Stellantis in forte calo, pesano i timori sui dazi USA e i risultati del 2024

di FTA Online News pubblicato:
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Pirelli, conferme dagli analisti dopo i conti 2024, il titolo sale

Stellantis in forte calo, pesano i timori sui dazi USA e i risultati del 2024

Secondo pesante ribasso consecutivo per Stellantis che ieri ha ceduto l'8% circa chiudendo la seduta a 12,27 euro. A pesare sui corsi sono i timori sugli impatti dei dazi Usa oltre che i report delle banche d'affari.

Berenberg ha abbassato il prezzo obiettivo del titolo da 14,00 a 13,50 euro con raccomandazione hold confermata.

Anche Equita conferma l'hold e riduce del 4% il target a 13,90 euro. Deutsche Bank abbassa il prezzo obiettivo da 14 a 12 euro e conferma la raccomandazione hold.

Oddo BHF conferma giudizio neutral e target a 12 euro ma riduce la stima di utile per azione 2025 di ben il 25,3%. Ma al mercato non sono piaciuti nemmeno i risultati 2024, che hanno evidenziato ricavi a 156,9 miliardi di euro, in calo del 17%, e utile netto di 5,5 miliardi, in calo del 70%. Il margine risultato operativo adjusted si è attestato al 5,5%, quindi nella parte bassa della guidance rivista al ribasso a settembre dalla precedente double digit (a doppia cifra, quindi almeno 10%). Il flusso di cassa industriale si è attestato a -6 miliardi (guidance a -5/-10 miliardi).

Per il 2025 il management prevede ricavi netti in crescita, margine del risultato operativo adjusted Mid-Single Digit al 5% circa e flusso di cassa industriale positivo. Il processo di nomina del nuovo a.d. si concluderà entro la prima metà del 2025.

Stellantis, l'azione rischia di riattivare il trend al ribasso

Graficamente abbiamo assistito la settimana scorsa al tentativo di Stellantis di superamento della resistenza a 13,50 euro, parte superiore dell'ampio range di oscillazione laterale che si va protraendo da ottobre, il cui estremo opposto è posizionato a 11,60 circa.

Il tentativo non è andato a buon fine ed i prezzi sono arretrati rapidamente avvicinandosi all'estremo inferiore dell'intervallo.

Difficile dire, per il momento, se si tratti di un'area di accumulazione o se invece sia una semplice pausa di continuazione del precedente trend ribassista partito dai massimi di marzo 2024 a 27,35 euro.

Sotto 11,60 tale ipotesi acquisirebbe spessore e renderebbe possibile il proseguimento della corsa verso il target a 9,70 circa.

Necessaria una reazione del titolo già dai livelli attuali per allentare le tensioni e prospettare il ritorno sulla parte alta del range a 13,50 euro. Primi segnali in tal senso oltre quota 12,75.

Pirelli mostra i muscoli dopo i risultati del 2024

Netto rialzo ieri per Pirelli: il titolo ha guadagnato il 4,64% a 6,09 euro dopo avere oscillato tra 5,924 e 6,134 euro. Pirelli ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 6,77 miliardi di euro, in crescita dell’1,9% rispetto all’anno precedente e perfettamente in linea con il target previsto di circa 6,7 miliardi.

La crescita organica è stata più robusta (+4,4%), ma l’impatto negativo dei cambi (-2,5%) ha parzialmente eroso il risultato.

La redditività operativa ha registrato un miglioramento significativo:

Ebitda adjusted in aumento del 5,1%, raggiungendo 1,52 miliardi di euro, con un margine sulle vendite in crescita dal 20,5% al 21,8%.

Ebit adjusted pari a 1,06 miliardi di euro, in rialzo del 5,9% rispetto al 2023, con un margine migliorato al 15,7% (rispetto al 15,1% dell’anno precedente).

Utile netto a 501,1 milioni di euro, con una crescita dell’1% rispetto al 2023.

Ottime notizie anche sul fronte della generazione di cassa e della solidità finanziaria:

Flusso di cassa netto ante dividendi pari a 533,9 milioni di euro, superando il target (tra 500 e 520 milioni) e migliorando rispetto ai 508,9 milioni del 2023.

