Borsa italiana in ribasso: Ftse Mib -1,01%. Vendite su bancari e petroliferi

31/10/2016 - 17:51:44

Borsa italiana in ribasso: Ftse Mib -1,01%. Vendite su bancari e petroliferi. Mercati azionari europei in rosso


Mercati azionari europei in rosso. Wall Street positiva: alla chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite +0,2%. Il Ftse Mib ha terminato a -1,15%, il Ftse Italia All-Share a -1,01%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,04%, il Ftse Italia Star a -0,01%.

Euro poco sotto i massimi dal 20/10 contro dollaro toccati venerdì sera a 1,0991. EUR/USD alla chiusura dei mercati europei viene scambiato a 1,0960 circa.

Mercati obbligazionari eurozona in lieve rialzo. Il rendimento del Bund decennale scende di 1 bp allo 0,17%, quello del BTP è stabile all'1,68% (-3 bp per il Bono spagnolo all'1,22%). Lo spread sale di 1 bp a 151.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA a settembre l'indice PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) e' risultato in crescita dello 0,1% su base mensile,in linea con le attese e dallo 0,2% della rilevazione precedente, e dell'1,7% rispetto a un anno fa. La spesa personale è cresciuta dello 0,5% nello stesso periodo mentre i redditi personali sono aumentati dello 0,3%. Negli Stati Uniti l'Indice PMI Chicago (attivita' manifatturiera) nel mese di ottobre e' sceso a 50,6 punti dai 54,2 punti del mese precedente, risultando nettamente inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 54 punti. Eurostat ha pubblicato la stima del PIL di Eurolandia: nel terzo trimestre 2016 il prodotto interno lordo e' cresciuto dello 0,3% su base trimestrale ed è cresciuto dell'1,6% su base annuale, in linea con le attese e con la rilevazione relativa al secondo trimestre. In base ai dati Eurostat la rilevazione preliminare sull'inflazione nell'Eurozona nel mese di ottobre si attesta a +0,5% su base annuale, in crescita rispetto alla rilevazione di settembre pari allo 0,4% e in linea con le attese. L'indice Core si attesta al +0,8% a/a. L'Istat rende noto che nel mese di ottobre 2016, secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, non varia su base mensile e registra una diminuzione dello 0,1% rispetto a ottobre 2015 (era +0,1% a settembre). Secondo i risultati preliminari dell'Ufficio federale di statistica (Destatis), nel mese di settembre in Germania le Vendite al Dettaglio hanno fatto segnare un decremento dell'1,4% su base mensile, contro il +0,2% del consensus. Tuttavia e' stato rivisto al rialzo il dato di agosto da -0,4% a -0,3% m/m. Su base annuale e in termini reali l'indice ha fatto segnare una crescita pari allo 0,4% (nettamente inferiore al dato precedente pari al +3,8% e al consensus pari a +1,6%). In Spagna a settembre le vendite al dettaglio sono aumentante del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2015, risultando lievemente inferiori alla lettura precedente fissata al +3,3%. Il dato risulta comunque superiore alle stime degli addetti ai lavori, che attendevano una crescita del 2,8%.

Seduta difficile per i bancari italiani: il FTSE Italia Banche termina a -2,93%, l'EURO STOXX Banks a -1,2%. A Milano la peggiore è stata Banca MPS (-7,39%), seguita da Mediobanca (-4,78%) e UniCredit (-3,83%). La banca senese estende la flessione vista nella seconda parte della seduta di venerdì in scia alle parole di Alberto Nagel, CEO di Mediobanca, secondo il quale un aumento da 5 miliardi di euro per una banca che capitalizza appena 500 milioni è oggettivamente difficile, ancor di più in un contesto di mercato complicato. Per Nagel il problema va assolutamente risolto per evitare conseguenze ben peggiori, a livello di sistema, rispetto a quelle causate dalla risoluzione delle quattro banche un anno fa. Mediobanca insieme a JP Morgan è advisor di Banca MPS per il piano di rafforzamento patrimoniale. Indiscrezioni di stampa del fine settimana riferiscono che l'a.d. di MPS, Marco Morelli, dopo aver presentato il piano a Londra si recherà a Doha per fare lo stesso con il fondo sovrano del Qatar (Qatar Investment Authority).

Pesante flessione per Banca Carige (-6,16%) dopo il -8% di venerdì, quando l'istituto genovese aveva comunicato di aver ricevuto dalla BCE la richiesta di formulare, entro il 31 gennaio 2017, un piano di riduzione delle sofferenze. Il mercato inizia a ragionare sull'ipotesi di necessità di un aumento di capitale.

Lettera anche su Credito Valtellinese (-3,96%)
dopo la trasformazione in società per azioni. Il presidente Miro Fiordi ha ribadito l'invito diretto a BP Sondrio (-0,98%) a prendere in considerazione l'ipotesi di fusione.

In rosso i petroliferi a causa della debolezza del greggio su indiscrezioni secondo cui Iran e Iraq vorrebbero essere esentate dal taglio della produzione OPEC: questo rende difficile che l'organizzazione dei produttori riesca a prendere questa decisione. Il future gennaio sul Brent segna ora 49,00 $/barile, il future dicembre sul WTI 47,25 $/barile (dai 49,70 circa di venerdì pomeriggio). In rosso Saipem (-2,85%), Eni (-2,22%), Tenaris (-2,28%). Su Eni alcuni importanti broker come Goldman Sachs, Barclays e Credit Suisse hanno abbassato i target dopo i dati trimestrali pubblicati alla fine della scorsa settimana.

In controtendenza Saras (+5,47%) grazie agli ultimi aggiornamenti sul margine di raffinazione. Sul sito del gruppo controllato dalla famiglia Moratti è riportato il grafico del benchmark EMC dal quale si evince che il margine di raffinazione alla fine della scorsa settimana è aumentato nettamente a 4,5 dollari/barile, ai massimi dell'anno, da 3,6 la settimana precedente. La media da inizio ottobre e' di circa 4,0 dollari/barile, mentre il secondo trimestre si era concluso con un dato medio di 2,6.

Ottima performance per STMicroelectronics (+3,33% a 8,70 euro) che prolunga il rally scaturito dai dati del trim3 e dalle previsioni per i prossimi mesi e tocca i massimi dalla primavera 2015. Equita e UBS hanno alzato i rispettivi target sul titolo a 8,00 e 8,10 euro.

Alerion Clean Power (+7,64% a 2,68 euro) balza in avanti dopo che FGPA ha annunciato di aver comprato fuori mercato il 25,37% del capitale sociale a 2,60 euro per azione e deciso di incrementare allo stesso livello il prezzo dell'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale sul 29,9% di Alerion. FGPA ha in tal modo risposto a Eolo Energia che aveva lanciato un'OPA totalitaria a 2,46 euro per azione. Il titolo attualmente viene scambiato ben al di sopra di quota 2,60, segno che il mercato ritiene che la battaglia per Alerion possa riservare ulteriori rilanci.

Netta flessione per Piaggio (-2,75% a 1,59 euro) in scia alla decisione di Kepler Cheuvreux di capovolgere la raccomandazione sul titolo portandola da buy a reduce, con target abbattuto da 2,20 a 1,50 euro. Alla fine della scorsa settimana Piaggio aveva comunicato di aver chiuso i conti al 30 settembre con ricavi consolidati a 1.031,7 milioni di euro, in crescita del 2,9% a/a (+4,7% a cambi costanti) e utile netto a 19,2 milioni di euro, in crescita del 4,6% a/a.