Campari, CRIF Ratings conferma il rating di lungo termine a "BBB/Stable"

26/03/2020 15:36:10

CRIF Ratings (o 'Agenzia') ha confermato il rating emittente di lungo termine "BBB" a Davide Campari-Milano S.p.A.; l'outlook rimane "Stabile". Il rating è assegnato da CRIF Ratings su base unsolicited, senza la partecipazione dell'Entità Valutata e basandosi esclusivamente su informazioni pubbliche.

Davide Campari-Milano S.p.A. ('Campari' o 'Gruppo') è il sesto produttore mondiale di liquori1 e nel 2019 ha realizzato un fatturato pari a EUR 1,8mld. La conferma del rating riflette la solidità e la resilienza delle performance operative del Gruppo ed il suo forte profilo di business, entrambi supportati da un'elevata diversificazione geografica delle vendite e da un ampio portafoglio di marchi riconosciuti.

La conferma riflette anche la sostenibilità delle metriche creditizie del Gruppo, in linea con le previsioni di CRIF Ratings, le quali hanno mostrato alcuni miglioramenti nel 2019 restando comodamente all'interno dei trigger stabiliti dall'Agenzia nella precedente azione di rating.

I ricavi consolidati del Gruppo sono aumentati a EUR 1,8mld nel 2019 da EUR 1,7mld nel 2018 (+7,7% y.o.y). Tale incremento ha riflesso una crescita organica del 5,9% combinata all'effetto favorevole derivante dalle fluttuazioni valutarie (+2,1%), compensato solo leggermente dalle variazioni del perimetro di consolidamento (-0,4%).

In questo contesto, il Gruppo ha mantenuto una profittabilità soddisfacente (EBITDA margin cresciuto al 26% nel 2019 dal 25,3% nel 2018) sopra il livello medio del settore dei liquori, ma ancora inferiore a quella dei principali concorrenti globali. Le performance operative hanno rispecchiato il continuo supporto dei brand "Global Priorities" e "Regional Prorities" nei principali mercati maturi, nonostante l'incremento del prezzo dell'agave e le attività di destocking attuate dal Gruppo su selezionati brand a elevata marginalità in previsione di alcuni cambiamenti a livello distributivo.

Il Gruppo ha riportato un utile netto pari a EUR 308m nel 2019, in crescita del 3,7% rispetto all'anno precedente, principalmente grazie alle minori imposte totali, che includono anche un beneficio fiscale (per il quinto ed ultimo anno) relativo alla normativa fiscale "Patent Box" in Italia.

La soddisfacente profittabilità ha continuato a supportare la generazione di Free Cash Flow (FCF) del Gruppo, attestatosi a EUR 197 m nel 2019 (EUR 178 m nel 2018), al netto del pagamento dei dividendi per EUR 57 m (in linea con il 2018) e EUR 92 m di CAPEX (EUR 83 m nel 2018). L'FCF positivo ha comportato la diminuzione del debito netto consolidato a c. EUR 792 m a fine 2019 da EUR 862 m a fine 2018. Questo miglioramento ha permesso una riduzione della leva finanziaria netta di Campari nel 2019 a 1,7x e 1,9x da 2x e 2,2x nel 2018 rispettivamente su base EBITDA e FFO.

Nel 2019, Campari ha completato alcune operazioni finanziamento volte ad allungare le scadenze del debito e a ridurne i relativi costi.

Più in dettaglio, nel mese di aprile Campari ha emesso un prestito obbligazionario di EUR 150m (cedola fissa pari all'1,655% e scadenza nel 2024) e nel mese di luglio ha sottoscritto un prestito a termine di EUR 250m (tasso d'interesse pari a Euribor a 3 mesi più uno spread dell'1,25% e scadenza nel 2024).

Dall'altro lato, Campari ha rimborsato anticipatamente il prestito a termine di EUR 300m (Euribor a 3 mesi più uno spread dello 0,85%) e ha rimborsato il prestito obbligazionario denominato 'Eurobond 2012' di importo pari a EUR 219m (cedola fissa del 4,50%). Il rimborso anticipato, in aggiunta alla prima adozione dell'IFRS 16, si è tradotto in maggiori interessi passivi nel 2019 e, conseguentemente, in un più basso indice di copertura degli interessi su base FFO (in calo del 33% rispetto all'anno precedente a ca. 19x), il quale resta tuttavia coerente con la classe di rating assegnata.

L'outlook Stabile esprime le attese di CRIF Ratings sulla capacità di Campari di mantenere la leva finanziaria su base EBITDA e FFO rispettivamente sotto 2x e 2,5x nei prossimi 24 mesi.

