UniCredit in netta flessione nella prima seduta dell'ottava

UniCredit in netta flessione nella prima seduta dell'ottava. Secondo indiscrezioni di stampa l'a.d. Jean Pierre Mustier potrebbe non essere confermato la prossima primavera in occasione della scadenza del mandato triennale. A quanto pare non convince la strategia elaborata dal manager francese che prevede la scissione delle attività estere. L'ipotesi di uscita di Mustier rafforza le probabilità di acquisizione di Banca MPS, che invece è salita con tono deciso lunedì. Reuters riferisce, in base ad alcune fonti raccolte, che UniCredit è al lavoro con Goldman Sachs e JP Morgan per definire l'aggiornamento del piano strategico, piano che sembra poter includere la banca senese. Intanto Kbw ha confermato il giudizio "outperform" su Unicredit e ha alzato il target price a 12,3 euro da 12 euro. Secondo gli esperti di Kbw Unicredit è la banca che ha il maggiore spazio di upside ma l'uscita di scena di Mustier sarebbe comunque negativa per il titolo: difficile  trovare un successore meritevole nel breve. Per quello che riguarda Mps invece Kbw ha ridotto il giudizio a "underperform" da "market perform" e il target price a 1 euro da 1,6 euro dal momento che dopo il deal Amco la banca senese avrà un Cet 1 ratio tale da richiedere un aumento di capitale tra i 2 e i 4,5 miliardi di euro prima di poter proseguire sulla strada di un accordo o con Unicredit o con Banco Bpm. Unicredit è sceso lunedì fino a 8,641 euro (close venerdì a 9,094) per poi risalire in area 8,75 euro. A 8,72 si colloca la media mobile esponenziale a 10 giorni, la violazione di quel supporto dinamico, se confermata in chiusura di seduta, segnalerebbe l'avvio di una correzione estesa di tutto il rialzo delle ultime settimane. Primo supporto a 8,175, base del gap del 16 novembre, poi a 7,60, top dell'8 ottobre. La tenuta di area 8,70 e la rottura di 9,43, top del 25 novembre, resistenza critica in quanto allinea con i massimi di giugno e di luglio e coincidente con il 38,2% (Fibonacci) di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio, permetterebbe invece il test di 9,69, lato alto del gap ribassista del 9 marzo. Resistenza successiva, critica anche in ottica di medio periodo, a 10,25, 50% di ritracciamento dai massimi di inizio anno.