posizioni "short". Ecco alcuni esempi e alcune logiche che possono far comodo durante un panic selling

Strategie di copertura, chi ci guadagna con i cali

Chi avesse comprato il WisdomTree S&P 500 VIX ST Futures 2.25x Daily Lev (XS2819843736), un ETF a leva 2,25 con sottostante il famoso VIX, l’”indice della paura” di Wall Street venerdì scorso, a circa 19,76 euro (il prezzo medio di quel giorno), in queste ore potrebbe venderlo a 32,75 euro con un guadagno circa il 65%. Certo un investimento a leva sulla paura di Wall Street – il VIX traccia la volatilità implicita sulla base dei prezzi delle opzioni sull’indice S&P 500 e tendenzialmente sale quindi con i forti ribassi dei listini Usa – può essere definito quantomeno un po’ azzardato, ma diciamo pure che la turbolenza dei mercati per il D-Day di Trump non è giunta del tutto inattesa e una parte marginale del portafoglio poteva orientarsi in tal senso, magari anche semplicemente per bilanciare altre esposizioni più rialziste a lungo.

Una posizione più moderata sarebbe stata quella con un Amundi S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll UCITS ETF Acc (LU0832435464) un altro fondo a replica che in questo caso riproduce l’S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll (non proprio il VIX, ma un indice costruito bilanciando i future sul Vix di breve con un portafoglio di future sul VIX di medio termine). In questo caso avrebbe potuto comprare venerdì a un prezzo medio di 94 centesimi e vendere in queste ore sopra gli 1,08 euro, con un profitto del 14,9%.

Coperture, ci sono ETF short quasi su tutto

Ma performance positive con mercati in calo si possono ottenere anche con degli ETF short, ossia ribassisti. Su cosa? Se si prende un Amundi FTSE MIB Daily (-2X) Inverse UCITS ETF (FR0010446666) sostanzialmente si investe a leva 2x sul ribasso del FTSE MIB italiano. In queste ore il Ftse MIB perde il 6,97% e questo ETF guadagna il 13,8%.

L’Amundi EURO STOXX 50 Daily (-2X) Inverse UCITS ETF (FR0010424143) in questo momento guadagna il 9,21% mentre l’Euro Stoxx 50 perde il 4,37%. La replica è appunto a leva 2. La varietà è naturalmente ancora più ampia per chi volesse “shortare”, ossia puntare sul ribasso di, indici statunitensi come il Nasdaq o l’S&P 500 o anche indici globali come quelli di MSCI.

Coperture, il mondo più raffinato delle opzioni e dei certificati

Esistono poi naturalmente strategie più raffinate con le opzioni o i certificate. All’hedging di portafoglio con certificate abbiamo già dedicato questo articolo.

Con le opzioni si possono citare, tra le strategie ribassiste, le short call. Vendere una short call su un sottostante sul quale si ha un’esposizione significa vendere il diritto a un terzo di comprare quel sottostante a un determinato prezzo (che si suppone inferiore a quello attuale). Si incassa subito il premio e si cede poi il sottostante (per esempio un’azione) al prezzo strike dove si vede il titolo nel breve periodo.

Ovviamente è una strategia pericolosa da impiegare solo se si possiede già effettivamente il sottostante. Se inoltre il mercato gira e riprende la via dei rialzi si tratta di una strategia dal rischio potenzialmente illimitato (il valore di un titolo può salire teoricamente all’infinito).

Un’altra operatività ribassista con le opzioni è quella del bear put spread: si acquista e si vende un importo uguale di opzioni put con lo stesso sottostante e la stessa scadenza, ma le opzioni put vendute sono cedute a un prezzo di esercizio inferiore a quello delle put acquistate, la differenza tra i prezzi di esercizio e il premio netto pagato fornisce un’indicazione del profitto massimo che è possibile ottenere (e permette di calibrare la strategia). Il calcolo del profitto potenziale si fa quindi facendo la differenza degli strike, la differenza dei premi pagati e poi sommando le due differenze. Se però alla scadenza il prezzo del sottostante è superiore allo strike dell’opzione put acquistata (quello più elevato) allora si perde.

Con i certificate si possono inoltre incassare dei premi o cedole finché il sottostante o i sottostanti del certificato si mantengono al di sopra della barriera. Quindi se si ipotizza che i sottostanti possano perdere sì ma non più del livello barriera (per esempio il 30 o il 40% dai livelli attuali) allora possono costituire una fonte di reddito in una fase vista come di transizione.

Coperture, fly to quality or to safe heaven?

Un’altra strategia meno rischiosa per puntare sul ribasso dei mercati o difendere almeno in parte il portafoglio da oscillazioni di mercato ardite è l’investimento in beni rifugio o in titoli difensivi.

La crescita dell’oro nelle ultime sedute è significativa della percezione crescente del rischio da parte dei mercati. L'oro ha un tipico carattere di investimento anti-inflattivo, ossia in queste sedute si avvantaggia del timore che le politiche dei dazi accrescano l'inflazione. La quotazione dell'oro in dollari sottopone però questo bene a un legame con il biglietto verde (come gran parte delle commodity), inoltre la mancanza di cedole o premi vincola i potenziali guadagni al solo apprezzamento del metallo giallo.

Altri beni rifugio tipici sono i titoli di Stato, per esempio i BTP o i Bund, e valute come lo yen. Un caso a parte è il dollaro, storicamente un bene rifugio ha accusato il colpo dei dazi della nova amministrazione Trump e diversi osservatori, forse un po’ prematuramente, hanno commentato i suoi cali come la perdita della qualità di safe haven.

Sul fronte azionario alcuni tipici esempi di titoli difensivi sono quelli delle utility, le società dei servizi o dell’energia come Enel o Hera, o dei farmaceutici, come Amplifon o Diasorin. Una parziale conferma del carattere difensivo del settore utility può essere ritrovata anche nelle ultime contrattazioni a Milano. La logica è che se c’è una crisi economica alla base della volatilità dei mercati azionari, i consumatori potranno tagliare le spese sul lusso o sui beni durevoli (come le auto), ma difficilmente smetteranno di pagare le bollette della luce elettrica o dell’acqua.