L'Angolo del Trader

09/04/2020 08:57:13

Moncler in calo ieri, Equita taglia il target. Equita conferma la raccomandazione buy sul titolo ma riduce il target da 44,70 a 38,20 euro. Secondo gli analisti il gruppo dei piumini subirà una calo di fatturato e utili inferiore al resto del settore grazie al basso peso del secondo trimestre (quello che subirà gli effetti maggiori dell'emergenza coronavirus) sul suo bilancio. Equita fa notare anche, come elemento di forza, l'ottimo posizionamento del marchio e delle vendite online. Il titolo tocca un minimo intraday a 32,06 euro per poi reagire in area 32,60, in calo dalla chiusura di martedi' a 33 euro. Nella seduta del 7 aprile si e' visto con il massimo di quota 35 euro il test del 50% di ritracciamento del ribasso dal top di dicembre 2019, una resistenza che era gia' stata messa alla prova senza successo anche il 25 marzo. Fino a che quei livelli non saranno alle spalle non sara' possibile pronosticare il proseguimento del rimbalzo in atto dal minimo di marzo a 25,89. Se i prezzi dovessero poi scendere al di sotto di 39,83, minimo del 3 aprile, aumenterebbe il rischio di dover considerare le oscillazioni delle ultime due settimane un "doppio massimo", figura ribassista con target sui minimi di marzo. Oltre area 35 euro, con conferma della rottura in chiusura di seduta, diverrebbe probabile la ricopertura del gap ribassista del 24 febbraio a 37,06 euro. Resistenza successiva a 40 euro circa.

Telecom Italia potrebbe subire conseguenze negative dall'emergenza coronavirus. Nonostante l'aumento di traffico causato dal maggior utilizzo delle comunicazioni voce/dati, i ricavi delle compagnie telefoniche sono sotto pressione. Le tariffe offerte dagli operatori sono infatti in gran parte a forfait e non a consumo. Inoltre ieri durante un'audizione in Commissione Trasporti alla Camera l'a.d. di Telecom Italia, Luigi Gubitosi, ha dichiarato che i ricavi dell'ex monopolista pubblico della telefonia sono a rischio per tre fattori: l'azzeramento delle vendite dei negozi (legate soprattutto ai terminali brandizzati e alle attivazioni dei clienti business), il crollo del traffico in roaming (dovuto alla scomparsa dei turisti), i prevedibili ritardi dei pagamenti delle fatture da parte delle imprese (al momento ferme e quindi in crisi di liquidità). Si segnala inoltre che ieri l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha espresso riserve su alcune proposte di modifica del decreto Cura Italia, tra cui l'emendamento parlamentare volto a bloccare il cambio di operatore telefonico o la generazione di nuovi numeri che non siano già in corso durante l'intera fase di emergenza. L'emendamento indubbiamente avvantaggia Telecom, Wind e Vodafone, operatori che registrano il maggior numero di "abbandoni" da parte dei clienti, e discapito di Iliad ed eventualmente di Sky che, secondo recenti indiscrezioni di Repubblica, potrebbe lanciare nel giro di qualche settimana il servizio tlc. L'analisi del grafico di Telecom Italia mette in evidenza le difficoltà del titolo nell'alimentare il rimbalzo originato dal minimo storico del 16 marzo a 0,2861 euro. Affidabili segnali di forza sono attesi solo a seguito di una stabilizzazione oltre i decisivi riferimenti a 0,42/0,43, operazione che creerebbe la base per un allungo verso l'ex supporto a 0,48 circa (minimi di inizio febbraio), con obiettivi successivi a 0,5380 (massimo del 21/2) e le resistenze strategiche nel lungo periodo a 0,59 circa (massimi allineati di dicembre 2018 e novembre 2019). Discese sotto 0,3720 (minimo del 30 marzo) anticiperebbero invece un test di 0,2861, con il rischio di riattivazione della tendenza ribassista.

Piaggio tonica nella seduta di mercoledì. Banca IMI conferma la raccomandazione buy sul titolo con target ridotto da 3,40 a 2,00 euro, effetto della revisione al ribasso delle stime 2020. Per gli analisti del broker il gruppo di Pontedera potrebbe però approfittare di un'eventuale introduzione di incentivi all'acquisto di motoveicoli e soprattutto di un possibile cambiamento delle abitudini dei residenti nelle grandi città: questi ultimi potrebbero ridurre l'utilizzo del trasporto pubblico a favore degli scooter. Graficamente Piaggio cerca di sfruttare la divergenza rialzista creatasi tra il grafico dei prezzi e l'RSI a 14 sedute per reagire dopo lo scivolone subito tra febbraio e marzo e sale sui livelli della scorsa ottava a 1,615 circa. Solo la rottura di 1,75 euro spianerebbe la strada verso area 1,90 per un test dal basso della trend line tracciata dai minimi di fine 2016. Tuttavia, se il return move su questo livello dovesse concludersi senza la rottura della linea, il segnale sarebbe ribassista e potrebbe portare alla violazione dei minimi a 1,376. Oltre 1,90 spazio di crescita verso 2,13/2,15.

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