Mercati asiatici in flessione. Nikkei 225 in calo dell'1,05%

09/11/2018 08:20:09

Dopo una seduta contrastata per Wall Street (dei tre principali indici Usa il solo Dow Jones Industrial Average aveva chiuso in rialzo giovedì e di appena lo 0,04%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata di generalizzato declino, come confermato dalla perdita dell'1,10% circa dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si avvia a chiudere l'ottava in flessione di oltre l'1% (l'indice giovedì aveva chiuso sui massimi dell'ultimo mese). Come previsto il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha mantenuto invariati i tassi d'interesse Usa in un range del 2,00% -2,25% lasciando la porta aperta per il probabile quarto incremento del 2018 nel meeting di 18-19 dicembre. A deprimere i corsi in Asia soprattutto la conferma del rallentamento dell'economia di Pechino, che si aggiunge a un petrolio entrato in bear market.

Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di Statistica, in ottobre il tasso d'inflazione è rimasto invariato in Cina sul 2,5% annuo già registrato in settembre (2,3% in agosto), in linea con le attese degli economisti. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo ha segnato invece un rialzo dello 0,2% in calo dallo 0,7% di agosto e settembre. La crescita dei prezzi alla produzione è invece scesa ulteriormente in ottobre al 3,3% annuo dal 3,6% di settembre (4,1% in agosto), in linea con il consensus di Reuters. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno chiuso la seduta in flessione dell'1,39% e dell'1,41% rispettivamente, contro la perdita dello 0,43% dello Shenzhen Composite. Netto arretramento per Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in contrazione del 2,50% circa (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno al 2,90%).

Dopo che il rendimento dei Treasury Usa decennali è sceso di oltre un punto base, sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, si è consolidato sul guadagno dello 0,60% toccato in overnight ma il parallelo apprezzamento dello 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce a frenare la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti l'1,05% (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,49%). Sul fronte macroeconomico, la Bank of Japan ha reso noto che la massa monetaria M2 è cresciuta in Giappone del 2,7% annuo in ottobre, a 1.007.500 miliardi di yen, contro il progresso del 2,8% di settembre (2,9% in luglio e agosto) che era anche la lettura attesa dagli economisti. Calo dello 0,35% a Seoul per il Kospi mentre l'S&P/ASX 200 di Sydney ha limitato allo 0,11% il suo declino.

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