Borsa italiana, bene Tenaris e Atlantia, bancari deboli: FTSE MIB +0,06%

09/03/2018 17:56:33

Borsa italiana, bene Tenaris e Atlantia, bancari deboli: FTSE MIB +0,06%.


Mercati azionari europei complessivamente positivi. Wall Street in progresso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +1,1%, Nasdaq Composite +1,2%, Dow Jones Industrial +1,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,06%, il FTSE Italia All-Share a +0,21%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,17%, il FTSE Italia STAR a +1,53%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a febbraio i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono cresciuti di 313 mila unita'. Il dato e' nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 200 mila posti. Diminuisce la produzione industriale tedesca: l'Ufficio di Statistica Destatis ha indicato una variazione negativa dello 0,1% a gennaio rispetto al mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari allo 0,5%. La produzione industriale in Gran Bretagna a gennaio è cresciuta dello 0,1% su base mensile dopo un incremento dello 0,3% del mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti (+0,2%). In base a quanto riportato dall'Istat, in Italia nel mese di gennaio 2018 l'indice dei prezzi alla produzione dell'industria aumenta dello 0,7% rispetto al mese precedente e dell'1,7% nei confronti di gennaio 2017.

Bel progresso per Tenaris (+3,65%) che sale sui massimi da aprile: secondo alcuni analisti l'esclusione del Messico dai dazi decisi dall'amministrazione Trump potrebbe avvantaggiare il gruppo italoargentino.

Perde invece terreno FCA (-0,54%): secondo Societe Generale il titolo del Lingotto è uno di quelli da vendere dopo l'istituzione dei dazi USA.

Atlantia (+2,96%) guadagna ulteriore terreno dopo il +5,05% di ieri in scia alla conferma delle indiscrezioni di stampa spagnola riguardo all'esistenza di trattative con ACS (+10,9%) al fine di evitare una battaglia a colpi di rilanci per Abertis (+0,1%), battaglia che rischierebbe di far lievitare il prezzo dell'offerta a livelli sanguinosi per il soggetto che ne uscisse vincitore.

Leonardo (+2,27%)
allunga e tocca i massimi da oltre un mese in scia al rafforzamento del dollaro contro la moneta unica. Il titolo del gruppo della difesa è infatti uno di quelli maggiormente sensibili al biglietto verde in quanto molto attivo negli USA. Gli operatori sono anche concentrati sull'appuntamento di mercoledì prossimo, 14 marzo, giorno della riunione del cda chiamato ad approvare i risultati dell'esercizio 2017. Si tratta di un evento molto importante: negli ultimi mesi Leonardo ha accusato pesanti perdite in borsa proprio dopo gli warning sui risultati 2017 (a causa delle difficoltà della divisione elicotteri) e la debole guidance 2018 contenuta nel piano 2018-2022 svelato a fine gennaio.

Della ritrovata forza del dollaro approfittano anche Luxottica (+0,93%), CNH Industrial (+1,32%), Buzzi Unicem (+0,71%), Ferrari (+1,20%).

Telecom Italia (+1,09%)
estende la sua corsa e tocca i massimi dallo scorso agosto in scia ai rumors sulle intenzioni di Elliott Management. Il fondo USA sembra intenzionato a mettere insieme una quota nel gruppo telefonico sufficiente a presentarsi nell'assemblea del 13 aprile e chiedere un cambiamento del cda, con la sostituzione di alcuni consiglieri nominati dall'azionista di maggioranza Vivendi (+1,3%). Indiscrezioni di stampa riferiscono che Elliott vorrebbe la quotazione in borsa della rete, per la quale è stato avviato il processo di scorporo. Altri rumors ipotizzano operazioni straordinarie in Brasile.

