Il caso Huawei deprime l'Asia. Nikkei 225 in calo dell'1,91%

06/12/2018 08:20:28

Dopo lo stop di Wall Street mercoledì per la celebrazione della giornata di lutto nazionale in memoria di George H.W. Bush (41esimo presidente Usa, scomparso venerdì all'età di 94 anni), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è di deciso arretramento. A deprimere i mercati soprattutto l'annuncio dell'arresto di Meng Wanzhou, chief financial officer e vice chairman di Huawei Technologies. Arresto effettuato in Canada su richiesta di Washington, che starebbe lavorando al processo di estradizione, su supposte violazioni delle sanzioni contro l'Iran. La notizia ha colpito principalmente i titoli del settore tecnologico e arriva in un momento di apparente disgelo tra Cina e Usa, dopo l'accordo di sabato tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinpingi a Buenos Aires. E per questo sembra mettere in discussione i previsti negoziati per porre fine alla guerra commerciale. Clima negativo che viene confermato dalla perdita intorno all'1,70% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario, lo yen è in recupero di circa lo 0,50% sul biglietto verde e il suo rafforzamento contribuisce alla pessima giornata di Tokyo: il Nikkei 225 in chiusura segna infatti un netto declino dell'1,91% (fa appena meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi di un deciso 1,82%). Sul fronte macroeconomico, il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è calato in dicembre in Giappone a 23 punti dai 26 punti di novembre (28 punti in ottobre) e le aspettative sono per un ulteriore declino a 22 punti in marzo.

La seduta è ovviamente ampiamente negativa anche per le piazze cinesi: alla fine Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono l'1,67% e il 2,16% rispettivamente, mentre è del 2,44% la flessione dello Shenzhen Composite. Molto male anche Hong Kong: a poco meno di un'ora dallo stop agli scambi la contrazione dell'Hang Seng è infatti non lontana dal 3% (e l'andamento è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è stato invece dell'1,55% il declino del Kospi, mente a Sydney l'S&P/ASX 200 limita allo 0,19% la sua flessione in chiusura.

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