Piazza Affari in lieve calo con petroliferi e auto. Bancari positivi. FTSE MIB -0,18%

28/11/2018 17:45:48

Piazza Affari in lieve calo con petroliferi e auto. Bancari positivi. FTSE MIB -0,18%.


Mercati azionari europei poco mossi. Wall Street positiva: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,4%, Nasdaq Composite +0,4%, Dow Jones Industrial +0,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,18%, il FTSE Italia All-Share a -0,14%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,15%, il FTSE Italia STAR a +0,35%.

Seduta tranquilla per i BTP: il decennale rende il 3,27%, lo spread sul Bund segna 292 bp, entrambi invariati rispetto alla chiusura di ieri (dati MTS).

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la seconda stima del PIL relativo al terzo trimestre 2018 indica un incremento pari al 3,5%, pari alla lettura precedente ma inferiore alle attese (+3,6%). Le vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti sono diminuite del l'8,9% a ottobre rispetto al mese precedente, attestandosi a 544 mila unita', in calo rispetto alle 597 mila unità della rilevazione precedente (rivista da 553 mila unità). Le attese erano per un incremento mensile del 3,7%. L'Energy Information Administration (EIA) degli Stati Uniti ha pubblicato oggi il dato sulla variazione delle scorte petrolifere nella settimana terminata il 23 novembre 2018, con un incremento di circa 3,6 milioni di barili, notevolmente superiore alle attese (+0,769 milioni di barili). In base ai dati BCE la massa monetaria M3 si è attestata al 3,9% a ottobre superiore alla rilevazione precedente pari al 3,6% (rivisto da 3,5%) e alle attese, fissate su un indice del 3,5%. I prestiti privati si sono attestati al 3,2% (consensus +3,2%), invariato rispetto al mese precedente. In base a quanto riportato dall'Istat, in Italia a ottobre 2018 si è evidenziato un aumento congiunturale dell'1,3% dell'indice dei prezzi alla produzione dell'industria . Su base annua si registra una crescita del 5,8%.

Petroliferi in progressivo indebolimento durante la seduta dopo un avvio positivo (in chiusura Eni -0,28%, Saipem -0,05%) in scia alla flessione del prezzo del greggio verso i minimi da ottobre toccati a cavallo dello scorso fine settimana. Il movimento discendente ha subito un'accelerazione dopo la pubblicazione dei dati EIA sulle scorte USA. Il future febbraio sul Brent segna 60,20 $/barile, il future gennaio sul WTI segna 51,55 $/barile.

Tenaris (-7,08%) ha invece avuto grandi difficoltà sin dall'apertura dopo che il presidente e a.d. Paolo Rocca è stato formalmente accusato (decisione preliminare del giudice di prima istanza) in Argentina in un'indagine su presunti pagamenti effettuati da Techint Group (holding che controlla Tenaris) nel 2008 a ufficiali del governo del Paese sudamericano. Rocca non può lasciare l'Argentina e secondo la stampa locale le autorità avrebbero disposto il sequestro di 4 miliardi di pesos (92 milioni di euro) tra gli asset dell'imprenditore.

Bancari Italia in buona forma. L'indice FTSE Italia Banche termina a +1,21% contro il +0,2% circa dell'EURO STOXX Banks. In ascesa UniCredit +1,89%, UBI Banca +1,25%, BPER Banca +0,90%, Intesa Sanpaolo +0,71%. La migliore è stata di gran lunga Banco BPM (+4,39%): domani il cda sceglierà l'acquirente del portafoglio di crediti deteriorati da circa 8 miliardi di euro. In gara sarebbero rimasti due consorzi: doBank/Fortress/Illimity e Fonspa/Elliott. Sembra che BPM nell'ultimo giro di consultazioni abbia chiesto un incremento delle offerte specie per quanto riguarda la tranche senior del portafoglio. Il Messaggero riferisce inoltre dell'ipotesi di rinnovo a breve del contratto di distribuzione con AgosDucato.

