L'Angolo del Trader

15/01/2020 08:54:01

Bene Azimut, +1,75% a 23,84 euro. Oggi Banca IMI ha confermato la raccomandazione hold e incrementato il target da 18,90 a 20,50 euro. Ieri il gruppo ha annunciato di aver "registrato nel mese di dicembre 2019 una raccolta netta positiva per € 349 milioni, portando così la raccolta netta dell'intero anno a € 4,6 miliardi. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine dicembre a € 59,1 miliardi". La scorsa settimana Azimut ha comunicato che, sulla base dei primi dati di sintesi e delle stime dei risultati del 2019, "prevede di chiudere il 2019 con il miglior utile netto consolidato della storia del Gruppo, compreso fra i € 360 e i 370 milioni" contro i 300 di target del piano 2015-2019. Inoltre si stima "un'utile netto per il 2020 di almeno € 300 milioni rispetto al range € 250-300mln indicato durante l'Investor Day del 4 giugno 2019". Nelle ultime sedute il titolo si è scontrato con un ostacolo determinante a 23,96 euro: si tratta del massimo dal 2015 a 23,96 euro toccato a fine novembre. In caso di successo su questo riferimento, il rally partito a fine 2018 verrebbe riattivato per obiettivi sul record storico a 29,80, con obiettivo intermedio a 24,47 euro (picco di dicembre 2015). Discese sotto 22,48, base del gap rialzista del 9 gennaio, anticiperebbero il ritorno in area 21 almeno. Solo la violazione del minimo dell' "hammer" disegnato il 6 gennaio a 20,38 euro, potrebbe però compromettere i progressi degli ultimi mesi prospettando un affondo sulle ex resistenze in area 19,50.

Seduta negativa ieri per Pirelli, -3,12% a 5,09 euro, a causa del report di UBS: peggiorato il giudizio sul titolo da buy a neutral con target ridotto da 6,20 a 5,50 euro. Gli analisti della banca svizzera temono un peggior contributo dal mix di prezzo e volumi di vendita deboli a causa dell'inverno mite. UBS segnala inoltre un possibile ritardo di 1-2 anni nel raggiungere l'obiettivo di free cash flow a 500 milioni di euro. Positivi gli altri titoli del settore: Michelin +0,1%, Continental +1,4%, Nokian +2,8%. Il prossimo 19 febbraio il cda approverà risultati preliminari dell'esercizio 2019 e il piano 2020-2022. Il consensus degli analisti prevede ricavi a 5,312 miliardi di euro (+2,3% sul 2018, guidance +1,5%/+2,5%), adjusted EBIT in calo a 960 milioni da 1003 (margine a 17,3% da 18,4%, guidance 18%/19%), risultato netto da attività in funzionamento in crescita da 449 a 461 milioni. Nel primo semestre 2019 i ricavi hanno fatto segnare un +0,9% a/a a 2,655 miliardi, l'adjusted EBIT -2,1% a/a a 440,5 milioni (margine 16,6%), il risultato netto delle attività in funzionamento +68,8% a/a a 307 milioni, grazie anche al beneficio derivante dai crediti di imposta in Brasile per 102 milioni. L'analisi del grafico di Pirelli evidenzia il movimento laterale in essere da settembre dopo il rimbalzo dal minimo storico a 4,43 euro toccato il 16 agosto. Discese sotto 4,98 (base del movimento) innescherebbero probabilmente un'accelerazione ribassista verso 4,65 almeno, con obiettivo successivo a 4,43. L'eventuale violazione del minimo storico decreterebbe la riattivazione della tendenza discendente di fondo in direzione del lato basso del canale ribassista attivo da agosto 2018, attualmente in transito per 3,75. Segnali di forza al superamento del lato alto del canale a 5,60 circa con primo obiettivo sul massimo di fine ottobre a 5,94 e successivo sui 6,60/6,70 toccati ad aprile.

Banca IFIS positiva ma sotto i massimi da inizio novembre toccati martedi' a 15,35 euro subito dopo la notizia dell'approvazione del Piano Strategico 2020/2022. Durante la presentazione del piano il vicepresidente Ernesto Fürstenberg Fassio ha dichiarato che la famiglia Fürstenberg (azionista di maggioranza con il 50,4% tramite La Scogliera) esclude la vendita della banca. I target del piano: crescita dell'utile sostenibile a 147 milioni di euro; ROTE in crescita all'8,9%; CET 1 al 12% nel 2022 al di sopra dell'attuale soglia SREP dell'8,12%; payout ratio dell'azione Banca IFIS del 40% -45% che, ai prezzi attuali di borsa, corrisponde a un rendimento di oltre il 7%; crescita totale dei ricavi a 602 milioni di euro guidata da acquisti per 8,5 miliardi di euro (valore nominale) di crediti non performing nel triennio per il settore NPL e incremento dei volumi per 1 miliardo di crediti verso la clientela nel triennio nel segmento Commercial e Corporate Banking. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 15,35 euro per poi ripiegare a 15,05 circa, restando comunque in crescita dalla chiusura di lunedì a 14,83 euro. A 15 euro i prezzi hanno superato la trend line ribassista disegnata dal massimo di febbraio 2019 inviando un segnale di forza interessante. Il superamento in chiusura di seduta dei massimi di martedì di quota 15,35 euro dovrebbe permettere un nuovo test della resistenza critica di 16,20, massimo dello "shooting star" del 5 novembre disegnato in coincidenza con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio 2019. Resistenza successiva a 17,40 circa. Sotto 14,50 l'impeto rialzista risulterebbe spento, probabile in quel caso il ritorno a 13,50, sulla base del canale crescente disegnato dai minimi di dicembre.

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