Piazza Affari positiva. Focus su Leonardo dopo dati 2018. FTSE MIB +0,67%

14/03/2019 15:31:11

Piazza Affari positiva. Focus su Leonardo dopo dati 2018. FTSE MIB +0,67%.


Il FTSE MIB segna +0,67%, il FTSE Italia All-Share +0,63%, il FTSE Italia Mid Cap +0,33%, il FTSE Italia STAR +1,17%.

BTP in rally, scende lo spread.
Il decennale rende il 2,51% (-8 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 243 bp (-8 bp) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,5%, FTSE 100 +0,5%, DAX +0,2%, CAC 40 +0,6%, IBEX 35 +0,6%.

Pochi minuti dopo l'apertura di Wall Street: S&P 500 -0,1%, NASDAQ Composite -0,1%, Dow Jones Industrial -0,2%.

Leonardo +12,1% protagonista assoluta della seduta dopo aver archiviato l'esercizio 2018
con nuovi ordini in forte rialzo (+30% circa) a 15,1 miliardi di euro principalmente grazie all'acquisizione del contratto NH90 Qatar (3 miliardi) e superiori alla guidance fornita dal gruppo (14,0-14,5 miliardi). Anche i ricavi (12,2 miliardi) hanno superato la guidance (11,5-12,0 miliardi). L'EBITA sale a 1,12 miliardi da 1,077, mentre l'EBIT scende da 844 a 715 milioni. Il risultato netto balza da 279 a 510 milioni grazie a minori oneri finanziari legati alle operazioni di buy-back completate nel corso del 2017. Il Free Operating Cash Flow (FOCF) scende da 537 milioni a 336. L'indebitamento netto di gruppo scende a 2,35 miliardi da 2,58 a fine 2017. Dividendo confermato a 0,14 euro per azione. In un'intervista al Sole 24 Ore l'a.d. Alessandro Profumo ha dichiarato di non vedere la necessità di aumenti di capitale o emissioni obbligazionarie importanti, che la controllata americana DRS non sarà ceduta e che la divisione elicotteri crescerà per linee interne. Il manager ha aggiunto che non attendersi problemi per quanto riguarda la partnership con Boeing e di non vedere "alcun significato strategico" in un eventuale investimento in Alitalia, mentre proseguirà la collaborazione con Fincantieri (no a ipotesi fusione quindi, ndr).

Bancari in progresso, l'indice FTSE Italia Banche segna +1,2%, favoriti dal rally dei BTP e dalle indiscrezioni di Reuters secondo cui il governo dovrebbe varare la nuova Gacs, la garanzia pubblica sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie, entro martedì prossimo. La nuova Gacs avrà durata di due anni e un costo appena più alto rispetto alla precedente scaduta il 6 marzo. La garanzia opererà solo sulle sofferenze (no estensione ai crediti UTP, unlikely-to-pay). Bene Banco BPM +3,4%, BPER Banca +2,1%, UBI Banca +1,6%, UniCredit +1,4%.

Telecom Italia +1,3% positiva. Si compatta il fronte dei proxy advisor a fianco di Elliott e contro Vivendi (+0,5% a Parigi). Dopo ISS anche Frontis e Glass Lewis hanno consigliato di votare nell'assemblea del 29 marzo contro la richiesta dei francesi di revocare i 5 consiglieri in quota Elliott. Inoltre, secondo indiscrezioni di stampa, Alessandro Falciai (ex presidente di Banca MPS e fondatore di DMT) potrebbe essere il candidato alla presidenza di TIM, anche se il presidente in carica Fulvio Conti non pare intenzionato a farsi da parte.

OVS +7,5% accelera al rialzo in scia alle dichiarazioni del nuovo membro del cda Giovanni Tamburi: in un'intervista al Sole 24 Ore il manager ha dichiarato che l'EBITDA salirà a 180-200 milioni di euro entro 3-4 anni. Meno di due settimane fa Tamburi Investment Partners ha comunicato di aver sottoscritto un accordo con BC Partners per l'acquisto dell'intera partecipazione detenuta da quest'ultima in OVS: Tamburi raggiungerà complessivamente la quota del 22,747% circa del capitale di OVS diventandone il principale azionista.

Diasorin -2,0% in calo dopo la pubblicazione dei risultati 2018. I ricavi salgono del 5% a 669,2 milioni di euro, l'EBITDA del 7,3% a 255,4 milioni, l'utile netto del 13% a 158,1 milioni. Il dividendo proposto è pari a 0,90 euro per azione (0,85 l'anno scorso). Per il 2019 i ricavi sono visti in crescita del 5-8 per cento, EBITDA margin in linea con il 38,2% del 2018.

De'Longhi -6,5% in forte ribasso: i margini 2018 si sono rivelati inferiori alle attese degli analisti. L'EBITDA adjusted si è attestato a 312,8 milioni di euro (consensus 321,7), l'EBIT a 242,9 milioni (consensus 260,3). L'utile netto è salito del 2,3% a/a a 183,9 milioni di euro (consensus 180,5). Molto prudente la guidance per il 2019: il management confida di conseguire "ricavi organici in crescita ad un tasso mid-single-digit ed un miglioramento dell'Ebitda adjusted in valore assoluto".

Maire Tecnimont -2,8% riduce le perdite viste in avvio dopo la pubblicazione dei risultati 2018: l'utile netto consolidato sale del 20,2% 117,4 milioni di euro, i ricavi del 3,4%, l'EBITDA dell'8,4%. Il dividendo scende a 0,119 euro per azione (0,128 l'anno scorso). L'inizio di seduta aveva visto il titolo accelerare al ribasso in scia alla notizia delle indagini della Procura di Milano sul progetto di costruzione della centrale elettrica di Punta Catalina a Santo Domingo. Maire Tecnimont ha ribadito in un comunicato la propria estraneità ai fatti oggetto delle indagini.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com