Unipol scende a testare un importante supporto

Unipol (e UnipolSai) in forte calo venerdi' dopo che l'a.d. Carlo Cimbri ha smentito i rumor sull'accorciamento di catena di controllo del gruppo bolognese. L'ipotesi aveva guadagnato terreno negli ultimi mesi in vista della possibile cessione di Unipol Banca a BPER, operazione approvata il 7 febbraio: comprensibile quindi la delusione di operatori e investitori. Cimbri ha aggiunto anche che Unipol intende incrementare al 20% (dall'attuale 15%) la partecipazione in BPER. Come anticipato dalle indiscrezioni delle ultime settimane BPER ha siglato l'acquisto di Unipol Banca da Unipol per 220 milioni di euro, con contestuale vendita al gruppo bolognese di crediti in sofferenza per un ammontare lordo pari a 1,3 miliardi di euro, a fronte di un corrispettivo di 130 milioni. Unipol ha toccato un minimo intraday a 3,72 euro dalla chiusura a 3,98 euro di giovedi'. I prezzi si muovono da fine giugno 2018 all'interno di un canale quasi orizzontale il cui lato alto e' stato toccato il 29 gennaio. La mediana del canale transita a 3,75 euro, praticamente coincidente con la media esponenziale a 100 giorni. Una chiusura di seduta sotto quei livelli, toccati brevemente venerdi' prima di un timido rimbalzo in area 3,79, comporterebbe il proseguimento del ribasso verso la base del canale, in transito a 3,35 circa. Solo recuperi oltre 3,90 metterebbero comunque il titolo al sicuro dal rischio di un approfondimento della attuale fase ribassista lasciando spazio a movimenti verso la parte alta della fascia laterale, attualmente a 4,20 euro circa.