Asia-Pacific in negativo. Nikkei 225 in declino dello 0,22%

26/04/2019 08:20:14

Dopo una seduta mista per Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi giovedì dello 0,51%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza contrastata è proseguita anche per il costante declino dei corsi del greggio. Timori degli investitori per la possibile distorsione dei mercati a causa dello stop lungo in modo inusuale per la piazza di Tokyo, che resterà ferma a partire da lunedì 29 aprile per la festa di Sh?wa (celebrazione della nascita dell'imperatore Hirohito): la ?gata renky? (la Settimana d'oro), e la conseguente chiusura della Borsa nipponica, proseguirà fino a lunedì 6 maggio compreso (quando si terrà la Kodomo no hi, ovvero la festa dei bambini, o dei ragazzi). Il clima complessivamente negativo per la regione è confermato dalla flessione intorno allo 0,20% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in progresso di circa lo 0,10% ma uno yen poco mosso sul biglietto verde non riesce a sostenere la performance di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,22% (fa poco meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,15%). Sul fronte macroeconomico, in marzo la produzione industriale ha segnato in Giappone un crollo del 4,6% annuo, in netto peggioramento rispetto al precedente declino dell'1,1% e contro la flessione del 3,8% del consensus. L'inflazione nella regione di Tokyo è invece salita in aprile all'1,4% annuo dallo 0,9% di marzo e contro l'1,1% del consensus.

A fronte di uno yuan in rialzo di circa lo 0,10% nei confronti del dollaro, la tendenza ribassista si sente anche nelle piazze della Cina continentale. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in declino di circa lo 0,70% e di oltre l'1% rispettivamente, contro la flessione intorno allo 0,90% dello Shenzhen Composite. In controtendenza invece Hong Kong: l'Hang Seng muovendosi intorno alla parità riesce comunque a rimanere in positivo (performance opposta per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che è in marginale contrazione). A Seoul il Kospi è in calo di circa lo 0,50% mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 limita allo 0,05% il suo guadagno in chiusura.

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