Piazza Affari sui minimi da inizio giugno, brillanti i BTP. FTSE MIB -2,53%

14/08/2019 17:45:09

Piazza Affari sui minimi da inizio giugno, brillanti i BTP. FTSE MIB -2,53%.


Mercati azionari europei in netta flessione. Wall Street in forte ribasso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -2,2%, NASDAQ Composite -2,5%, Dow Jones Industrial -2,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -2,53%, il FTSE Italia All-Share a -2,39%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,44%, il FTSE Italia STAR a -1,40%.

BTP in netto rialzo, scende lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,53% (chiusura precedente a 1,64%), lo spread sul Bund 217 bp (da 222) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA l'indice dei prezzi alle importazioni è cresciuto a luglio dello 0,2% rispetto al mese precedente contro il -1,1% di giugno (dato rivisto da -0,9%). Gli economisti avevano previsto un dato invariato. Crescono a sorpresa le scorte di petrolio negli USA: nella scorsa settimana in base ai dati EIA sono salite di 1,580 milioni di barili, dopo i +2,385 milioni di barili della precedente e in controtendenza con le attese fissate a -2,775 milioni di barili. Il PIL dell'eurozona (prima stima) nel secondo trimestre 2019 è cresciuto dello 0,2% rispetto al primo trimestre 2019, in linea con le attese e con il dato del primo trimestre 2019. Su base annua la crescita economica si è attestata all'1,1%. Nel secondo trimestre il PIL della Germania (dato preliminare) è rimasto invariato su base annua, contro il progresso dello 0,6% dei primi tre mesi del 2019 e il declino dello 0,3% stimato dagli economisti. Su base sequenziale la lettura è invece per una contrazione dello 0,1% contro la crescita dello 0,4% del primo trimestre ma in linea con il consensus. La produzione industriale nell'eurozona nel mese di giugno ha registrato una diminuzione dell'1,6% rispetto al mese precedente da +0,8% di maggio (dato rivisto da +0,9%). Il dato è peggiore rispetto alle attese (consensus -1,4%). Su base annua la produzione industriale è calata del 2,6%.

Mercati azionari in deciso calo, mentre l'obbligazionario segna nuovi record: il Bund future ha toccato il massimo storico a 178,39 punti. Segnali negativi per l'economia europea sono giunti oggi dalla prima stima del PIL tedesco nel secondo trimestre e dalla produzione industriale eurozona a giugno.

Bancari in forte ribasso: l'indice FTSE Italia Banche segna -3,03%, l'EURO STOXX Banks -3,0%. A Milano BPER Banca -4,92%, Unicredit -3,74%, Banco BPM -3,92%, FinecoBank -4,89%.

Pesante flessione per i petroliferi con il greggio che annulla il balzo di ieri pomeriggio (toccati i massimi da inizio mese) anche in scia ai dati sulle scorte USA. Il future ottobre sul Brent segna 58,45 $/barile (da 61,50 circa), il future settembre sul WTI 54,20 $/barile (da 57,40). Tenaris -5,20%, Eni -2,37%, Saipem -4,57%.

Arretrano anche gli industriali: viene sostanzialmente annullato l'effetto della notizia dell'ammorbidimento dei dazi USA contro le importazioni cinesi in vigore dal 1° settembre, notizia che ieri a inizio pomeriggio aveva determinato un brusco rimbalzo: STM -4,47%, Prysmian -4,02%, CNH Industrial -4,00%, Pirelli&C -3,96%, Leonardo -3,63%, FCA -3,52%, .

Atlantia -4,07% in pesante flessione nel primo anniversario del crollo del Ponte Morandi a Genova. La delegazione della controllata Autostrade per l'Italia, su richiesta dei familiari delle vittime, è stata invitata a lasciare l'area prima che iniziasse la funzione religiosa.

Telecom Italia -2,02% perde ulteriore terreno e si avvicina ai minimi di maggio/giugno. L'ipotesi di governo tecnico potrebbe rallentare il progetto di creazione di una rete unica con Open Fiber.

Ferrari, -2,37% a 140,20 euro, ha provato a limitare i danni grazie a Goldman Sachs (raccomandazione migliorata da neutral a buy e target fissato a 163 euro) per poi crollare nel finale.

Discreta tenuta per Amplifon, -1,08% a 22,02 euro, che durante la seduta si è spinto fin sui 22,62 euro, appena sotto il record storico a 22,66 toccato lunedì. Le quotazioni hanno la possibilità di estendere il rally verso nuovi obiettivi posizionabili sui 23,10/23,20 euro, lato alto del canale ascendente ipotizzabile da fine 2016. Le prospettive potrebbero cambiare nel breve solo in caso di ritorno in pianta stabile sotto area 20, operazione che creerebbe le condizioni per un test delle ex resistenze a 18 euro circa.

Mediaset, +4,20% a 2,73 euro, accelera dopo aver testato ieri i supporti a 2,50/2,55 e supera i primi ostacoli. Il titolo si sta avvicinando ad area 2,77, dove troviamo il massimo del 25 luglio e il minimo del 2 luglio: si tratta di riferimenti decisivi in ottica di medio termine dato che oltre gli stessi si creerebbero le premesse per il ritorno sui 3,0860 del 20 giugno (obiettivo intermedio a 2,90). Discese sotto 2,67 preannuncerebbero invece un nuovo rischioso test di 2,50/2,55 (appoggio successivo a 2,40/2,45).

Simone Ferradini - www.ftaonline.com