Piazza Affari migliore in Europa. PIL italiano in calo ma meno delle attese, delude invece l'eurozona. FTSE MIB +1,3%

31/07/2020 15:02:47

Piazza Affari migliore in Europa. PIL italiano in calo ma meno delle attese, delude invece l'eurozona. FTSE MIB +1,3%.


Il FTSE MIB segna +1,3%, il FTSE Italia All-Share +1,4%, il FTSE Italia Mid Cap +1,7%, il FTSE Italia STAR +1,4%.

BTP e spread stabili.
Il rendimento del decennale segna 0,98% (chiusura precedente a 0,98%), lo spread sul Bund 153 bp (da 152) (dati MTS).

Mercati azionari europei in ordine sparso ma complessivamente positivi: EURO STOXX 50 +0,6%, FTSE 100 -0,2%, DAX +0,8%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 -0,4%.

Secondo i dati preliminari resi noti dall'Istat, nel secondo trimestre del 2020 si stima che il PIL dell'Italia sia diminuito del 12,4% rispetto al trimestre precedente (consensus -15,0%) e del 17,3% in termini tendenziali (consensus -18,7%).

Eurostat ha pubblicato la prima stima del PIL dell'eurozona: nel secondo trimestre 2020 il prodotto interno lordo e' atteso in calo del 12,1% su base trimestrale (in ulteriore calo rispetto alla lettura precedente -3,6%), risultando inferiore alle attese, fissate su un calo dell'11,2%, ed è diminuito del 15% su base annuale a fronte di un calo atteso pari al -13,9%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono in verde: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +1,1%, Dow Jones Industrial +0,2%.

UBI Banca in forte rialzo +10,4%: ieri si è conclusa l'OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo +0,7%. I risultati provvisori parlano di adesioni pari al 90,2% circa. Come ampiamente atteso l'operazione ha avuto successo: Intesa avrà la maggioranza nelle assemblee straordinarie e quindi potrà procedere all'incorporazione di UBI e alla vendita dei 532 sportelli a BPER Banca -1,6% (necessaria per l'ok dell'antitrust). Intesa lancerà un'OPAS residuale sul flottante residuo alle stesse condizioni di quella conclusa ieri: secondo voci di mercato il rimbalzo è dovuto alle ricoperture degli short ancora aperti.

Amplifon, +3,8% a 28,81 euro, estende il rally e si avvicina ulteriormente al record storico toccato a febbraio a 30,40 euro. Il titolo approfitta ancora di dati del secondo trimestre deboli ma con buone indicazioni per la seconda parte del 2020 e il 2021.

Snam +3,2% accelera al rialzo e recupera quasi integralmente quanto lasciato sul terreno ieri nonostante dati semestrali incoraggianti: ricavi a 1.346 milioni di euro (+3,3% a/a) e utile netto adjusted a 578 milioni, in linea con il primo semestre 2019. Il management ha confermato a circa 1,1 miliardi di euro la guidance sull'utile 2020.

Poste Italiane +3,2% in buona forma grazie ai dati del secondo trimestre in calo su base annua ma migliori delle attese. I ricavi si sono attestati a 2,328 miliardi di euro (-13,1% a/a, consensus 2,310), l'EBIT a 325 milioni (-29,9% a/a, consensus 282), l'utile netto a 239 milioni (-26,2% a/a, consensus 199). Confermata la strategia di remunerazione degli azionisti in vista dell'aggiornamento del piano industriale Deliver 2022 previsto entro fine anno.

FCA +1,3% in verde dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre: ricavi in calo di ben il 56% a/a a 11,707 miliardi di euro (consensus Bloomberg: 14,08 miliardi), EBIT adjusted -928 milioni da +1,53 miliardi (consensus -1,98 miliardi), risultato netto adjusted a -1,039 miliardi da +928 milioni (consensus: -1,708 miliardi).

Eni -1,5% a 7,7050 euro. Equita conferma la raccomandazione buy sul titolo ma riduce il target del 9% a 10 euro. Dopo la trimestrale uscita ieri gli analisti vedono troppi fattori di incertezza. I risultati del secondo trimestre sono stati negativi ma migliori del consensus. Rivista la strategia industriale per il 2020 e 2021 in senso conservativo. L'elemento più penalizzate è stato però la netta sforbiciata del dividendo a valere sull'esercizio 2020, dagli 0,89 euro annunciati a inizio anno a un "valore base fissato ora a 0,36 euro per azione, commisurato ad una media annua del Brent pari ad almeno 45 $/barile, ed una componente variabile crescente al crescere del prezzo Brent". Il taglio del dividendo era ampiamente atteso ma meno corposo rispetto a quello indicato dal management.

Leonardo, -1,1% a 5,64 euro, scivola in rosso dopo un ottimo avvio (massimi a inizio seduta a 5,98) in scia ai dati del primo semestre: ricavi sostanzialmente stabili su base annua, utile in netto calo a 60 milioni di euro (da 349). Il Free Operating Cash Flow è negativo per 1,889 miliardi di euro (da -1,050 un anno fa) con previsione di ritorno alla neutralità a fine anno. Il gruppo ha peggiorato la guidance 2020 ma ha confermato i solidi fondamentali di medio lungo termine.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 15:45 indice PMI Chicago (manifatturiero), alle 16:00 indice fiducia consumatori (Univ. Michigan).

Simone Ferradini - www.ftaonline.com