L'Angolo del Trader

24/02/2020 08:55:10

Azimut, -5,83% a 22,28 euro, prolunga la correzione di ieri dopo che la controllante Timone Fiduciaria ha ceduto a investitori istituzionali l'1,78% del capitale sociale, ad un prezzo di 23,70 euro per azione. Con questa operazione, eseguita sulla base del mandato ricevuto da 1206 partecipanti al Patto di sindacato e secondo quanto deliberato dal Comitato Direttivo dello stesso, Timone Fiduciaria è scesa al 19,57% del capitale. Il Comitato Direttivo del Patto "ha deliberato di dare avvio all'analisi e allo studio di una possibile nuova operazione di rafforzamento della relativa partecipazione al capitale di Azimut - analogamente a quanto posto in essere nel 2018 - che potrebbe essere antecedente al nuovo piano industriale a 5 anni che Azimut Holding presenterà al mercato entro l'estate". La flessione non compromette la tendenza rialzista di fondo che può ancora contare sulla tenuta di un duplice supporto a 22,70 circa, linea che sale dal flesso di ottobre coincidente con la media mobile esponenziale a 50 giorni. Nel brevissimo il titolo potrebbe però scendere a mettere pressione i minimi di febbraio in area 22 euro, soglia al di sotto della quale verrebbe dispiegato il doppio massimo disegnato nelle ultime settimane preludendo al ritorno sul minimo di inizio anno a 20,38. Oltre il 24,70 via libera verso il record storico a 29,80, con obiettivo di medio periodo a 27,30.

Brusca accelerazione per Telecom Italia venerdì (+3,79% a 0,5342 euro) grazie alle indiscrezioni di Repubblica secondo cui giovedì il fondo KKR ha inviato alla società la manifestazione di interesse su una quota di minoranza della rete secondaria, quella in rame e in fibra che dalle cabine in strada arriva alle case. Il pezzo, tra gli asset più pregiati di Telecom, sarebbe valorizzato 7,0-7,5 miliardi di euro. Già lo scorso 13 febbraio Bloomberg aveva riferito che il gruppo telefonico avrebbe individuato in KKR il partner per la creazione di una rete unica integrando quella di Open Fiber. La scelta di KKR sarebbe stata motivata anche dall'intenzione della società di private equity di acquisire una quota di minoranza nella rete secondaria di Telecom. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia il recupero partito a inizio febbraio e la riattivazione dello stesso avvenuta venerdì. Il titolo ha la possibilità, nel caso in cui riuscisse a stabilizzarsi oltre 0,5400/0,5450, di salire verso area 0,59, limite superiore della fascia laterale in essere dall'estate 2018 e resistenza strategica nel lungo periodo: l'eventuale superamento di questo riferimento aprirebbe le porte ad estensioni verso 0,66 almeno. Sotto 0,5080 probabile test di 0,4780, minimo del 3 febbraio: la rottura di questo ultimo supporto riattiverebbe il movimento ribassista in essere da fine novembre verso 0,43 circa (base della fascia).

Netto calo venerdi' per UniCredit. Bloomberg riferisce che l'a.d. Jean Pierre Mustier è tra i candidati a ricoprire il ruolo di CEO di HSBC. Dopo l'uscita di scena di John Flint lo scorso agosto la poltrona di CEO è stata occupata ad interim da Noel Quinn, veterano della banca britannica. Nel momento dell'uscita di scena di Flint HSBC dichiarò che il successore sarebbe stato scelto in 6-12 mesi. Successivamente UniCredit, "a seguito della recente copertura mediatica sul futuro dell'Amministratore Delegato di UniCredit, il Gruppo rende noto che Jean Pierre Mustier ha confermato che resterà alla guida della banca". Il titolo ha toccato un minimo intraday a 13,234 euro. I prezzi hanno completato il 20 febbraio scendendo sotto 13,80 il doppio massimo disegnato dai prezzi in area 14,43/44 dal 12 febbraio. Il target della figura ribassista si colloca a 13,20. Supporti successivi a 12,90, base del gap rialzista del 6 febbraio, e a 12,26, base del gap del 4 febbraio. Solo oltre 13,90 atteso nuovo test di area 14,45, poi resistenza a 14,75, lato alto del canale disegnato dai minimi di agosto.

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