L'Angolo del Trader

03/04/2020 08:52:13

Balzo in avanti giovedi' di Eni. Goldman Sachs ha confermato la raccomandazione "buy" sul titolo con target a 13 euro e la permanenza del titolo nelle top pick (scelte migliori) del settore. Ricordiamo mercoledi' la comunicazione Consob secondo cui, a seguito dell'adozione della soglia dell'1% di possesso azionario oltre la quale vige l'obbligo di comunicazione al mercato, la People's Bank of China (la banca centrale cinese) ha portato in trasparenza una quota dell'1,014% nel gruppo italiano dell'energia. Tutto il comparto oil e' comunque stato sotto i riflettori giovedi', prima e' stato sostenuto dalle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui la Cina sta acquistando petrolio per fortificare le sue riserve strategiche, approfittando del recente forte calo dei prezzi, poi a fine pomeriggio ha ricevuto ulteriore supporto dal tweet di Trump: "ho appena parlato con il mio amico MBS (il Principe della Corona) dell'Arabia Saudita, che ha parlato con il Presidente Putin della Russia, mi aspetto e spero che taglino di circa 10 milioni di barili, e forse anche significativamente piu' di quello, cosa che sarebbe grande per l'industria del petrolio e del gas!". Questi due elementi hanno messo in ombra il dato EIA sulle scorte settimanali USA di mercoledi' che ha mostrato una crescita di 13,834 mln di barili da +1,623 mln precedenti e a fronte di un consensus di +3,997 mln. Eni ha completato grazie alla rottura dei 9 euro il testa spalle rialzista disegnato dal minimo del 9 marzo (questo minimo rappresenta la prima spalla, la secondo spalla e' il minimo del 30 marzo, sugli stessi livelli del primo). Target della figura posto a 11,70 circa. Prima resistenza a 10,20 euro. Solo sotto i 9 euro, quota raggiungibile con la violazione di 9,50, il testa spalle verrebbe negato e si potrebbe assistere al ritorno in area 8 euro.

Ottima performance ieri per Interpump, +6,05% a 22,80 euro. Equita ha confermato la raccomandazione buy sul titolo con target ridotto a 31 euro. Da un incontro con la società è emerso che è operativo circa il 25% degli impianti e che al momento della ripartenza non ci saranno procedure di riavvio lunghe o onerose. La posizione finanziaria è solida, con cassa a oltre 230 milioni di euro, linee di credito non sfruttate a fine 2019 per 280 milioni, cui si è aggiunta una nuova linea da 100 milioni nel primo trimestre. A oggi il dividendo (0,25 euro) è confermato e il management ritiene prematuro rivedere i target triennali comunicati in occasione della diffusione dei risultati 2019: ricavi +7% a/a, utile netto a 180,7 milioni di euro, +11,2% a/a sul dato normalizzato 2018. Per il triennio 2020-2022 il management prevede: robusta crescita complessiva del fatturato (nell'intorno del +33%); mantenimento dell'eccellenza nella redditività con un EBITDA margin nell'intorno del 22% (considerando la probabilità che le acquisizioni possano avere anche temporanei effetti diluitivi); mantenimento della cautela nella leva finanziaria (debito totale tra 1 e 1,5 volte l'EBITDA). L'analisi del grafico di Interpump mette in evidenza il recupero dal minimo da marzo 2017 toccato il 23/3 a 19,38 euro. Per il momento si tratta di un rimbalzo fisiologico dopo una flessione del 40% circa in poco più di un mese: concreti segnali di forza sono attesi solo al superamento di 24,50, operazione che decreterebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione dal 16/3, pattern rialzista capace di proiettare i prezzi verso 28,50 almeno e quindi sui 32,16 del 19-20 febbraio (origine dell'affondo). Discese sotto 21,40/21,50 preannuncerebbero invece un nuovo approfondimento verso 19,38 con rischio di riattivazione del movimento ribassista in direzione delle vecchie resistenze di area 16.

Giglio Group +34,99% balza in avanti dopo l'annuncio della firma di un accordo quadro semestrale con Confindustria per la fornitura di dispositivi di protezione individuale, tra cui le mascherine KN65 – FFP2 – CE, a tutte le Aziende associate. In segno di solidarietà verso il Paese, le Aziende devolveranno alla Protezione Civile il 20% dell'ordine complessivo, così godendo delle agevolazioni fiscali previste dal recente decreto. Giglio Group ha momentaneamente convertito alcune piattaforme digitali e linee logistiche destinate al Fashion utilizzando la propria logistica nella Free Trade Zone di Shenzhen, la sede di Shanghai, nonché le relazioni consolidate con le Autorità cinesi, al fine di assistere le Aziende italiane nel difficile contesto. Prova di forza per Giglio che sale oltre 2,53/2,55 euro tornando sui livelli di inizio febbraio e cancellando la debolezza vista negli ultimi due mesi. Oltre gli ex supporti a quota 2,75 atteso un allungo verso i 3 euro almeno, poi fino a 3,25/3,26 per il test della trend line che scende dai massimi di gennaio 2019. Al contrario, discese sotto 2 comprometterebbero le aspettative di crescita mettendo nel mirino i minimi di marzo a 1,44 euro.

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