Asia-Pacific in calo. Il Nikkei 225 guadagna appena lo 0,01%

03/04/2020 08:20:54

Dopo una seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, apprezzatosi del 2,28% giovedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece contrastata e complessivamente in negativo. Il principale fattore rialzista a New York era stato il rimbalzo del petrolio (i future sul Wti in consegna a maggio avevano chiuso con un rally del 24,7% giovedì al New York Mercantile Exchange a 25,32 dollari il barile) ma la nuova giornata ha visto il greggio tornare a perdere significativamente terreno. Nonostante le dichiarazioni trionfalistiche di Donald Trump ci sono infatti molti dubbi sul fatto che Arabia Saudita e Russia possano effettivamente accordarsi su un taglio della produzione. E a fronte di un'epidemia di coronavirus che ha ormai superato il milioni di contagi nel mondo, il clima di pessimismo viene confermato dal calo, per quanto moderato, dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso e il parallelo declino dello yen sul biglietto verde riesce solo parzialmente a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 vira infatti in positivo in chiusura ma guadagna appena lo 0,01% (nessun recupero invece per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,36%). Sul fronte macroeconomico, l'indice Pmi dei servizi del Giappone, stilato da Markit in collaborazione con Jibun Bank, è crollato in marzo a 33,8 punti dai 46,8 punti di febbraio. Il dato è stato rivisto al rialzo dai 32,7 punti della lettura preliminare ma si attesta comunque sui minimi dal novembre 2009.

Il Pmi dei servizi della Cina recupera invece in marzo. L'indice, elaborato da Markit/Caixin, è infatti salito a 43,0 punti dai 26,5 punti di febbraio, quando aveva segnato la peggiore performance dal 2005. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in ribasso di circa lo 0,80% entrambi, contro il declino intorno allo 0,70% dello Shenzhen Composite. In arretramento anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in flessione di circa lo 0,70% (e l'andamento è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul il Kospi segna una crescita intorno allo 0,40% mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha registrato una contrazione dell'1,68% in chiusura.

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