Molto bene Autogrill (+4,27% a 11,24 euro) con Kepler Cheuvreux che migliora la raccomandazione da hold a buy e incrementa il target da 11,80 a 12,80 euro all'indomani della pubblicazione dei dati completi dell'esercizio 2017. Nella conference call il direttore finanziario Alberto De Vecchi ha dichiarato che per il 2018 prevede una crescita dei ricavi like for like paragonabile al 2017 (+3,3%) e un bilancio positivo tra aperture e chiusure (che nel 2017 e' stato leggermente negativo) per circa 100 milioni di euro di ricavi. Nello scorso esercizio l'EBITDA underlying è salito a 418,8 milioni di euro (+5,3%), l'utile netto underlying a 106,9 milioni (+21,5%), mentre l'utile netto reported è sceso a 96,2 milioni da 98,2. Proposto un dividendo pari a 0,19 euro per azione (+19% rispetto a 0,16 nel 2016), con un payout del 50%. La guidance 2016-2019 presentata al mercato nel marzo 2017 è stata aggiornata: quella sui ricavi è confermata mentre il tasso di crescita medio annuo dell'EPS viene migliorato dal 15% al 20% per il periodo 2016-2019.

Bancari in calo. L'indice FTSE Italia Banche segna -0,66%, l'EURO STOXX Banks -0,3%. Perdono terreno UBI Banca (-2,60%), Bper Banca (-2,16%), Banco BPM (-2,42%), UniCredit (-1,28%). In netta controtendenza Credito Valtellinese (+6,62%) dopo l'annuncio dei risultati del periodo per l'esercizio dei diritti di opzione relativi all'aumento di capitale da 700 milioni di euro: sono stati esercitati oltre l'83% dei diritti. I diritti non esercitati saranno offerti in borsa da Creval, per il tramite di Mediobanca, nelle sedute del 13, 14, 15, 16 e 19 marzo 2018. Il consorzio di garanzia copre comunque l'intero ammontare dell'aumento e ha sottoscritto con Algebris, Credito Fondiario e Dorotheum accordi di sub-garanzia di prima allocazione per un ammontare complessivo massimo pari ad 55 milioni di euro. In rialzo anche Banca Carige (+3,53%) su indiscrezioni secondo cui l'azionista Raffaele Mincione intende proseguire la sua battaglia contro il socio di controllo Malacalza dopo che la sua richiesta di rimpasto del cda è stata respinta.

Mediaset (-1,80%) corregge leggermente rispetto al +9,23% di ieri dopo le dichiarazioni del presidente di Telecom Italia Arnaud de Puyfontaine (che è anche a.d. della controllante Vivendi) al Messaggero. Secondo il manager francese la joint venture Tim/Canal+ è in stand by (quindi non accantonata, ndr) e un accordo tra Vivendi e Mediaset ha ora più senso di quando era stato proposto. Vivendi è in contenzioso con Mediaset e l'azionista Fininvest in merito alla vendita di Premium ai francesi, ma il riferimento di de Puyfontaine secondo molti si riferisce all'ipotesi di fusione tra Mediaset e Telecom, operazione di cui si vocifera da anni: l'insuccesso elettorale di Silvio Berlusconi sembra poter mettere Vivendi in posizione di forza nel caso prendesse realmente corpo una trattativa.

Debole ma sopra i minimi della mattinata Salvatore Ferragamo (-1,61%). Ieri la casa del lusso fiorentina ha pubblicato i dati completi del 2017, dopo aver comunicato quelli preliminari sui ricavi a fine gennaio (-3,1% a/a). Nello scorso esercizio l'EBITDA si è attestato a 249 milioni di euro (-23,3% a/a e con incidenza sui ricavi in calo dal 22,5% al 17,8%), poco sopra il consensus Reuters di 244 milioni. L'utile netto di pertinenza del gruppo scende a 119 milioni di euro (-41,3%), ben al di sotto dei 132 milioni del consensus. Il dividendo proposto dal cda scende a 0,38 euro per azione da 0,46 dell'esercizio precedente (consensus: 0,40-0,43 euro). Il management informa inoltre che "Nel primo periodo dell esercizio 2018 prosegue la tendenza sfavorevole riscontrata negli ultimi mesi dello scorso anno (il quarto trimestre ha visto un calo dei ricavi dell'8,4% a/a, ndr)". Alle 24:00 di ieri è terminato il rapporto di lavoro con l'ormai ex a.d. Eraldo Poletto: i poteri di gestione sono stati conferiti ad interim al presidente Ferruccio Ferragamo. Quest'ultimo ha annunciato che il sostituto di Poletto arriverà, ma senza fretta, e che l'ipotesi di vendita del gruppo da parte della famiglia fiorentina (che controlla oltre il 68% del capitale, dati Consob) è fuori discussione.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com