Terna si scontra con una forte resistenza

Terna ha disegnato in area 5 euro il 27 novembre una candela di tipo "shooting star" in corrispondenza del 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre 2017 avviando poi una flessione e in contemporanea con il raggiungimento della soglia di ipercomprato da parte dell'indicatore Rsi a 14 sedute. Solo la rottura decisa dei 5 euro potrebbe fare sperare nel proseguimento del rialzo verso are 5,15 almeno. Sotto 4,81, media mobile esponenziale a 20 giorni, rischio invece di test di 4,65, base del gap del 7 novembre.

Per il momento quindi il titolo non approfitta dell'aumento dei consumi elettrici.

Nel mese di ottobre 2018, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata infatti di 26,9 miliardi di kWh, in aumento del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2017. La performance della domanda ha risentito dell’effetto calendario e temperatura: quest’anno, infatti, ottobre ha avuto un giorno lavorativo in più (23 rispetto a 22) ma ha fatto registrare una temperatura media mensile superiore di oltre 1°C rispetto a ottobre del 2017. Il dato destagionalizzato e corretto dall’effetto calendario e temperatura, porta a una variazione della domanda elettrica di ottobre dell’1,1%.

La domanda elettrica dei primi dieci mesi del 2018, pari a 269 miliardi di kWh, è in crescita dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2017. In termini rettificati la variazione è positiva dello 0,7%.

A livello territoriale, la variazione tendenziale di ottobre 2018 è risultata ovunque positiva: +1,9% al Nord, +2,1% al Centro e +2,6% al Sud. Il valore destagionalizzato e corretto per calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a ottobre 2018 ha fatto registrare una variazione negativa (-0,6%) rispetto al mese precedente (settembre 2018). Il profilo del trend rimane tuttavia su un andamento crescente.

Nel mese di ottobre 2018 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,3% con produzione nazionale e per la quota restante (14,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,1 miliardi di kWh) è aumentata dello 0,8% rispetto a ottobre del 2017. In forte crescita le fonti di produzione idrica (+25,1%) ed eolica (+17,4%); in flessione le fonti di produzione termica (-2,5%) e fotovoltaica (-10,1%); stabile quella geotermica.