Mediaset supera una forte resistenza

Mediaset giovedì ha toccato i massimi da fine gennaio in scia alle dichiarazioni del presidente di Telecom Italia Arnaud de Puyfontaine (che è anche a.d. della controllante Vivendi) al Messaggero. Secondo il manager francese la joint venture Tim/Canal+ è in stand by (quindi non accantonata, ndr) e un accordo tra Vivendi e Mediaset ha ora più senso di quando era stato proposto. Vivendi è in contenzioso con Mediaset e l'azionista Fininvest in merito alla vendita di Premium ai francesi, ma il riferimento di de Puyfontaine secondo molti si riferisce all'ipotesi di fusione tra Mediaset e Telecom, operazione di cui si vocifera da anni: l'insuccesso elettorale di Silvio Berlusconi sembra poter mettere Vivendi in posizione di forza nel caso prendesse realmente corpo una trattativa. Le quotazioni di Mediaset hanno toccato un massimo intraday a 3,302 euro, in netto rialzo dalla chiusura di mercoledì a 3,056 euro. I minimi del 5 marzo si collocano sulla base del canale ribassista disegnato dal top del 22 gennaio. La rottura a 3,22 del lato alto del canale, avvenuta con volumi elevati, sembra poter interrompere la precedente tendenza negativa ripristinando l'uptrend che era attivo dai minimi dello scorso novembre. Target per il rialzo a 3,60 euro, ottenuto proiettando l'ampiezza del canale appena abbandonato dal punto di rottura. Resistenza intermedia a 3,412 euro, massimo del 12 dicembre. Solo sotto la media mobile a 100 giorni, passante a 3,15 euro, rischio di ripiegamento verso la base del canale citato, attualmente in transito a 2,85 circa, allineata con i minimi dello scorso novembre.