In rialzo i maggiori indici azionari di Piazza Affari in avvio di seduta

In rialzo i maggiori indici azionari di Piazza Affari in avvio di seduta: FTSE MIB +0,45%, FTSE Italia All share +0,43%, FTSE Italia Mid Cap +0,35%, e FTSE Italia Star +0,16 per cento.

L’intonazione generale dei mercati azionari europei è positiva sulla scorta dell’annuncio di un accordo con il Messico da parte del presidente USA Donald Trump che chiuderebbe almeno temporaneamente questo fronte della guerra dei dazi.

Flettono intanto i rendimenti del sovereign Ue dopo i rialzi di ieri. Quello del BTP decennale cede 2 punti base e si riporta al 2,36% mentre quello tedesco resta a quota -0,22 per cento. Lo spread flette di conseguenza a 257 punti base.

Rimane alta l’attenzione sul confronto interno al governo sull’approccio ai negoziati con la Commissione UE sulla procedura di eccesso di debito. Sullo sfondo è strettamente collegata la difficile progettazione della nuova manovra finanziaria che dovrà reperire risorse importanti.

Ieri il brutto sulla produzione industriale di aprile in Italia è stato appesantito da un calo del 17,1% del settore dell’auto, durante i primi scambi guadagnano però terreno a Milano FCA (+1,47%) e Ferrari (+1,78%). Bene anche la holding Exor (+1,12%) e CNH Industrial (+1,00%). Il dossier della possibile partnership di FCA con Renault e forse con la sua partecipata Nissan rimane all’attenzione degli osservatori, anche perché la storica alleanza franco-giapponese nel campo delle quattro ruote appare sempre più in crisi con la Renault, titolare del 43% di Nissan, che ha minacciato di boicottare alla prossima assemblea nipponica del 25 giugno la riforma della governance voluta dal nuovo CEO Hiroto Saikawa per chiudere l’era di Carlos Ghosn. Non pare più troppo solida la posizione del nuovo CEO di Renault Jean-Dominique Senard. Rimane ferma la posizione del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire (lo Stato francese controlla di Renault il 15,01% ma con il 28,6% dei diritti di voto contro il 15% di Nissan nella casa d’Oltralpe, senza diritti di voto), mentre ribadisce le opportunità del merger con FCA, cerca di evitare l’accerchiamento tra vecchi alleati giapponesi e nuovi potenziali alleati italo-americani. In palio i progetti delle tre case automobilistiche sull’auto elettrica.

Pessimo avvio di seduta invece per Diasorin, che cede il 5,54% dopo la presentazione del piano industriale 2019-2022. Confermato l’impegno sui due fronti strategici della immunodiagnostica e della diagnostica molecolare, il gruppo ha annunciato ricavi in crescita del 7-9%, un ebitda margin sui livelli del 2018 e flussi di cassa cumulati tra i 700 e i 750 milioni di euro.

Ancora in recupero Telecom Italia (+0,80%) per la quale il mercato aumenta la pressione sull’annoso dossier della rete e della sua integrazione con quella di CDP. Secondo Il Sole 24 Ore è più probabile che sia cda del 1° agosto ad affrontare il tema dei rapporti con Open Fiber, la società della banda larga controllata da CDP ed Enel (-0,1%). Il quotidiano di Confindustria ripropone le ipotesi di uno scambio delle quote di CDP in Open Fiber con azioni di TIM.

I prezzi del greggio tentano un recupero in queste ore con rialzi sia per il Brent che per il WTI dopo l’accordo dell’Arabia Saudita con la Russia per mantenere stabili i tagli della produzione (anche se l’Opec deve ancora esprimere una posizione sul dossier dei possibili cambiamenti). A Milano Eni guadagna lo 0,23%, Saipem l’1,38% e Tenaris l’1,35 per cento.

Bene i bancari con il Ftse Italia Banche in recupero dello 0,44% e performance positive per Bper (+1,64%) e Banco BPM (+1,60%).

Sopra il riferimento Atlantia (+0,17%) che viene ancora chiamata in causa nell’incerto dossier di Alitalia. Secondo Il Sole 24 Ore non ci sarebbero le condizioni per l’investimento nel salvataggio della compagnia aerea. Un investimento della società delle autostrade e degli aeroporti sarebbe però visto con favore da Delta Air Lines, altro potenziale investitore in Alitalia insieme a Ferrovie dello Stato.

TITOLO DEL GIORNO: MEDIASET
 Balzo in avanti lunedi' per Mediaset dopo l’annuncio della nuova holding olandese (residenza legale, ma non fiscale) che aggreghera' le partecipazioni in Mediaset e Mediaset Espana. Si chiamera' MFE-Media For Europe e nasce da una prospettiva europea per il settore passata di recente per un grosso investimento in ProsiebenSat. Il gruppo prevede alla fusione efficienze e risparmi di costi per 100-110 milioni di euro (prima delle imposte) tra il 2020 e il 2023: un valore che attualizzato corrisponde a circa 800 milioni. Le quotazioni sono salite fino a 2,89 euro stabilizzandosi poi poco sopra 2,80 euro (close venerdi' a 2,696 euro). Il rialzo delle ultime ore ha permesso di confermare il completamento della figura a doppio minimo, dalle implicazioni positive, disegnata a partire dal 23 maggio con base in area 2,55 euro. Il lato alto della figura, a 2,69, era gia' stato messo sotto pressione venerdi'. Il target del doppio minimo, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, si colloca a 2,83 euro e sarebbe quindi gia' stato toccato lunedi' nell'intraday. Una chiusura di seduta oltre quei livelli segnalerebbe l'intenzione di salire a testare a 2,95 l'ultima resistenza prima di quella molto solida dei 3,03-3,04 euro, massimi di fine aprile e fine gennaio. Solo sotto i 2,65 euro i segnali di forza appena inviati rientrerebbero, rischio in quel caso di un nuovo test del supporto di area 2,55 euro.
DATI ATTESI:
I dati macroeconomici in programma oggi martedì 11 Giugno 2019 08:00 GIA Ordinativi di macchine utensili preliminari mag; 10:30 GB Tasso di disoccupazione apr; 10:30 GB Indice retribuzioni apr; 10:30 GB Variazione n° richiedenti sussidi disoccupazione mag;  14:30 USA Indice prezzi alla produzione mag; 22:30 USA Scorte settimanali petrolio (API).