La Fed spinge in calo l'Asia. Il Nikkei 225 perde lo 0,99%

14/06/2018 08:20:23

Dopo un mercoledì negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,47%), l'intervento della Federal Reserve (Fed) ha spinto in calo i mercati anche alla riapertura degli scambi in Asia. Più che l'ampiamente previsto rialzo dei tassi d'interesse di 25 punti base in un range dell'1,75-2,00% deciso dal Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), a deprimere i corsi sono state le indicazioni per complessivi quattro aumenti nel corso del 2018 (con la Fed che ha anche scandito nel dettaglio le sue mosse fino al 2020, quando il costo del denaro dovrebbe arrivare al 3,40%). Fattori ribassisti in Asia-Pacific sono comunque anche attese per un peggioramento delle tensioni commerciali Washington-Pechino e dati macroeconomici complessivamente in indebolimento per la Cina. La produzione industriale cinese in maggio è cresciuta di un netto 6,8% annuo, in rallentamento però rispetto al 7,0% di aprile e sotto al 6,9% del consensus di Reuters. Frenata anche per gli investimenti in fixed asset, saliti del 6,1% annuo nei cinque mesi allo scorso 30 maggio, contro il 7,0% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto al periodo gennaio-aprile.

La People's Bank of China (PboC) per altro non ha seguito la mossa della Fed e ha lasciato invariati al 2,70% i tassi d'interesse sui reverse repo a 14 giorni, dopo averli alzati di cinque punti base in aprile. L'istituto centrale di Pechino ha anche mantenuto i reverse repo a sette giorni, portati al 2,55% immediatamente dopo il rialzo deciso dal Fomc nel meeting di 20 e 21 marzo. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in declino di circa lo 0,40% e lo 0,70% rispettivamente, contro la perdita intorno allo 0,60% dello Shenzhen Composite. Netta contrazione per Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di oltre l'1% (e la performance è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).

Complice il rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro Usa, a Tokyo il Nikkei 225 chiude in flessione dello 0,99% (ha fatto appena meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,92%). Sul fronte macroeconomico, in aprile la produzione industriale è cresciuta in Giappone del 2,6% annuo, in miglioramento rispetto al 2,5% della lettura preliminare e contro il 2,4% del dato finale di marzo (1,6% in febbraio). A fronte di una contrazione intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, la giornata è ampiamente negativa anche per Seoul (il Kospi perde oltre l'1,50%) mentre l'S&P/ASX 200 di Sydney limita allo 0,11% il suo declino in chiusura.

RR - www.ftaonline.com