Cripto sempre più popolari, cosa cambia con Trump e con la Micar

di FTA Online News pubblicato:
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Il nuovo approccio della Casa Bianca spinge le criptovalute, in Europa invece il quadro giuridico è ancora fluido. Ecco come funzionano gli investimenti in asset come bitcoin o ethereum

Cripto sempre più popolari, cosa cambia con Trump e con la Micar

Da anni ormai i mercati ormai parlano di criptovalute, una asset class a tutti gli effetti del risparmio globale che fa discutere e divide la comunità finanziaria tra entusiasti e scettici, senza un chiaro equilibrio.

Alla diffidenza delle autorità regolatorie, in primis le banche centrali contro i cui sistemi centralizzati sono state create queste “valute digitali”, si sono contrapposti gli entusiasmi tecnologici di diversi investitori.

Numerosi scandali, come il fallimento della FTX di Sam Bankman-Fried negli Stati Uniti o i processi alla piattaforma Binance, hanno scosso solo in parte un lato del mondo finanziario sempre più emergente.

Gli Stati Uniti negli ultimi anni, nonostante le fiere resistenze della SEC, la Consob degli Stati Uniti, hanno gradualmente accolto tra le proposte dei maggiori gruppi anche queste attività e un passo fondamentale è stato il via libera agli ETF su criptovalute di importanti banche d’affari.

Cripto come l’oro?

La decisione della nuova amministrazione Trump di creare una riserva USA in cripto con lo scopo dichiarato di rendere gli States il riferimento globale delle criptovalute ha definitivamente aperto la strada all’accoglienza di queste realtà tra gli altri universi investibili.

Il dibattito sulla loro natura e di conseguenza sulla loro classificazione legale è rimasto sul tavolo dei regolatori.

A fine 2024 il presidente della Fed Jerome Powell, interrogato sul tema Bitcoin, ha dichiarato al New York Times:

“La gente usa il bitcoin come un asset speculativo. In realtà è simile all’oro, è solo virtuale, digitale. Non è un concorrente del dollaro, in realtà è un concorrente dell’oro”.

Cripto, l’Europa e la Micar

L’Unione Europea, come spesso accade in questi anni, ha fatto dei passi avanti importanti regolamentando la materia con il Regolamento 2023/114 relativo ai mercati delle cripto-attività (MICAR).

Si tratta di una disciplina armonizzata tesa soprattutto a disciplinare questo sofisticato argomento e a preservare il corretto funzionamento dei sistemi di pagamento e dei sistemi finanziari. Il territorio variegato delle cripto-attività è stato così distinto in tre categorie essenziali: token di moneta elettronica (e-money token – EMT), ossia sistemi in blockchain collegati al valore di valute ufficiali come il dollaro o l’euro, quindi ritenuti idonei ai servizi di pagamento; token collegati ad attività sottostanti (asset-referenced token - "ART"), collegati per esempio a due o più valute insieme o anche a delle materie prime; gli “other than”, ossia l’universo vero delle criptovalute oggi scambiate nel mondo come bitcoin o tether che il regolamento europeo cerca di marginalizzare classificandole come “residuali”.

In realtà, nonostante i giusti pericoli collegati alla legalità (le criptovalute sono ampliamente utilizzate per il riciclaggio di denaro sporco proveniente da attività criminali come lo spaccio di fentanyl negli Stati Uniti o le estorsioni) e all’affidabilità delle piattaforme che permettono questo genere di operatività, il pubblico giovane degli investitori e non solo ha spesso deciso di frequentare gli asset in blockchain, che hanno toccato numeri giganteschi.

Cripto, i numeri del fenomeno

Oggi il bitcoin da solo capitalizza circa 1.646 miliardi di dollari, più di Meta, la casa di Facebook o della Berkshire Hathaway di Warren Buffet.

L’ethereum capitalizza circa 229 miliardi di dollari, più di McDonalds o Shell.

La Fed di St Luis ha di recente pubblicato un sondaggio secondo il quale nel 2022 il 4,3% delle famiglie americane aveva avuto almeno una volta delle criptovalute in portafoglio.

Non sono numeri che possono essere ignorati, anche se è vero che le criptovalute possono essere molto diverse tra loro.

Esiste già da tempo il termine stablecoin per le cripto ancorate ad altri asset, siano valute fiat (ufficiali) come le EMT della Micar europea, o collegate a materie prime come l’oro o il rame (le ART della Micar).

Un esempio è il Tether, famoso in Italia per il recente investimento nella Juventus, che è una stablecoin ancorata al prezzo di valute fiat, il dollaro soprattutto ma anche il peso messicano e lo yuan cinese offshore, e dichiara di avere riserve in dollari e nelle altre valute ancorate pari o superiori a tutti i Tether in circolazione.

Il quadro in Italia e in Europa è comunque ancora in evoluzione. È del 12 marzo 2025 la firma di un protocollo d’intesa tra la Consob e la Banca d’Italia per l’attuazione della Micar dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. del 5 settembre 2024, n. 129, che tra l’altro autorizza l’emissione e l’offerta al pubblico di token collegati ad attività da parte di banche, SIM di classe 1 e persone giuridiche autorizzate dalla Banca d’Italia d’intesa con Consob (art. 21 Consob).

Cripto, tanti modi per approcciare il mercato

Ma oltre alla varietà delle criptovalute, gli investitori potenziali in questi asset devono tenere in considerazione l’esistenza di diverse modalità e strumenti di approccio al mercato.

Esistono sulle criptovalute oltre a investimenti “diretti”, come l’acquisto di un bitcoin da oltre 80 mila dollari, sistemi che investono in porzioni di criptovalute o in derivati che replicano il loro andamento. Ci sono quindi ETF ed ETN su cripto. Esistono anche CFD, ossia contratti per differenza, che investono in criptovalute o anche in indici di criptovalute (quindi panieri composti da diversi token) o altri derivati su criptovalute (compresi i future).

Si può inoltre in alcuni casi investire direttamente o a leva.

Esistono poi società che hanno grandi portafogli di criptovalute come investimento e quindi sono acquistate sul mercato per esporsi direttamente (la più famosa è MicroStrategy) e ci sono piattaforme storiche come CoinBase o Kraken e diversi operatori e broker che hanno inserito strumenti collegati al mondo cripto come Plus500. Le opzioni possibili sono insomma numerose e sicuramente popolano uno degli universi finanziari più dinamici degli ultimi anni.