Andamento misto per l'Asia ma il Nikkei 225 guadagna lo 0,66%

13/03/2018 08:20:16

Dopo il lunedì contrastato di Wall Street (dei tre principali indici Usa ha chiuso in positivo solo il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,36%), l'andamento misto prosegue alla riapertura degli scambi in Asia. Mentre gli investitori attendono la pubblicazione in giornata del dato sull'inflazione Usa, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale rialzo con lo yen giapponese che perde circa lo 0,30% nei confronti del biglietto verde. Buona notizia per i grandi esportatori del Sol Levante che aiuta la performance di Tokyo: in chiusura il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,66% (ha fatto poco peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,56%). Sul fronte macroeconomico, l'indice di attività del settore terziario del Giappone ha segnato un ribasso dello 0,6% su base sequenziale in gennaio, dopo la lettura invariata di dicembre. Su base annuale l'indice ha registrato invece un incremento dell'1,6% contro l'1,3% di gennaio. In febbraio, inoltre, i prezzi alla produzione nel Sol Levante sono cresciuti del 2,5% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al progresso del 2,7% di gennaio ma in linea con il consensus.

L'Assemblea nazionale del popolo (il Parlamento di Pechino) ha reso noto che China Banking Regulatory Commission (Cbrc, autorità di vigilanza sul settore bancario) e China Insurance Regulatory Commission (Circ, agenzia omologa della Cbrc ma attiva nel comparto delle assicurazioni) verranno accorpate in un un'unica entità, mentre alcune funzioni verranno assunte dalla People's Bank of China (PboC, la Banca centrale). Misura che rientra in un più ampio piano di riorganizzazione delle autorità della Cina e che vedrà anche la creazione di un ente che deciderà in tema di monopoli e prezzi, unendo le funzioni di National Development & Reform Commission (Ndrc), ministero del Commercio e State Administration for Industry and Commerce (Saic). Parallelamente verrà anche istituito un nuovo regolatore per la concorrenza. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso lo 0,49% e lo 0,88% rispettivamente, contro il declino dello 0,71% segnato dallo Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa lo 0,40% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove appena sotto la parità). A Sydney è stato dello 0,36% il deprezzamento dell'S&P/ASX 200, contro il guadagno dello 0,42% segnato dal Kospi di Seoul.

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