Shanghai in deciso recupero. Nikkei 225 in calo dello 0,27%

10/05/2019 08:20:46

Dopo una seduta in negativo per Wall Stret (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi giovedì dello 0,54%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata altalenante ma di complessivo deciso recupero, nonostante alla mezzanotte in Usa (le 6 del mattino in Italia) l'aumento dei dazi dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di beni made in China sia entrato effettivamente in vigore, spingendo Pechino a promettere un'immediata rappresaglia. Rimane comunque ottimismo per il proseguimento dei negoziati a Washington con la delegazione cinese guidata dal vicepremier Liu He. Lo stesso Donald Trump ha contribuito a smorzare i toni, dichiarando che un accordo è "ancora possibile". Trump ha anche spiegato di avere ricevuto una "bella lettera" dal presidente cinese Xi Jinping ed esortato i due Paesi a "lavorare insieme" per trovare un'intesa. Ottimismo che si è concretizzato nel guadagno intorno allo 0,80% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, sostenuto soprattutto dalle performance dei mercati cinesi (Shanghai ha toccato un rally del 3% in intraday).

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma il parallelo moderato apprezzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce alla performance negativa di Tokyo: in chiusura il Nikkei 225 perde infatti lo 0,27% (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi di appena lo 0,08%). Sul fronte macroeconomico, in marzo i salari medi totali sono calati in Giappone dell'1,9% annuo contro la flessione del 2,5% annuo dei salari reali. In entrambi i casi si tratta della peggiore performance dal giugno 2015.

A fronte di uno yuan in rialzo dello 0,20% sul dollaro (aveva perso lo 0,70% nella precedente sessione), le piazze cinesi segnano significativi progressi, per quanto l'andamento sia stato altalenante per gran parte della giornata. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in rialzo di circa il 2,20% e il 3,20% rispettivamente, contro il balzo del 3,60% dello Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di circa l'1,20% (e la performance è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul il Kospi guadagna circa lo 0,30% mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 si è apprezzato dello 0,25% in chiusura.

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