L'Angolo del Trader

09/11/2018 08:55:32

Bene Banco BPM (+2,98% a 1,8450 euro) che però termina ben al di sotto dei massimi giornalieri (1,9972 euro). L'istituto ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con utile a 525 milioni di euro, superiore alle attese degli analisti. L'a.d. Giuseppe Castagna ha confermato l'ipotesi di cessione della piattaforma di gestione degli npl insieme ai crediti deteriorati per un ammontare fino a 8,6 miliardi di euro. Il manager ha affermato che si sta valutando la migliore soluzione per Agos (credito al consumo). Tra due settimane circa potrebbero esserci novità su entrambi i fronti. Dopo una partenza nettamente positiva che ha riavvicinato i prezzi ai 2 euro, il titolo ha invertito la rotta disegnando sul grafico giornaliero una candela di tipo "shooting star", un elemento che spesso compare in presenza di forti resistenze. Oltre area 2 dunque si creerebbero le premesse per un allungo verso il lato alto del canale che scende dai top di agosto, attualmente in transito a 2,05 circa. La rottura di questo riferimento getterebbe poi le basi per un tentativo di inversione del trend correttivo dell'ultimo anno, per obiettivi a 2,35/2,36. Discese sotto 1,79 preannuncerebbero invece un test di 1,67 ed eventualmente di 1,52.

Poste Italiane in ottima forma giovedì anche se distante dai massimi intraday (toccato massimo a 7,064, poi stabilizzato in area 6,80 euro circa, close il giorno precedente a 6,684 euro): il terzo trimestre è andato in archivio con ricavi pari a 2,522 miliardi di euro (+5,3% a/a) e utile netto pari a 321 milioni (+50% a/a). Il dividendo per il 2018 è fissato a 0,44 euro per azione, in aumento del 5% su base annua come previsto dal piano Deliver 2022. L'a.d. Del Fante ha dichiarato in conference call che c'è molto interesse da parte delle compagnie assicurative per la partnership nell'rc auto. Le ultime indiscrezioni vedevano in lizza Generali, Unipolsai, Zurich, Allianz e Axa. Nonostante la flessione vista dal picco intraday a 7,064 Poste ha superato in area 6,70, mantenendosene poi per ora al di sopra, la trend line che scende dal top di agosto. I massimi di seduta sono però a contatto in area 7,05 con il gap del 28 settembre. Solo la rottura di quei livelli permetterebbe una estensione del rialzo verso 7,28, top di settembre e 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal massimo di agosto. Resistenza successiva a 7,60. Sotto 6,40 invece si potrebbe andare incontro ad una nuova fase di ribasso diretta verso i supporti a 6,13, base del gap del 29 ottobre, poi a 5,98 e a 5,94 euro.

TIM chiude il terzo trimestre con risultati leggermente peggiori rispetto al consensus degli analisti pubblicato sul sito del gruppo. I ricavi si attestano a 4,666 miliardi di euro (consensus 4,698), l'EBITDA a 2,045 miliardi (2,101) con EBITDA margin a 43,8% (44,7%). L'EBITDA organico domestic è pari a 1,764 miliardi (consensus 1,761). L'indebitamento netto al 30 settembre si attesta a 25,190 miliardi di euro contro i 25,179 del consensus. Il risultato netto consolidato dei primi nove mesi del 2018 attribuibile ai Soci della Controllante è negativo per 868 milioni di euro (-1,4 miliardi nel trim3 da +437 milioni nel trim3 2017) a causa della svalutazione da 2 miliardi di euro dell'avviamento attribuito a Core Domestic: escludendo l'impatto degli oneri netti non ricorrenti il risultato è superiore a 1,2 miliardi di euro, in linea con quello dell'anno precedente. TIM segnala che a causa di "numerosi fattori", non è in grado di confermare "il rapporto fra Indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA a circa 2,7x a fine 2018". L'analisi del grafico di TIM evidenzia il recente segnale grafico rialzista (completamento del doppio minimo formatosi in ottobre) e l'allungo verso l'obiettivo ideale del pattern sul picco del 19 settembre a 0,5774 euro. Solo oltre questo ultimo riferimento si creerebbero i presupposti per un tentativo di inversione della tendenza ribassista in essere da aprile (conferme sopra 0,66/0,67). L'eventuale ritorno sotto 0,5250 preannuncerebbe invece un test dei supporti a 0,4770 circa , decisivi per scongiurare il rischio di riattivazione del trend negativo verso il minimo dell'estate 2013 a 0,4655, con appoggio successivo in area 0,43.

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