Il mantenimento di un livello di leva contenuto sarà supportato dalla continua generazione di flussi di cassa positivi, alla luce delle aspettative di CRIF Ratings circa una limitata crescita organica del fatturato e una profittabilità operativa tendenzialmente stabile nel medio periodo. Lo scenario di rating elaborato dall'Agenzia incorpora un rallentamento delle vendite nel primo semestre del 2020 a causa della pandemia legata al coronavirus, così come un moderato ricorso ad operazioni di crescita per linee esterne coerentemente con il passato.

Secondo CRIF Ratings, Campari potrebbe sfruttare agilmente una serie di leve per far fronte ai potenziali minori flussi di cassa per via della pandemia (tra cui limitazione degli approvvigionamenti e smaltimento del magazzino esistente, riduzione del pagamento dei dividendi, cessioni di attività non strategiche ed eventuali benefici derivanti da politiche di sostegno del lavoro).

Tuttavia, CRIF Ratings segnala possibili pressioni negative sul rating qualora la pandemia si traducesse in un rallentamento della domanda dei consumatori prolungato anche al secondo semestre del 2020, impattando sulla flessibilità finanziaria del Gruppo. Inoltre, acquisizioni di importo significativo finanziate tramite debito già nel corso dei prossimi trimestri potrebbero ridurre ulteriormente la flessibilità finanziaria del Gruppo.

Rating Sensitivities

Trigger Positivi – Eventi futuri che potrebbero, individualmente o collettivamente, incidere positivamente sul rating di Campari:
* Debito netto / EBITDA stabilmente inferiore a 1x;
* Debito netto / (FFO + interessi) stabilmente inferiore a 1,5x;
* EBITDA margin stabilmente superiore al 28%.

Trigger Negativi - Eventi futuri che potrebbero, individualmente o collettivamente, incidere negativamente sul rating di Campari:
* Disponibilità liquide e RCF non sufficienti a coprire i rimborsi di debito finanziario nei successivi 24 mesi;
* Debito netto / EBITDA stabilmente superiore a 2x;
* Debito netto / (FFO + interessi) stabilmente superiore a 2,5x;
* FFO interest coverage stabilmente inferiore a 8x;
* EBITDA margin stabilmente inferiore al 25%;
* Strategia di crescita esterna aggressiva, orientata verso acquisizioni di importi rilevanti finanziate prevalentemente a debito;
* Impatti negativi legati a una diffusione prolungata della pandemia del coronavirus nel 2020.

Profilo della liquidità
Il profilo della liquidità del Gruppo Campari resta soddisfacente. A fine 2019, Campari mostrava disponibilità liquide in bilancio per EUR 704m (in crescita rispetto a EUR 614m a fine 2018), sufficienti a garantire i rimborsi del debito previsti nei successivi 12 mesi. In aggiunta, il Gruppo dispone di una linea di credito revolving da EUR 250m in scadenza il 31 luglio 2024, interamente inutilizzata a fine 2019. CRIF Ratings sottolinea che tra il 2020 e il 2022 sono previste significative scadenze sul debito finanziario esistente (EUR 883m in totale, di cui EUR 700m nel 2020), evidenziando un moderato rischio di rifinanziamento.

Più in dettaglio, la prossima significativa scadenza del debito è rappresentata dal rimborso di EUR 580m, relativo all'Eurobond emesso nel 2015 e con rimborso in unica soluzione al 30 settembre 2020. Ciononostante, considerando il buon accesso al mercato dei capitali da parte del Gruppo e le solide relazioni con il sistema bancario, il rischio di rifinanziamento appare agevolmente gestibile anche grazie alla soddisfacente generazione di FCF e alla sostenibilità delle metriche del credito.

Profilo della Società
Il Gruppo Campari è stato fondato nel 1860 e opera nel settore delle bevande. Il Gruppo, con sede a Sesto San Giovanni (Milano), è il sesto produttore mondiale di liquori e ha realizzato un fatturato consolidato pari a EUR 1.843m nel 2019 (EUR 1.712m nel 2018).

Campari è attivo in più di 190 paesi, con posizioni di leadership in Europa e nelle Americhe, e presenta una rete distributiva di proprietà in 20 paesi, 21 impianti produttivi nel mondo e un organico di circa 3.700 dipendenti. Il 51% delle azioni è posseduto dalla famiglia Garavoglia (attraverso la holding Lagfin S.C.A. basata in Lussemburgo), che possiede anche il 64,89% dei diritti di voto in virtù del programma di loyalty share.

La capogruppo, Davide Campari-Milano S.p.A., è quotata alla Borsa di Milano dal 2001 e il 23 marzo 2020 la sua capitalizzazione di mercato precedenti principalmente alla luce degli effetti negativi derivanti dalla pandemia del coronavirus. Ciononostante, la società ha stabilmente registrato performance migliori rispetto all'indice FTSE MIB dal 2006.

Approfittando di questo trend al ribasso del prezzo delle azioni, iniziato nella seconda metà del mese di febbraio, il Gruppo ha completato diversi acquisti di azioni proprie a supporto dei propri piani di stock option.

GD - www.ftaonline.com