Rallenta l'economia del Regno Unito, momento chiave per il Ftse 100

Rallenta l'economia del Regno Unito: il Pil a novembre e' risultato in calo dello 0,3% su base mensile da +0,1% m/m mentre su base annua la variazione e' stata dello 0,6%, il tasso di espansione piu' debole dal giugno del 2012, che si confronta con il +1% di ottobre.

Utilizzando un periodo di osservazione trimestrale, in modo da attenuare la volatilita' del dato, si osserva una crescita per i tre mesi fino a novembre dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,9% su anno. La produzione manifatturiera a novembre e' scesa dell'1,7% m/m da +0,5% m/m (atteso -0,3%) e del 2% sull'anno, ben oltre le attese.

Male anche la produzione industriale, in calo dell'1,2% sul mese (attesa invariata) e dell'1,6% sull'anno. Il deficit commerciale a novembre e' risultato di -5,26 miliardi di sterline da -10,95 miliardi (atteso -11,7 mld).

Il National Institute of Economic and Social Research (Niesr) ha stimato allo 0% la crescita sequenziale del PIL nel quarto trimestre 2019 e allo 0,3% la crescita nel primo trimestre 2020, trainata principalmente dal settore dei servizi. La Commissione europea si aspetta che il Regno Unito possa crescere nel 2020 dell'1,4%, quindi piu' di Francia, Germania e Italia.

I dati descritti sopra sono relativi alla parte terminale del 2019 e non incorporano quindi le ultime novita' sul fronte della Brexit, per la quale, dopo tanti contrasti, c'e' ora una data definitiva, che e' quella del 31 gennaio 2020. In realta' il 31 gennaio avra' inizio la Brexit, l'uscita del Regno Unito dalla Unione Europea sara' infatti lunga, anche se ormai e' chiaro che il divorzio sara' "soft" e non "hard" come invece si era temuto fino alle recenti elezioni stravinte da Boris Johnson.

Entro la fine del 2020 le due parti dovranno stabilire come verra' strutturato il rapporto tra loro e solo al perfezionamento di questo accordo la Brexit sara' operativa. Il prossimo passo sara' quello dell'elezione, il 25 febbraio, di un rappresentante europeo per trattare i termini dell'accordo con il Regno Unito.

Per il momento quindi gli effetti sulla sterlina e sulla borsa della attuazione della Brexit dovrebbero essere limitati e sia il cambio sia il mercato azionario potrebbero continuare a muoversi seguendo le correlazioni abituali. In questo scenario si inserisce la politica monetaria decisa dalla Bank of England: il governatore della banca centrale inglese Mark Carney (che si ritirera' a fine mese) ha fatto sapere che la strategia dovrebbe essere quella di fare rimanere bassi i tassi di interesse fino a che l'inflazione non si dirigera' verso il target del 2%.

Alcuni osservatori hanno letto in queste affermazioni la possibilita' che la BoE non si limiti a confermare gli attuali livelli dei tassi, allo 0,75%, ma intervenga anche con un taglio in modo da anticipare eventuali effetti negativi della Brexit sulla crescita economica.

Tendenzialmente l'indice di borsa Ftse 100 si apprezza in concomitanza di una sterlina debole, quindi con il grafico euro sterlina in crescita, le aspettative di taglio dei tassi da parte della Bank on England indirettamente quindi dovrebbero contribuire a mantenere la borsa in buona salute.

E la fase di debolezza della sterlina potrebbe anche continuare: le quotazioni hanno infatti testato subito dopo il risultato delle elezioni di dicembre il forte supporto di area 0,8300/0,8310, dove si collocano i minimi di dicembre 2016 e di aprile 2017, ma alla mancata violazione dell'ostacolo ha fatto seguito un rimbalzo che ha allontanato le quotazioni dall'area critica.

Il cambio si muove dal massimo di ottobre 2016 all'interno di una fase laterale, una figura di forma rettangolare, e dal momento che il limite inferiore del rettangolo ha tenuto e' lecito ipotizzare adesso un movimento almeno fino nella sua parte centrale, in area 0,8800 circa.

Conferme in questo senso verrebbero alla rottura di 0,8700. Sopra la mediana del rettangolo le quotazioni avrebbero poi campo libero per salire verso la forte resistenza di area 0,9100. Solo discese al di sotto di 0,83 riporterebbero d'attualita' lo scenario di rafforzamento della moneta britannica che in quel caso potrebbe accelerare rapidamente fino in area 0,7300.

Volgendo lo sguardo alla borsa e' possibile notare come l'indice Ftse 100 abbia avvicinato recentemente in area 7645/65 la trend line ribassista che unisce i massimi di maggio 2018 e di luglio 2019 rimanendo poi in vista della resistenza.

Questa linea puo' essere vista come la "neckline" (linea di demarcazione) del testa spalle di continuazione disegnato a partire dal minimo di marzo 2018 (questo minimo sarebbe la prima spalla della figura, il minimo del dicembre 2018 sarebbe la testa mentre la seconda spalla sarebbe il minimo di ottobre).

Il superamento di area 7645/65 fornirebbe quindi un importante segnale di forza per il mercato azionario: il target del testa spalle, calcolato proiettandone l'ampiezza verso l'alto dal punto di rottura, si colloca a 8950 circa, con un importante resistenza intermedia a 8300.

Sarebbero solo discese al di sotto dei 7100 punti a mettere in discussione la prospettiva di una estensione del rialzo facendo invece temere il ritorno sui minimi di dicembre 2018 a 6540 punti circa.