Vendite sul settore auto (Pirelli&C -3,25%, FCA -1,47%, Brembo -0,95%) in scia alle indiscrezioni di Wirtschaftswoche (settimanale economico tedesco del gruppo editoriale Handelsblatt): secondo fonti UE il presidente USA Donald Trump sta valutando l'imposizione di dazi pari al 25% sulle auto importate dall'estero, escludendo solo quelle provenienti da Canada e Messico. La decisione potrebbe arrivare, sempre secondo le fonti di Wirtschaftswoche, già la prossima settimana e sarebbe basata sulle raccomandazioni emerse dall'investigazione del Dipartimento del Commercio sulle importazioni di auto e componenti. Ricordiamo che un'indiscrezione simile (Bloomberg) era già circolata poco prima della metà del mese.

In controtendenza Ferrari (+1,06%) che inverte la rotta e passa rapidamente in territorio positivo. Curiosamente il rimbalzo del titolo è partito alla stessa ora in cui ieri aveva accelerato al ribasso, ovvero pochi minuti dopo l'apertura di Wall Street. Oggi il presidente USA Donald Trump ha confermato le indiscrezioni di ieri, ovvero che è allo studio l'ipotesi di adozione di dazi sulle importazioni di auto negli Stati Uniti: se i dazi fossero stati in vigore, ha aggiunto Trump, General Motors non sarebbe stata costretta ai tagli annunciati pochi giorni fa (15mila esuberi e chiusura di 5 stabilimenti).

Seduta debole per le utility con A2A (-2,82%) sotto pressione, seguita da Snam -1,30%, Italgas -1,37% Terna -0,61%. Più resistente Enel (+0,34%).

Atlantia (-1,18%) in ulteriore flessione dopo il -1,69% di ieri. Oggi Reuters e Messaggero hanno scritto che l'a.d. Giovanni Castellucci sta valutando di lasciare a fine anno il ruolo di a.d. della controllata Autostrade per l'Italia. Il manager ha poi confermato che sta preparando l'uscita dalla controllata per dedicarsi alla capogruppo. Recentemente l'a.d. del fondo F2i, Renato Ravanelli, ha dichiarato che lo studio dei dossier nel settore delle infrastrutture autostradali va avanti con quello di Brebemi. L'ipotesi di acquisizione di una quota di AspI è stata quindi messa da parte. Atlantia aveva guadagnato terreno a metà ottobre in scia a indiscrezioni relative all'interesse di F2i.

Telecom Italia (-1,15% a 0,5698 euro): Goldman Sachs peggiora la raccomandazione sul titolo da buy a neutral e riduce il target da 0,80 a 0,60 euro. Gli analisti della banca americana citano le incertezze sulla strategia dopo il cambio di CEO (da Genish a Gubitosi) e il rischio-Italia. Ricordiamo anche che l'emendamento volto a favorire la creazione della rete unica inserito nel decreto fiscale ha visto prevalere l'impostazione dell'M5S, tesa a salvaguardare i livelli occupazionali ma a discapito delle tariffe finali: in prospettiva si tratta quindi di una notizia sfavorevole per Telecom.

Maire Tecnimont (+3,22%) accelera al rialzo ed estende il rimbalzo partito una settimana fa. Il titolo approfitta del lancio, avvenuto ieri, della nuova "business unit attraverso un veicolo dedicato, NextChem, che gestirà 19 iniziative tecnologiche nel campo della transizione energetica per rispondere al meglio alle nuove dinamiche di mercato". Dall'iniziativa il gruppo attende 50 milioni di euro di EBITDA al 2023. Sul progetto di Green Acceleration Maire Tecnimont ha già investito negli ultimi 5 anni circa 50 milioni di euro in oltre 70 progetti di innovazione. Nell'ambito dell'evento è stato siglato con ENEA (l'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) un accordo per sviluppare insieme iniziative tecnologiche nel campo della transizione energetica.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com