Borsa italiana in calo dopo gli ultimi progressi

Borsa italiana in calo dopo gli ultimi progressi. Bene Telecom e Juventus. FTSE MIB -0,49%.

Il FTSE MIB segna -0,49%, il FTSE Italia All-Share -0,47%, il FTSE Italia Mid Cap -0,28%, il FTSE Italia STAR -0,12%.

BTP in progresso, stabile lo spread. Il rendimento del decennale segna 0,90% (chiusura precedente a 0,93%), lo spread sul Bund segna 130 bp (da 131) (dati MTS).

Mercati azionari europei in rosso: Euro Stoxx 50 -0,5%, FTSE 100 -0,9%, DAX -0,5%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -0,7%.

Future sugli indici azionari americani negativi: S&P 500 -0,5%, NASDAQ 100 -0,6%, Dow Jones Industrial -0,5%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,65%, NASDAQ Composite +0,90%, Dow Jones Industrial +0,94% (nuovi massimi storici per i tre indici).

Mercato azionario giapponese in lieve calo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,14%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,62%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a -0,34%.

Petroliferi in flessione: il greggio perde terreno dai massimi da giovedì scorso toccati ieri sera. Il future aprile sul Brent segna 55,40 $/barile (da 56,40 circa), il future marzo sul WTI 50,95 $/barile (da 52,00 circa). ENI -0,8%, Saipem -1,8%, Tenaris -1,3%.

Bancari in calo dopo i progressi delle due sedute precedenti: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,1%, l'EURO STOXX Banks -0,6%. UniCredit -1,4%, FinecoBank -1,1%, Banco BPM -1,0%, Mediobanca -1,0%, Intesa Sanpaolo -0,8%.

Indicazioni simili per industriali e automobilistici: Pirelli -1,5%, FCA -1,5%, CNH Industrial -1,0%, Prysmian -1,0%.

Telecom Italia +2,7% accelera e tocca i massimi da circa un mese grazie ai report positivi di alcuni broker dopo i risultati 2019 della controllata brasiliana TIM Participacoes (+4,05% ieri alla borsa di San Paolo). Nel quarto trimestre i ricavi sono saliti del 2,9% a/a, i costi sono scesi dello 0,7% a/a, l'EBITDA si è attestato a un livello record pari a 2 miliardi di reais (424 milioni di euro), ma sotto i 2,2 del consensus. L'utile netto è stato pari a 756 milioni di reais (160 milioni di euro) ben al di sopra dei 600 circa del consensus. Telecom comunicherà i risultati dell'ultimo trimestre e dell'intero esercizio 2019 il prossimo 10 marzo.

Juventus FC +1,9% prolunga il rally delle ultime sedute e sale sui massimi da metà gennaio. Ieri dopo la chiusura del mercato Juventus FC ha comunicato un accordo di sponsorizzazione con Allianz, accordo che comprende anche "l’estensione del naming right dell’Allianz Stadium per sette stagioni sportive, a partire dal 1° luglio 2023 e fino al 30 giugno 2030. L’accordo prevede un corrispettivo complessivo di € 103,1 milioni che si aggiunge a quanto previsto dagli accordi già in essere".

Tinexta (asta di volatilità, teorico +9,62%) balza in avanti dopo la pubblicazione dei risultati preconsuntivi 2019 e del piano industriale 2020-2022. Nello scorso esercizio ricavi a circa 258 milioni di euro, +7,7% a/a, EBITDA a circa 72 milioni, +8,8% a/a. Gli obiettivi del piano prevedono per il 2020 ricavi superiori a 270 milioni ed EBITDA in crescita dell’8%, per il 2022 ricavi superiori a 300 milioni e crescita dell’EBITDA più che proporzionale rispetto ai ricavi.

TITOLO DEL GIORNO: ATLANTIA
 Si avvicina l'inizio della fase calda delle trattative tra governo e Atlantia sulle concessioni autostradali. Il Messaggero scrive che nel prossimo cda la holding dei Benetton potrebbe dare il via libera alla discesa sotto il 50% in Autostrade per l'Italia (AspI). Si tratta di una delle opzioni proposte dall'esecutivo per evitare la revoca delle concessioni: le altre sono una sanzione da 2 miliardi di euro, la riduzione dei pedaggi e più investimenti in manutenzione. La trattativa verosimilmente potrebbe portare a un accordo comprendente solo alcune delle opzioni o parte di esse. Ad acquisire una quota del 30% di AspI potrebbe essere F2i, che pagherebbe parte in contanti e parte con le quote negli aeroporti di Napoli, Torino, Milano, Alghero, Bologna (di cui ha il 51%). La revoca delle concessioni è teoricamente possibile ma causerebbe danni a entrambe le parti: AspI andrebbe probabilmente in default e l'esecutivo dovrebbe affrontare un lungo contenzioso che costerebbe tra i 7 (con le norme introdotte nel decreto milleproroghe) e i 25 miliardi di euro alle casse dello Stato. L'analisi del grafico di Atlantia mette in evidenza il progresso delle ultime settimane con il titolo salito a mettere pressione sulle resistenze a 23 euro circa. In caso di stabilizzazione oltre questi riferimenti le quotazioni avrebbero via libera per il ritorno sui massimi estivi poco sotto quota 25, resistenze strategiche nel medio termine. Discese sotto 21,50/21,70 preannuncerebbero un'inversione di tendenza e quindi un test di 19,00/19,50, supporti decisivi per scongiurare l'affondo verso quota 17.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 14:30 richieste settimanali sussidi disoccupazione e inflazione.