Segnale grafico di forza per Banca Mps

Banca MPS balza in avanti e tocca i massimi da ottobre 2018. Rocca Salimbeni ha lanciato martedi' un bond 2025 da 750 milioni di euro che ha ottenuto ordini superiori a 1,6 miliardi, un buon risultato ma non tale da spiegare il rialzo. La causa piu' probabile del rally sono le indiscrezioni di MF secondo cui entro venerdi' arriveranno le offerte vincolanti su immobili del valore di circa 300 milioni di euro. Inoltre il 7 febbraio (giorno del cda per l'approvazione dei conti del quarto trimestre) e' atteso il via libera della Commissione Europea alla vendita di 11-12 miliardi di euro di crediti deteriorati, passaggio decisivo per consentire l'uscita del Tesoro da MPS (ha il 68%). Il mercato, in caso di vendita dei crediti, potrebbe iniziare a scommettere su di una fusione con altro soggetto senza la necessita' di una ulteriore ricapitalizzazione. Secondo Morgan Stanley, nel momento in cui dovesse perfezionarsi una eventuale fusione tra Mps e un altro soggetto, si sbloccherebbe la situazione per il "risiko" bancario e potrebbero realizzarsi altre operazioni. Monte Paschi ha toccato un massimo intraday a 1,947 euro per poi flettere in area 1,87, comunque in aumento del 9% circa rispetto alla chiusura di lunedi' a 1,714 euro. La rottura dei massimi di luglio a 1,748 euro, da confermare in chiusura di giornata, e' un notevole segnale di forza grafico: quella resistenza coincide con la "neckline" del testa spalle rialzista disegnato a partire dai minimi di novembre 2018. Il target proiettato dal testa spalle (ampiezza della figura sommata al valore del punto di rottura della "neckline") si colloca a 2,50 euro circa. Resistenze intermedie a 2,05 e a 2,22 euro. Solo ritorni al di sotto di area 1,75 euro negherebbero le indicazioni positive facendo temere ripiegamenti in area 1,55 euro.