Borsa italiana poco sopra la parità: FTSE MIB +0,08%

12/03/2018 17:55:35

Borsa italiana poco sopra la parità: FTSE MIB +0,08%.


Mercati azionari europei positivi. Wall Street contrastata: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 invariato, Nasdaq Composite +0,5%, Dow Jones Industrial -0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,08%, il FTSE Italia All-Share a +0,13%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,26%, il FTSE Italia STAR a +0,38%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, non si segnalano appuntamenti significativi. Il Tesoro ha collocato 6,500 miliardi di euro di BOT a 12 mesi con rendimento a -0,403%, non distante dal minimo storico di -0,42% di due mesi fa. Buona la domanda con un bid to cover a 1,54.

Acquisti sulle utility dopo che ieri RWE (+9,20%) ed E.On (+5,49%) hanno annunciato di avere raggiunto l'accordo per la separazione delle attività di Innogy (+12,05% a 38,69 euro). Il controllo dell'ex divisione di RWE, quotata a Francoforte dall'autunno 2016, passerà a E.On, che pagherà complessivamente 40 euro per azione per il 76,8% del capitale. Secondo i termini dell'accordo RWE riceverà una quota del 16,67% nel capitale della stessa E.On. A operazione conclusa RWE integrerà le attività nelle rinnovabili di E.On e di Innogy in una nuova entità. L'indice EURO STOXX Utilities segna +1,3%, mentre il FTSE Italia Servizi Pubblici si limita a un +0,29%, probabilmente penalizzato dalla debolezza dei BTP rispetto al resto dell'obbligazionario eurozona. A Milano Snam (+1,31%), Terna (+0,39%), in rosso Enel (-0,06%) e A2A (-0,48%).

Acquisti su Italgas (+2,37%) che chiude il 2017 con ricavi totali a 1.124,2 milioni di euro (+4,3%), EBITDA adjusted a 781,2 milioni di euro (+14,1%) e utile netto adjusted a 296,4 milioni di euro (+34% rispetto al 2016). Il cda proporrà alla prossima assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 20,8 centesimi di euro per azione, in aumento del 4% rispetto a quello distribuito per l'esercizio 2016.

Bene Poste Italiane (+1,70% a 7,42 euro): JP Morgan migliora la raccomandazione sul titolo a overweight e alza il target a 9,00 euro. Poste estende il rally delle ultime settimane e tocca il nuovo massimo storico a 7,48 euro. Anche Equita ha migliorato la valutazione sul titolo, inserendolo nel portafoglio principale (con un peso del 3%) con raccomandazione migliorata da hold a buy e target a 8,10 euro. La scorsa settimana Poste Italiane ha sottoscritto gli accordi attuativi per il rafforzamento della partnership nel risparmio gestito con Anima Holding, secondo i termini e le condizioni annunciati il 21 dicembre 2017. Si prevede che l'operazione sarà completata nel secondo semestre del 2018.

Leonardo (+0,78%) estende i progressi delle ultime sedute in scia all'annuncio dell'accordo (memorandum d'intesa) tra Regno Unito e Arabia Saudita per finalizzare le trattative per la vendita di 48 aeromobili Typhoon. Leonardo partecipa al consorzio per la costruzione del cacciabombardiere con una quota del 21%. Analisti e operatori sono anche concentrati sull'appuntamento di mercoledì prossimo, 14 marzo, giorno della riunione del cda chiamato ad approvare i risultati dell'esercizio 2017. Si tratta di un evento molto importante: negli ultimi mesi Leonardo ha accusato pesanti perdite in borsa proprio dopo gli warning sui risultati 2017 (a causa delle difficoltà della divisione elicotteri) e la debole guidance 2018 contenuta nel piano 2018-2022 svelato a fine gennaio.

Deboli i petroliferi Tenaris (-1,46%) e Saipem (-1,29%) in scia alla correzione del greggio. Eni (+0,93%) si è invece mantenuta in territorio positivo dopo le importanti novità a cavallo del fine settimana. Venerdì scorso a mercato chiuso Moody's ha rivisto al rialzo il rating a lungo termine del gruppo del cane a sei zampe, portandolo da 'Baa1' ad 'A3' (il più alto tra le società italiane quotate), con outlook negativo: quest'ultimo dipende esclusivamente dall'attuale giudizio assegnato da Moody's al rating sovrano dell'Italia ('Baa2', raggiunti quindi i due notches di differenza, il massimo consentito da Moody's tra il rating di una società considerata "Government Related Issuer" e il rating sovrano dell'Italia). Ieri Eni ha siglato ad Abu Dhabi due Concession Agreement per l'ingresso con una quota del 5% nel giacimento a olio di Lower Zakum e con una quota del 10% nei giacimenti a olio, condensati e gas di Umm Shaif e Nasr, nell'offshore del Paese, per un corrispettivo di circa 875 milioni di dollari complessivi e una durata di 40 anni. Sempre ieri Eni ha concordato la cessione a Mubadala Petroleum, consociata di Mubadala Investment Company, di una quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell'offshore dell'Egitto, nella quale si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr (di cui detiene il 60%), per un corrispettivo di 934 milioni di dollari.

Saras (+7,65%) in forte rialzo dopo i dati 2017 e il piano industriale 2018-2021. Lo scorso esercizio è andato in archivio con un utile netto pari a 240,8 milioni di euro (+23% a/a, 217,4 milioni e +39% a/a in termini comparabili). Il cda proporrà all'assemblea un dividendo pari a 0,12 euro per azione (0,10 un anno fa). Il piano "si fonda su uno scenario di riferimento che incorpora un mercato petrolifero favorevole all'industria della raffinazione supportato da una robusta domanda di prodotti raffinati e che, a partire dalla seconda metà del 2019, beneficerà degli effetti della regolamentazione sul contenuto di zolfo nei fumi dei motori marini": previsti 800 milioni di euro di investimenti, generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva durante l'orizzonte di piano a circa 1.950÷2.050 milioni, pagamento di dividendi compresi tra il 40% ed il 60% dell'utile netto comparabile.