Indebitamento finanziario netto ridotto a 1,93 miliardi di euro, meglio delle attese (target di 1,95 miliardi) e in forte calo rispetto ai 2,82 miliardi di fine 2023.

Pirelli, per il 2025 obiettivi ambiziosi e solidità confermata

Guardando al 2025, Pirelli prevede un’ulteriore crescita e margini in miglioramento:

Ricavi attesi tra 6,8 e 7 miliardi di euro

Ebit Margin Adjusted intorno al 16%, confermando la solidità del modello di business

Flusso di cassa netto tra 550 e 570 milioni di euro, in ulteriore miglioramento rispetto al 2024

Questi numeri confermano Pirelli come un’azienda ben posizionata nel settore, capace di combinare crescita dei ricavi, aumento della redditività e una solida disciplina finanziaria.

I conti del quarto trimestre 2024 di Pirelli hanno superato le aspettative del mercato, con risultati solidi su ricavi e marginalità.

Questo ha portato diversi analisti a rivedere le loro valutazioni sul titolo, con alcuni miglioramenti nelle raccomandazioni e negli obiettivi di prezzo.

Banca Akros mantiene un approccio più cauto, confermando il giudizio Neutral con un target di 5,8 euro, evidenziando come i risultati siano stati in linea con le attese, ad eccezione dell’utile netto rettificato, superiore alle previsioni.

Al contrario, Citi ha ribadito la sua raccomandazione Buy, sottolineando la performance positiva sia sui ricavi che sulla redditività.

Anche Oddo BHF ha migliorato la propria valutazione, alzando il prezzo obiettivo da 6 a 7 euro e confermando Outperform, grazie a una chiusura d’anno migliore del previsto e un outlook 2025 rassicurante.

Simili considerazioni arrivano da Mediobanca Research, che ha aumentato il target da 6,4 a 6,6 euro, evidenziando la solidità del business model di Pirelli, che beneficia di un mix di prodotto favorevole tra Replacement e High Value. Il miglioramento della leva finanziaria potrebbe inoltre portare a una politica di dividendi più generosa.

HSBC ha anch’essa ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo da 6,3 a 6,8 euro, mantenendo una view positiva sul titolo. La banca ritiene che i target al 2025 offrano un’ottima visibilità per il gruppo, supportando ulteriori revisioni al rialzo sugli utili futuri.

Intesa Sanpaolo ha confermato il giudizio Buy con un target price di 7 euro, sottolineando la crescita dei volumi e la solidità del mix di prezzo, mentre Morgan Stanley ha mantenuto Overweight con un prezzo obiettivo di 6,6 euro, dopo un EBIT dell’8% sopra le attese.

Anche Goldman Sachs ha ribadito la raccomandazione Buy con un target di 6,8 euro, apprezzando il miglioramento della redditività operativa (+7,5% rispetto al consenso) e la continua forza del pricing mix.

Deutsche Bank si è allineata al giudizio positivo, alzando il target da 6,5 a 7 euro, con focus sulla crescita dell’High Value e sulla generazione di cassa.

Infine, Equita Sim mantiene la raccomandazione Buy con un prezzo obiettivo di 6,5 euro, minimizzando i rischi legati a possibili dazi USA: Pirelli avrebbe già un piano di emergenza per limitare l’impatto a un massimo del 3% dell’EBIT 2025.
L’espansione della capacità produttiva negli USA potrebbe rappresentare un’opportunità strategica per guadagnare market share.

Nel complesso, il mercato ha accolto con favore i risultati di Pirelli, con una prevalenza di giudizi positivi e rialzi nei target price. La strategia di crescita nel segmento High Value e la gestione della leva finanziaria sono elementi chiave per il futuro della società.

Pirelli, prossima resistenza a 6,15 euro

La prossima resistenza per il titolo si colloca a 6,15 euro, linea di tendenza ribassista che scende dal massimo di gennaio 2022. In caso di superamento di quei livelli atteso il ritorno sui massimi di maggio 2024 a 6,30 circa.

Solo discese al di sotto di area 5,90 metterebbero in discussione i recenti segnali di forza facendo temere la ricopertura del gap del 13 febbraio, base a 5,66 euro. Supporto successivo a 5,40 euro.