Banco BPM, il Credit Agricole aumenta le quote

di FTA Online News pubblicato:
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Recordati: nuovi dettagli sul fallimento del deal con Angelini, prossimo focus sul Capital Markets Day

Banco BPM, il Credit Agricole aumenta le quote

Lunedì la BCE ha autorizzato Credit Agricole a superare la soglia del 10% del capitale di Banco BPM e salire fino al 19,9%. La banca francese è il principale azionista di BPM con il 9,9%, ma è in possesso di strumenti derivati che intende esercitare e salire al 19,8%.

Credit Agricole ha precisato che l'incremento della partecipazione è coerente con la sua strategia di investitore di lungo periodo e partner di Banco BPM e che non intende lanciare un'OPA.

Il 28 aprile, intanto, scatterà la proposta da 0,175 azioni di Unicredit per ognuna di Piazza Meda.

Ai corsi attuali è ancora a sconto, ma il no UE al compromesso danese dell'Opa BPM su Anima, ha limato le distanze. Vedremo quali saranno gli sviluppi, nel frattempo il titolo ha aperto la seduta odierna in forte calo, dopo l'annuncio ufficiale di ieri sera, da parte di Trump, dell'applicazione dei dazi al 20% all'UE e al 34% alla Cina.

Banco BPM, sarebbe utile una chiusura di ottava sopra i 9,20 euro

Dopo la chiusura di ieri a 9,558 euro i prezzi si trovano questa mattina attorno a quota 9,24. Una chiusura settimanale superiore a 9,20 euro sarebbe importante per garantire al titolo la solidità della spinta che ne ha caratterizzato l'andamento negli ultimi mesi e la conseguente possibilità di tornare a correre verso nuovi massimi ipotizzabili sui record del 2014/2015 in area 12,00. Conferme in tal senso al superamento di quota 10,50. Sotto 9,20 invece salirebbe il rischio di una correzione più accentuata del recente rialzo con il titolo che si vedrebbe proiettato verso i riferimenti chiave di ritracciamento (Fibonacci) posti rispettivamente a 8,50 (38,2%) e 7,85 euro (50%).

Recordati, nuovi dettagli sul no ad Angelini, prossimi spunti al Capital Markets Day

Debole ieri Recordati: il titolo ha ceduto il 2,18% a 51,7 euro con i prezzi che hanno oscillato tra 50,75 e 52,55 euro. Angelini Pharma aveva avanzato un'offerta convincente per una fusione con Recordati, ma l'operazione non è andata avanti, non per iniziativa di Angelini, secondo le parole del suo amministratore delegato, Sergio Marullo.

L'acquisizione di Recordati, che ha una capitalizzazione di oltre 10 miliardi di euro, sarebbe stata una mossa strategica molto rilevante per Angelini, che aveva trovato il sostegno di investitori finanziari interessati a collaborare per ottenere il controllo dell'azienda.

Tuttavia, il 17 gennaio, Recordati e il suo azionista di riferimento, il fondo CVC, hanno categoricamente smentito qualsiasi negoziazione, dichiarando di non prevedere alcun dialogo futuro con Angelini.

A prescindere da questo esito, Angelini Pharma mantiene l’obiettivo di crescita attraverso operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni). Marullo ha evidenziato un problema strutturale dell’industria farmaceutica italiana: la mancanza di aziende di dimensioni sufficienti per competere a livello globale.

Secondo lui, l’elevata redditività di alcuni player li rende poco propensi ad aggregarsi, con il risultato di una minore capacità di attrarre investimenti in innovazione.

Portare una nuova molecola sul mercato richiede infatti ingenti risorse (circa 2 miliardi di euro) e tempi molto lunghi (8-10 anni o più).

Marullo conclude sottolineando la necessità di un'azienda farmaceutica italiana con almeno 10 miliardi di capitalizzazione, per poter competere su scala globale.

Questa visione suggerisce che Angelini continuerà a esplorare opportunità per rafforzare la propria posizione attraverso future acquisizioni.

Recentemente Mediobanca Research aveva confermato la raccomandazione outperform su Recordati a seguito della pubblicazione dei risultati per il 2024.

Gli analisti hanno evidenziato in particolare l’aumento del dividendo per azione (DPS), che passa da 1,2 euro nel 2023 a 1,27 euro, segnando una crescita del 6%.

Il focus ora si sposta sul Capital Markets Day previsto per il 29 aprile, evento in cui Recordati presenterà i suoi nuovi obiettivi strategici a tre anni. Secondo gli esperti, questa occasione rappresenterà un importante catalizzatore per il titolo, potenzialmente influenzando il sentiment degli investitori e il prezzo dell’azione.

Recordati, possibili rimbalzi da quota 50,75

I minimi di ieri a 50,75 euro si sono appoggiati sul 38,2% di ritracciamento del rialzo dal minimo di ottobre 2022, un supporto rilevante in ottica di medio periodo che per il momento ha contenuto le spinte ribassiste. Un tentativo di rimbalzo inizierebbe a concretizzarsi tuttavia solo sopra area 51,20 euro, con i prezzi in quel caso diretti fino in area 55 almeno. La violazione di 50,75, se confermata in chiusura di seduta, potrebbe invece anticipare discese verso i 47,50 euro circa. Supporto intermedio a 49 euro.