Bancari poco mossi. L'indice FTSE Italia Banche termina a +0,07%. Hanno perso terreno Banca MPS (-0,64%), Bper Banca (-0,99%) e Banco BPM (-0,47%). In verde UBI Banca (+1,50%) e soprattutto Credito Valtellinese (+3,89%) che estende il rally dopo il +6,62% di venerdì in scia all'annuncio dei risultati del periodo per l'esercizio dei diritti di opzione relativi all'aumento di capitale da 700 milioni di euro: sono stati esercitati oltre l'83% dei diritti. I diritti non esercitati saranno offerti in borsa da Creval, per il tramite di Mediobanca, nelle sedute del 13, 14, 15, 16 e 19 marzo 2018. Il consorzio di garanzia copre comunque l'intero ammontare dell'aumento e ha sottoscritto con Algebris, Credito Fondiario e Dorotheum accordi di sub-garanzia di prima allocazione per un ammontare complessivo massimo pari ad 55 milioni di euro. Bene anche Banca Carige (+2,27%) dopo l'intervista rilasciata dall'a.d. Paolo Fiorentino al Secolo XIX. Il manager si è detto felice per i primi risultati gestionali del 2018, ha confermato l'obiettivo di ritorno all'utile nell'attuale esercizio e la vendita di circa 1,4 miliardi di euro di crediti deteriorati.

Performance positiva per Biesse (+2,93%) che ha comunicato di aver archiviato l'esercizio 2017 con ricavi netti pari a 690,1 milioni di euro (+11,6% a/a), EBITDA (ante eventi non ricorrenti) a 89,5 milioni (+17,9% a/a), utile netto a 42,8 milioni (+45,3% a/a). Al 31 dicembre 2017 la posizione finanziaria netta di Gruppo risulta positiva per 30,3 milioni di euro in miglioramento di 25,4 milioni rispetto allo stesso periodo 2016. Il cda proporrà all'assemblea un dividendo pari a 0,48 euro per azione (0,36 nell'esercizio precedente). Per quanto riguarda l'evoluzione dei nuovi ordini, Biesse evidenzia "diffusi segnali di miglioramento" del contesto macro internazionale: per quanto riguarda i settori Legno, Vetro&Pietra il miglioramento visto nel 2017 proietta "un moderato ottimismo per il 2018", mentre "le analisi sull'evoluzione dei settori inerenti alla divisione Meccatronica" appaiono molto più positive. Cattolica Assicurazioni (+2,71%) tonica in scia alle parole dell'a.d. Alberto Minali. Il manager ha dichiarato ad Affari&Finanza di Repubblica che nell'assemblea in programma ad aprile proporrà un adeguamento della governance ai migliori standard internazionali: possibilità di rappresentanza in cda per gli investitori istituzionali (oltre una certa soglia), passaggio alla governance monistica, e riduzione del numero dei consiglieri dagli attuali 23. Da qualche mese nell'azionariato di Cattolica è entrata la Berkshire Hathaway di Warren Buffett con il 9% circa: con la governance aggiornata potrebbe eventualmente decidere di passare dallo status di azionista a quello di socio con ingresso nel cda. Minali ha parlato anche dell'obiettivo di modernizzazione della compagnia, con progetti come la specializzazione in alcune linee nuove del ramo danni (Specialty Lines) come il trasporto di opere d'arte.

Telecom Italia (-1,42%) corregge leggermente dopo il rally messo a segno la scorsa settimana (+15% circa, titolo sui massimi da agosto) in scia ai rumors sulle intenzioni di Elliott Management. Il fondo USA sembra intenzionato a mettere insieme una quota nel gruppo telefonico sufficiente a presentarsi nell'assemblea del 13 aprile e chiedere un cambiamento del cda, con la sostituzione di alcuni consiglieri nominati dall'azionista di maggioranza Vivendi (+2,21%). Indiscrezioni di stampa riferiscono che Elliott vorrebbe la quotazione in borsa della rete, per la quale è stato avviato il processo di scorporo. Altri rumors ipotizzano operazioni straordinarie in Brasile.

Anche Salini Impregilo (-3,48%) ritraccia dopo il bel progresso messo a segno venerdì scorso: il gruppo delle costruzioni aveva annunciato che la controllata Fisia Italimpianti si è aggiudicata un contratto da 57 milioni di euro per la realizzazione di un impianto di depurazione delle acque ad Istanbul, Turchia. Male Astaldi (-3,64%) a causa delle indiscrezioni di stampa secondo cui l'importo dell'aumento di capitale da 200 milioni di euro, facente parte dell'operazione rafforzamento patrimoniale e finanziario da complessivi 400 milioni deciso a novembre dal cda, potrebbe essere aumentato a 300 milioni senza procedere alla prevista emissione di strumenti finanziari per circa 200 milioni. Giovedì 15 marzo è in programma il cda per l'approvazione dei risultati 2017: possibile che in quell'occasione il gruppo delle costruzioni fornisca chiarimenti rispetto a queste indiscrezioni. A novembre il titolo aveva perso circa due terzi del proprio valore con l'annuncio dell'aumento a causa della svalutazione per circa 230 milioni dell'esposizione complessiva nei confronti del Venezuela, a seguito dei gravi sviluppi negativi registrati nel Paese sudamericano.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com