L'Angolo del Trader

16/08/2019 08:55:45

Atlantia in pesante flessione martedi', compare una figura ribassista. Nel primo anniversario del crollo del Ponte Morandi a Genova la delegazione della controllata Autostrade per l'Italia, su richiesta dei familiari delle vittime, è stata invitata a lasciare l'area prima che iniziasse la funzione religiosa. Il titolo ha terminato la seduta a 22,86 euro, in calo del 4,07%, dopo aver toccato un minimo intraday a 22,68 euro. I prezzi hanno disegnato nelle ultime settimane, a partire dal top del 20 giugno, un potenziale "testa spalle" ribassista, figura formata da due massimi laterali allineati sugli stessi livelli (quello del 20 giugno e quello del 12 agosto) e da un picco centrale piu' alto (quello del 16 luglio). La figura verrebbe completata in caso di violazione della sua base, la linea (neckline) che unisce i minimi del 1° luglio e del 5 agosto, passante a 22,20 euro circa. In caso di discese al di sotto di questo livello rischio elevato di avvio di una fase discendente con obiettivo a 19,20 euro circa (supporto intermedio a 20,70). Solo oltre i 24,50 euro indicazioni favorevoli al proseguimento del rialzo verso i massimi di luglio 2018 a 25,96 euro.

Ferrari, -2,37% a 140,20 euro, ha provato a limitare i danni mercoledì sfruttando il report di Goldman Sachs (raccomandazione migliorata da neutral a buy e target fissato a 163 euro) ma nel finale ha ceduto alle vendite. Per gli analisti della banca americana la casa di Maranello vedrà crescere l'EBITDA a un tasso annuo medio del 13% nel periodo 2018-2021 grazie all'espansione della gamma di prodotti. Il titolo Ferrari ha toccato lo scorso 17 luglio il massimo storico a 152,60 euro (lato alto del canale che guida il rally sin dall'estate 2016) per poi perdere terreno e accelerare al ribasso a inizio agosto in scia ai dati del primo semestre 2019: ricavi netti pari a 984 milioni di euro (+8,6%), Adjusted EBITDA a 314 milioni (+8,7%), utile diluito adjusted per azione 0,96 euro (+13,9%). Risultati positivi ma a deludere gli operatori è stata la conferma della guidance 2019: ci si attendeva un miglioramento in blocco dei target ma la casa di Maranello ha incrementato solo quello sul free cash flow industriale (da circa 0,45 miliardi di euro a oltre 0,55 miliardi). L'analisi del grafico di Ferrari evidenzia la correzione delle ultime settimane con i prezzi a ridosso dei supporti a 136/138 euro. Discese sotto questi riferimenti completerebbero il potenziale testa e spalle ribassista in formazione da fine giugno, anticipando una flessione sulle ex resistenze di area 130, decisive per scongiurare approfondimenti verso 113/115 (intermedio a 124, target del t&s). Sopra 145,70 probabile attacco a 152,60 con buone possibilità di riattivazione del movimento ascendente di fondo verso 160 e 175/180.

Mediaset, +4,20% a 2,73 euro, mercoledì scorso ha accelerato al rialzo, dopo il test dei supporti a 2,50/2,55, e superato i primi ostacoli. Il titolo si è avvicinato ad area 2,77, dove troviamo il massimo del 25 luglio e il minimo del 2 luglio: si tratta di riferimenti decisivi in ottica di medio termine dato che oltre gli stessi si creerebbero le premesse per il ritorno sui 3,0860 del 20 giugno (obiettivo intermedio a 2,90). Discese sotto 2,67 preannuncerebbero invece un nuovo rischioso test di 2,50/2,55 (appoggio successivo a 2,40/2,45). Lo scorso 24 luglio Mediaset ha comunicato buoni dati preliminari del primo semestre 2019. Nonostante la flessione dei ricavi (non specificata l'entità) il risultato operativo sale a 192 milioni di euro, +55% a/a circa, e l'utile netto a 109 milioni di euro, +155% a/a circa. Per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria, il management "stima un andamento semestrale del Gruppo - a parità di perimetro - migliore rispetto all'andamento del mercato sia in Italia sia in Spagna". Ricordiamo che il 7 giugno Mediaset ha annunciato la fusione con Mediaset Espana in MFE, holding olandese quotata a Milano e Madrid, al fine di " competere su un piano di parità in un settore sempre più dominato da imprese globali". L'operazione genererà sinergie 100-110 milioni di euro entro il 2023 e permetterà la distribuzione di dividendi per 100 milioni di euro e un buy-back fino a 280 milioni di euro, ad un prezzo massimo per azione di 3,4 euro.

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