Ubi Banca, scontro inconcludente con la resistenza

Ubi Banca preme da due settimane senza successo contro il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo passante a 2,93 circa (massimo venerdi' a 2,94 euro e successiva discesa in area 2,85 euro). Solo una chiusura di seduta oltre quei livelli sbloccherebbe la situazione in favore di un rialzo con primo target a 3,33, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio e gap del 6 marzo, poi a 3,60. Sotto 2,76, base del gap del 16 giugno, supporto a 2,46, base del canale. Nell'estratto del documento dell'offerta pubblica di scambio volontaria lanciata sulla totalita' delle azioni di Ubi Banca da parte di Intesa Sanpaolo, divenuto pubblico dopo aver ottenuto il via libera di Consob, si legge che il soggetto risultante dall'integrazione del Gruppo Ubi in Intesa potrebbe registrare un utile non inferiore ai 5 miliardi di euro nel 2022. Intesa evidenzia che l'attuale contesto di mercato e' caratterizzato da bassi tassi di interesse e dunque bassi margini, c'e' inoltre la necessita di sostenere ingenti investimenti tecnologici e che a Ubi, nonostante sia un player rilevante del settore, manchino le dimensioni e la capacita' di operare e competere non solo in ambito nazionale, ma anche internazionale, cosa che invece avrebbe una volta integrata in Intesa. Il periodo di adesione all'offerta avra' inizio alle 8.30 del 6 luglio 2020 e terminera' alle 17.30 del 28 luglio 2020 (estremi inclusi). Per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione all'OPS, Intesa offrira' un corrispettivo unitario di 1,7 azioni ISP rivenienti dall'Aumento di Capitale per l'Offerta.