L'angolo del trader

16/09/2020 08:55:11

Enel positiva nella seduta di ieri. Il Messaggero riportava che già martedì Macquarie dovrebbe aver deliberato la binding offer per il 50% di Open Fiber controllato dalla stessa Enel (secondo le indiscrezioni degli ultimi mesi Open Fiber sarebbe valutata in termini di EV 7,7 miliardi, di cui 6 miliardi di equity e il resto di debito, ma ora circolano voci su una valutazione da 8 mld). L'offerta per la metà di Enel dovrebbe arrivare tra 18 e 22 settembre. L'analisi del grafico di Enel evidenza una fase discendente che si sviluppa a ridosso della linea tracciata dai massimi di luglio, riferimento attualmente a 7,70 circa. La rottura al rialzo della linea offrirebbe nuovi spunti al rialzo verso 8,11, top di agosto, poi fino alla base del gap del 22 luglio a 8,27 circa. Discese sotto 7,36 decreterebbero invece la ripresa del cammino ribassista verso i minimi di metò giugno a 7,10 circa, poi fino a 6,80.

Seduta al rialzo martedì per Eni. I prezzi del greggio mostrano nel pomeriggio un deciso recupero con il Brent a circa 40 dollari nonostante la revisione al ribasso delle stime sulla domanda mondiale da parte dell'Opec lunedì e in attesa dei dati USA dell'API. Va segnalato che sui prezzi del greggio potrebbe influire positivamente l'avvicinamento dell'Uragano Sally alle coste USA con le relative minacce alla produzione. Secondo Il Sole 24 Ore Eni si appresta alla cessione di asset australiani per circa un miliardo di dollari: ci sarebbero già in gara Morgan Stanley Infrastructure; Macquarie Group (con Neptune Energy Partners), MedcoEnergi, Apa, Beach Energy e la Roc Oil della cinese Fosun International Group. Il calo del Dollar Index è coerente con spunti al rialzo per le quotazioni dell'oro nero. Eni ha messo a segno una reazione nella seconda parte della seduta fino in area 7,60 euro dopo aver toccato in avvio quota 7,414 euro. In quell'area i prezzi hanno messo alla prova il minimo dell'8 settembre, supporto che per il momento ha tenuto. Sul grafico intraday si e' venuto a disegnare un potenziale doppio minimo, figura rialzista che troverebbe conferma con il superamento di area 7,70. In quel caso possibile il proseguimento del rimbalzo almeno fino in area 8 euro (target del doppio minimo). Resistenza successiva a 8,25. Sotto area 7,41/42 euro supporto critico a 7,343, minimo del 3 agosto, ultimo sostegno in grado di evitare con la sua tenuta la ripresa del trend ribassista in atto dai massimi di luglio.

Brusco dietro front per Avio nella seduta di martedì, crollata fino a 14,40 circa minacciando base del canale disegnato dai minimi di marzo. L'eventuale violazione di questo riferimento metterebbe in discussione il rialzo degli ultimi sei mesi anticipando discese verso 13,92 e 13,10 euro circa, rispettivamente quota pari al 38,2% e 50% di ritracciamento del rialzo da marzo. Sviluppi positivi nel lungo termine oltre 16 euro. Ieri l'AD Giulio Ranzo di Avio ha confermato lo stop ai dividendi ma confermato il buyback. La società dei lanciatori per l'aerospazio ha registrato nel primo semestre un calo dei ricavi da 191 a 175 milioni di euro, ma tagliando i consumi di materie prime ha portato il risultato operativo da 8 a 8,5 milioni. L'utile dei soci della controllante è passato da 6,78 a 8,3 milioni anche grazie a crediti d'imposta (utile totale a 8,4 mln, +19%), ma il periodo ha risentito ovviamente della pandemia. Il portafoglio ordini è calato del 5% a 632 milioni di euro e il Covid-19 ha avuto ripercussioni sulle attività di sviluppo di Vega C e Ariane 6 i cui lanci inaugurali previsti quest'anno sono stati rinviati al primo e secondo trimestre del 2021 rispettivamente.

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