Samsung tiene a freno Elliott e promette buyback e aumento della cedola

29/11/2016 09:30:46

Samsung Electronics ha comunicato che valuterà la transizione verso una struttura di holding, sottolineando però di essere "del tutto neutrale" sulla prospettiva e di avere dato mandato a consulenti per analizzare a fondo l'ipotesi. "La revisione non indica l'intenzione di management o board di andare in una o nell'altra direzione", ha comunicato il gruppo sudcoreano, aggiungendo che ci vorranno almeno sei mesi per analizzare il dossier. Lunedì il quotidiano Seoul Economic Daily aveva riportato che Samsung Electronics potrebbe considerare lo split in due distinte società come proposto dal fondo attivista Elliott Management. L'hedge Usa in ottobre aveva inviato a Samsung (di cui detiene una quota dello 0,62%) una letterà in cui chiedeva che il gruppo separarasse le proprie attività con la costituzione di una holding e il collocamento al Nasdaq della società operativa. In quell'occasione Samsung aveva già dichiarato che avrebbe valutato attentamente le proposte. Va considerato oltre tutto, che la riorganizzazione di Samsung Electronics, che permetterebbe tra l'altro alla famiglia Lee di rafforzare il controllo sul leader globale nel comparto dei terminali mobili, è solo una parte di una più ampia revisione della struttura e soprattutto del trasferimento del controllo dell'intera conglomerata. Vicenda che ha già visto Elliott sconfitto, addirittura in tribunale, quando lo scorso anno aveva tentato di bloccare la fusione da 8.900 miliardi di won (7,17 miliardi di euro al cambio attuale) di Samsung C&T in Cheil Industries, la capogruppo che fino al luglio 2014 si chiamava Everland. Samsung Electronics ha parallelamente comunicato che restituirà agli azionisti tutta la liquidità in eccesso a 70.000 miliardi di won (56,41 miliardi di euro), cifra non particolarmente elevata alla fine di settembre al netto del debito. Per questo ha promesso l'avvio di un buyback e l'incremento dei dividendi. Elliott, per altro, oltre allo split aveva chiesto che Samsung staccasse una cedola una tantum per circa 30.000 miliardi di won (24,17 miliardi di euro) e promettesse di restituire agli azionisti almeno il 75% dei profitti annui, al netto delle spese in conto capitale.