Piazza Affari in verde, male BTP e spread. FTSE MIB +0,13%

08/11/2019 17:45:12

Piazza Affari in verde, male BTP e spread. FTSE MIB +0,13%.


Mercati azionari europei in calo. Wall Street incerta: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,1%, NASDAQ Composite +0,1%, Dow Jones Industrial -0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,13%, il FTSE Italia All-Share a +0,11%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,00%, il FTSE Italia STAR a +0,49%.

BTP in ulteriore ribasso, sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,27% (chiusura precedente a 1,21%), lo spread sul Bund segna 154 bp (da 148) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA la stima preliminare di novembre dell'indice di fiducia dei consumatori, calcolato dall'Università del Michigan e da Reuters, si attesta a 95,7 punti, risultando inferiore alle previsioni degli addetti ai lavori, pari a 95,9 punti, ma superiore alla rilevazione precedente, fissata 95,5 punti (rivisto da 96 punti). Negli Stati Uniti a settembre le scorte all'ingrosso hanno fatto segnare una variazione positiva dello 0,4%, risultando superiori alle attese, pari allo -0,3%. Nel mese di agosto le scorte erano salite dello 0,1%, riviste da -0,3%. In Germania il surplus della bilancia commerciale a settembre 2019 e si e' attestato a 21,1 miliardi di euro da 18,2 miliardi di settembre 2018. In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di settembre è cresciuta dello 0,3% rispetto al mese precedente (consensus +0,3%), dopo il decremento dello 0,9% ad agosto.

Telecom Italia +1,17% tocca i massimi da aprile per poi ridurre i guadagni in scia ai dati trimestrali leggermente migliori delle attese. Analisti e investitori si concentrano anche sull'annuncio della lettera d'intenti con Google Cloud per la definizione di una partnership strategica: si punta sullo scorporo e quotazione della newco che potrebbe scaturire dall'accordo.

UBI Banca -4,84% accelera al ribasso subito dopo la pubblicazione dei dati del terzo trimestre: l'utile netto sale a 60,1 milioni di euro da 1,6 nello stesso periodo del 2018, un risultato inferiore al consensus fissato a 65 milioni.

In rosso anche gli altri bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,18%. Banco BPM -3,09%, UniCredit -1,53%, Mediobanca -1,46%.

Bene le utility che recuperano dopo la flessione di ieri nonostante il nuovo balzo dei rendimenti. Hera +1,75%, Terna +1,74%, Enel +1,69%, A2A +1,69%.

Falck Renewables +8,35% a 4,2820 euro: Equita migliora la raccomandazione sul titolo da reduce a hold e incrementa il target da 3,50 a 3,95 euro dopo i risultati trimestrali superiori alle attese e il miglioramento della guidance 2019 (Ebitda incrementato da circa 184 milioni di euro a circa 196 milioni di euro; Risultato Netto di pertinenza del Gruppo da "superiore a 35 milioni di euro" a "superiore a 41 milioni di euro"; Posizione Finanziaria Netta (incluso il fair value dei derivati) da circa 737 milioni di euro a circa 680 milioni di euro).

Petroliferi deboli a causa della flessione del greggio. Il future gennaio sul Brent segna 62,10 $/barile (da 62,80 circa ieri pomeriggio), il future dicembre sul WTI segna 56,90 $/barile (da 57,80 circa). Tenaris -0,25%, Saipem -0,80%, Eni +0,10%.

Brunello Cucinelli +2,08% in progresso: nei primi nove mesi del 2019 i ricavi netti salgono a 459,2 milioni di euro, +8,8% a cambi correnti (+7,7% a cambi costanti). Ottime le performance in Cina (+14,4%) e Resto del Mondo (+11,3%). Sottotono l'Italia (+2,2%). Per l'esercizio 2019 il presidente, a.d., fondatore e azionista di maggioranza prevede una "crescita del fatturato intorno al 9% ed una sana crescita dei profitti" e di "progettare il 2020 con serenità e fiducia, in linea con la nostra pianificazione del Piano decennale 2019-2028".

Fincantieri -5,64% in netto calo dopo la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi del 2019. Ricavi e proventi registrano un incremento del 9,7% a/a, mentre l'EBITDA sale da 281 a 287 milioni di euro, il che determina una flessione dell'EBITDA margin al 6,7% dal 7,3% di un anno fa. Inoltre l'indebitamento finanziario netto sale a 904 milioni di euro da 404 a fine 2018. Incerta la guidance a causa della controllata Vard, per la quale prosegue il processo di integrazione nel Gruppo Fincantieri e di allineamento alle best practice: questo ha "portato da una parte al recupero di ritardi produttivi che avrebbero altrimenti compromesso la consegna delle navi nei tempi previsti e dall'altro alla revisione delle stime dei costi a finire delle commesse che sono state riflesse nei risultati al 30 settembre 2019, ivi compresi i maggiori costi sostenuti per recuperare i ritardi sulle navi in consegna. Ulteriori verifiche sulle modalità di gestione industriale e della pianificazione economica delle commesse sono tuttora in corso".

Salini Impregilo, -3,33% a 1,6840 euro, inverte la rotta e non riesce ad alimentare il rimbalzo partito dai minimi di ieri in scia al successo del collocamento istituzionale di azioni ordinarie di nuova emissione a 1,50 euro l'una per complessivi 600 milioni di euro concluso ieri, un aumento di capitale a supporto del Progetto Italia e "del più ampio piano industriale della Società relativo al triennio 2019-2021". Il nuovo azionariato vede Salini Costruttori al 44,91%, CDP Equity al 18,65%, Intesa Sanpaolo e UniCredit al 5,26% ciascuna e Banco BPM allo 0,67%.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com