Morgan Stanley alza stima Pil Usa 4° trimestre

Partenza al rialzo per il future Eurostoxx 50 che guadagna lo 0,3% circa a 3522 punti. A New York avevano prevalso le prese di beneficio, dopo il record segnato dal Dow Jones Industrial Average mercoledì (unico in positivo dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,48% mercoledì, alla vigilia del Thanksgiving, quando Wall Street resterà ferma), ma a mettere un freno all'ottimismo degli investitori hanno contribuito anche dati macroeconomici contrastanti in Usa come le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che nella settimana terminata il 20 novembre si sono attestate a 778 mila unità, superiori alle attese (730 mila) e al dato della settimana precedente (748 mila unità). 

L'indice di fiducia dei consumatori elaborato dall'Università del Michigan è calato a novembre a 76,9 punti da 818 punti di ottobre (consensus 77,0 punti). 

I redditi personali sono diminuiti dello 0,7% a ottobre a fronte di un incremento dello 0,7% (Rivisto da +0,9%) rilevato a settembre. Il consensus del mercato era pari a +0,0%.

Di fondo comunque i segnali che invia l'economia continuano ad essere incoraggianti: Morgan Stanley ha aumentato la stima di crescita del Pil Usa nel quarto trimestre al 5,6% annuo dal 4,3% previsto in precedenza. 

Il Pil del terzo trimestre (seconda stima) è cresciuto del 33,1% rispetto al trimestre precedente. Il dato è in linea con la prima stima.

Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che nel mese di ottobre la domanda preliminare di beni durevoli è cresciuta dell'1,3% su base mensile dal +1,5% precedente, a fronte di un incremento atteso dello 0,5%.

Il miglioramento dell'outlook è arrivato in scia ai dati macroeconomici diffusi mercoledì, in particolare gli economisti di Morgan Stanley hanno considerato positivamente l'incremento sequenziale dell'1,3% per gli ordinativi di beni durevoli in ottobre e il progresso dello 0,5% della spesa dei consumatori, insieme a solide indicazioni sul fronte delle scorte.

D'altra parte la speranza per il prossimo arrivo di vaccini contro il Covid-19 e il sempre più vicino ingresso di Joe Biden alla Casa Bianca sono fattori positivi che il mercato continua a considerare e che impediscono quindi l'avvio di una flessione più marcata.

A proposito delle presidenziali i dati dello spoglio dei voti, ancora in corso, mostrano che Biden con oltre 80 milioni è stato il presidente degli Stati Uniti che ha ricevuto più preferenze in assoluto, ma Trump con quasi 74 milioni è il secondo in classifica (seguito da Obama che nel 2008 arrivò vicino ai 70 milioni di preferenze). Trump, anche se è iniziata la transizione per il passaggio di poteri, ha incitato i sostenitori della Pennsylvania a ribaltare l'esito del voto, soffiando quindi ancora sul fuoco.

Pennsylvania, Arizona, e Nevada devono infatti ancora certificare il risultato del voto, ma Pennsylvania e Nevada hanno già dichiarato che lo faranno in favore di Biden.

Dai verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) tenutosi 4 e 5 novembre emerge l'ipotesi di possibili interventi sul piano di acquisto di titoli (Treasury e mortgage-backed security per almeno 120 miliardi di dollari al mese). I membri del Fomc, che hanno deciso di lasciare ancora invariati i tassi d'interesse in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25% (dopo la riduzione a sorpresa di 100 punti base in un meeting d'emergenza il 15 marzo), hanno sottolineato che l'attuale ritmo degli acquisti aiuta a mantenere le condizioni finanziarie accomodanti ma hanno anche indicato che potrebbero essere apportate modifiche se necessario. La discussione non è entrata nel merito di una data specifica per i cambiamenti, limitandosi a dire che potrebbero avvenire "abbastanza presto".

I massimi di ieri del future Eurostoxx 50 a 3529 punti, praticamente allineati a quelli del giorno prima a 3517, sono stati toccati in corrispondenza di una importante resistenza, il 78,6% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio. Questa percentuale ricavata dalla successione di Fibonacci ha la stessa funzione dei livelli più conosciuti, è infatti uno scalino da superare per confermare che la tendenza in atto è in grado di estendere e di puntare al ricongiungimento con l'origine del movimento precedente, in questo caso la discesa dai massimi di febbraio originatasi da are 3870. La rottura di area 3515/20, da confermare in chiusura di seduta (ieri a 3512), permetterebbe al future di puntare al successivo gradino nella scala dei ritracciamenti, quello dell'88,6%, a 3680 punti circa, ultimo ostacolo al ritorno in area 3870. 

La mancata rottura di 3515/20, se seguita dalla violazione a 3485 della media mobile esponenziale a 5 giorni, potrebbe invece essere l'inizio di una fase di ripiegamento. In questa ottica non sottovalutare la presenza di una candela di tipo "shooting star" in corrispondenza della seduta del 23 novembre e di un "hanging man" ieri, candele che compaiono spesso nelle fasi terminali di un rialzo (ad esempio il 21 luglio). Conferme dell'avvio di una fase di debolezza sotto area 3450, supporti in quel caso a 3350 e a 3260 punti.