Fincantieri in ascesa, nuovi massimi e accordi strategici spingono il titolo

di FTA Online News pubblicato:
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Moncler, downgrade di Bernstein, titolo sulla media esponenziale a 20 sedute

 Fincantieri in ascesa, nuovi massimi e accordi strategici spingono il titolo

Fincantieri in ottima forma con tutto il comparto difesa. Il titolo ha toccato nuovi massimi da fine 2019 tocca grazie all'ipotesi secondo cui il nuovo governo tedesco potrebbe lanciare un fondo speciale per investimenti militari da 200 miliardi di euro.

Segnaliamo anche che lunedì, dopo la chiusura del mercato, il gruppo ha annunciato un ampliamento/rafforzamento dell'accordo siglato a Parigi nel novembre 2024 con EDGE nel settore in rapida evoluzione della subacquea. Un rafforzamento della collaborazione mirato a consolidare ulteriormente la partnership tra le due aziende attraverso MAESTRAL, la loro joint venture di costruzione navale con base ad Abu Dhabi.

Fuori dall'ambito difesa da segnalare che ad inizio febbraio il gruppo ha annunciato la trasformazione in ordine della lettera di intenti dello scorso aprile con Norwegian Cruise Line per la realizzazione di 4 navi da crociera. Il controvalore dell'ordine, definito "molto importante" nel comunicato (ossia nel linguaggio di Fincantieri superiore ai 2 miliardi di euro), non è stato reso noto, ma secondo indiscrezioni dovrebbe aggirarsi attorno ai 9 miliardi di euro.

Al 30 settembre scorso il portafoglio ordini di Fincantieri ammontava a 40,1 miliardi.

Intanto nei giorni scorsi Intesa Sanpaolo ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy e catapultato il prezzo obiettivo da 5,60 a 10,20 euro. Gli analisti sottolineano la definitiva uscita del settore crocieristico dalla fase Covid, quindi buone notizie per il gruppo cantieristico, per non parlare delle prospettive di crescita del comparto militare.

Fincantieri, il titolo esce dalla fase laterale

Graficamente i prezzi di Fincantieri hanno accelerato al rialzo a dicembre uscendo dall'ampia fascia laterale che si andava protraendo dal 2020, il cui estremo superiore era posizionato a 6,50 circa.

Il target di tale movimento era posizionato a 9,60 euro ed è stato raggiunto proprio nella giornata di ieri. Prossima resistenza a 10,00 euro ma non è da escludersi nel breve un consolidamento dopo le recenti fatiche.

Il quadro grafico tornerebbe comunque ad indebolirsi solo al di sotto di area 8,00, riferimento al momento piuttosto distante.

Moncler, Bernstein riduce il giudizio a market-perform

Debole ieri Moncler: il titolo ha ceduto il 2,63% a 64,5 euro dopo avere oscillato tra 64,22 e 65,86 euro. Moncler ha ceduto terreno dopo il downgrade di Bernstein da "outperform" a "market-perform", a causa della stagionalità del trade.

Bernstein avverte che il fenomeno bimodale dei prezzi inizierà a manifestarsi, poichè la valutazione delle azioni ha raggiunto il massimo a 3 anni, nonostante il superamento delle aspettative del Q4 durante la stagione invernale di punta, e ora sta iniziando a comprimersi. Inoltre, con l'approccio "wait-and-see" adottato per il brand Stone Island e la riduzione delle ambizioni volumetriche per il 2025, Bernstein consiglia di prendere profitto dal trade invernale 2024/25.

Di recente, Barclays ha aumentato il prezzo obiettivo su Moncler da 56 a 64 euro, confermando il rating equal weight, mentre gli analisti hanno rivisto al rialzo le stime EPS del 6% per il 2025 e dell'8% per il 2026, esprimendo un moderato ottimismo sui trend del primo trimestre.

UBS, invece, conferma la raccomandazione neutral e mantiene il prezzo obiettivo a 69 euro, sottolineando che l'apertura di un nuovo negozio a Londra rafforza ulteriormente il posizionamento del gruppo.

Infine, il management di Stone Island evidenzia un forte potenziale di espansione globale, con la Cina ancora poco penetrata e gli Stati Uniti da esplorare.

Moncler il titolo torna sulla media esponenziale a 20 sedute

Il ribasso di Moncler è arrivato ad interessare l'area di transito della media mobile esponenziale a 20 giorni, supporto a 63,65 euro. In caso di violazione di questi livelli il titolo potrebbe scivolare fino in area 58 euro, sul 50% di ritracciamento del rialzo visto dal minimo di dicembre.

Solo discese anche al di sotto di questi livelli potrebbero anticipare la ricopertura del gap del 16 gennaio con base a 53,66 euro.

Recuperi oltre i 66,50 euro (prima resistenza di breve termine a 65,60) permetterebbero invece probabilmente il ritorno sul recente massimo di quota 70,48 euro.