Male Intesa Sanpaolo in avvio di settimana

Male Intesa Sanpaolo in avvio di settimana: Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da neutral a sell e tagliato il target da 2,70 a 1,95 euro. Intesa Sanpaolo è risultata la migliore tra le banche italiane sottoposte allo stress test EBA: il CET1 ratio fully loaded nel caso avverso si pone al 9,66%, contro il 9,34% di UniCredit, il 7,46% di UBI Banca e il 6,67% di Banco BPM. Secondo gli analisti di Goldman Sachs i risultati reddituali di Intesa (tra i più brillanti attualmente) sono destinati a subire il peggioramento dello scenario macroeconomico. Sicuramente il titolo non è poi aiutato dal lieve rialzo di rendimenti e spread dei BTP (3,34% per il decennale, +1 bp, spread sul Bund a 291 bp da 287). Il titolo ha toccato un minimo intraday lunedì a 1,9524 euro rimbalzando poi in area 1,97, comunque al di sotto della chiusura di venerdì a 2,0065 euro. Le quotazioni tornano quindi ad avvicinarsi all'area critica di supporto dei 1,885 euro, dove transitano la trend line crescente disegnata dai minimi di luglio 2012 oltre che il 78,6% di ritracciamento del rialzo dai minimi di giugno 2016, ultimo della serie dei ritracciamenti di Fibonacci a separare il grafico dal ritorno sull'origine del precedente rialzo, i minimi del giugno 2016 a 1,6810 euro. La violazione di area 1,885 sarebbe quindi da leggere come un segnale di ulteriore deterioramento di un quadro grafico già reso delicato dall'incrocio ribassista avvenuto a giugno delle medie mobili esponenziali a 100 e 200 giorni (ora resistenza rispettivamente a 2,30 e a 2,48 euro). Solo la rottura a 2,02 della media esponenziale a 20 sedute, già testata senza successo il 30 ottobre e il 2 novembre, potrebbe segnalare un ritorno di forza, limitatamente comunque al breve termine. Oltre area 2,11 si potrebbe invece iniziare a sperare nella ricopertura del gap ribassista del 28 settembre, a 2,33, resistenza oltre la quale un eventuale rimbalzo acquisterebbe maggiore credibilità.