Annunciata la fusione tra IMA e GIMA TT, ecco le prospettive

12/06/2019 17:25:05

Annunciata la fusione tra IMA e GIMA TT con un rapporti di cambio posto a 11,4 azioni ordinarie IMA per ogni 100 azioni ordinarie di GIMA TT, con un premio dell'8,5% sul prezzo di chiusura di martedi' di Gima TT. I due titoli reagiscono in maniera opposta con IMA che e' in flessione (anche se al di sopra dei minimi intraday) e GIMA TT (grande circa un quarto della prima in termini di capitalizzazione di Borsa) che guadagna notevolmente. Banca Akros ha confermato il giudizio "accumulate" e il prezzo obiettivo a 85,2 euro su Ima. Gli analisti valutano positivamente la notizia perche' la fusione permette al gruppo di ridurre i suoi costi operativi associati al mantenimento di due entita', entrambe quotate. Il valore dato alle azioni Gima TT, di 8,4 euro per azione, non e' invece particolarmente allettante considerando il prezzo di Ipo di 12,50 euro di Gima TT. Gli analisti di Kepler Cheuvreux suggeriscono invece agli analisti di Gima TT di accettare l'offerta dal momento che hanno un prezzo obiettivo sul titolo di 8 euro (target a 70 euro su Ima). Equita Sim ha invece un target di 76 euro su Ima, i suoi esperti evidenziano che la valutazione delle azioni Gima TT e' inferiore al valore dell'Ipo ma che da allora sono cambiate le prospettive di mercato, tanto che il target di Equita sul titolo, per il quale c'e' un giudizio "buy", e' a 8,70 euro. L'operazione non dovrebbe avere un impatto significativo sull'eps di Ima, limitato al -2%/0% nel periodo 2019-2020, il target price di quest'ultima quindi non viene toccato. Ima e' sceso fino a 71,15 euro mercoledi' per poi rimbalzare in area 73 euro, dopo aver terminato l'11 giugno a 73,65 euro. I prezzi oscillano da alcune settimane all'interno di una fascia laterale compresa tra i 68,50 e i 74,50 euro circa. La violazione della base di questo intervallo potrebbe rappresentare un evento negativo per il titolo, introduttivo a movimenti verso i 63 euro almeno, ma fino a che il supporto tiene le attese saranno in favore della rottura di area 74,50 e del test dei massimi di inizio maggio a 80 euro. Sopra quei livelli target a 83,30 euro.
Tenaris accelera al ribasso con calo prezzo greggio. Il cda di quest'ultima ha convocato l'assemblea per il delisting dalla Borsa di Buenos Aires. Martedi' le stime API sulla variazione delle scorte Usa hanno mostrato un'altra crescita di ben 4,85 milioni di barili degli stock di greggio. L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato mercoledi' che, nella settimana terminata lo scorso 7 giugno, le scorte di petrolio negli USA sono aumentate di 2,206 mln di barili a 485 milioni di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a 0,481 mln di barili. Nella settimana precedente le scorte di petrolio greggio erano aumentate di 6,771 milioni di barili. L'EIA ha anche ridotto le stime sui prezzi del greggio (sia Brent che WTI) nel 2019. Nell'edizione di giugno del suo Short-Term Energy Outlook (Steo),l'ente di Washington ha infatti ridotto del 5,6% la stima di prezzo medio del Wti a 59,29 dollari il barile per quest'anno e del 4,2% a 66,69 dollari quelle relative al Brent (confermato invece l'outlook 2020 rispettivamente a 63 e 67 dollari il barile). Tagliate anche rispetto allo Steo di maggio le previsioni di produzione di greggio in Usa dell'1,0% a 12,32 milioni di barili al giorno per il 2019 e dello 0,9% a 13,26 milioni per il 2020. Pesano sui corsi del petrolio anche le rinnovate tensioni commerciali tra Usa e Cina che si traducono in forti vendite e la notizia delle forniture extra concesse dall'Arabia Saudita ad alcuni compratori cinesi. Il future sul Crude Oil quota 52 dollari circa, in calo del 2,35% (minimo di seduta a 51,48$). Tenaris ha toccato un minimo intraday a 10,725 per poi rimbalzare poco sopra quei livelli. La chiusura di martedi' era stata a 11,245 euro, il calo e' quindi del 4% circa. Il massimo dell'11 giugno di Tenaris si colloca sul 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top del 20 maggio (che a sua volta aveva ritracciato solo il 50% circa del ribasso dal massimo del 23 aprile), la reazione vista nelle ultime sedute non e' riuscita quindi ad invertire la precedente tendenza ribassista. Se i prezzi dovessero scendere al di sotto dei minimi del 31 maggio e del 3 giugno allineati in area 10,36 diverrebbe molto probabile un ulteriore scivolamento verso i minimi di dicembre 2018 a 9,06 euro con unico supporto intermedio a 10 euro. Per inviare un segnale di forza le quotazioni dovrebbero recuperare oltre gli 11,30 euro. In quel caso target a 11,95, lato alto del canale ribassista che contiene le oscillazioni dai massimi di fine aprile. Sopra quella resistenza indicazioni positive per il trend, il canale citato si dimostrerebbe un "flag", figura di continuazione del rialzo precedente, quello visto dai minimi di dicembre, che potrebbe riprendere con obiettivi anche sui massimi di aprile a 13,54 euro.

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