Piazza Affari poco sotto la parità. Saipem in forte

Piazza Affari poco sotto la parità. Saipem in forte calo dopo pessimi dati trim2. FTSE MIB -0,1%.

Il FTSE MIB segna -0,1%, il FTSE Italia All-Share -0,1%, il FTSE Italia Mid Cap +0,4%, il FTSE Italia STAR +1,0%.

BTP e spread poco mossi. Il rendimento del decennale segna 1,00% (chiusura precedente a 1,01%), lo spread sul Bund 151 bp (da 150) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: EURO STOXX 50 +0,3%, FTSE 100 +0,2%, DAX +0,1%, CAC 40 +0,9%, IBEX 35 -0,5%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,5%, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,65%, NASDAQ Composite -1,27%, Dow Jones Industrial -0,77%.

Mercato azionario giapponese in ribasso: il Nikkei 225 ha terminato a -1,15%. Borse cinesi toniche: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +2,42%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,4% circa.

Avvio di seduta molto difficile per Saipem -9,2% che chiude il secondo trimestre 2020 con risultati in netto calo (sia su base annua che sequenziale) e ben al di sotto delle attese. I ricavi sono scesi a 1,503 miliardi di euro dai 2,363 del trim2 2019 (-36,4%) e 2,172 del trim1 2020: consensus Bloomberg pari a 2,054 miliardi. L'EBITDA adjusted è crollato a 115 milioni dai 332 del trim2 2019 (-65,4%) e 240 del trim1 2020: consensus pari a 193 milioni. Il risultato netto adjusted si è attestato a -123 milioni dai +31 del trim2 2019 e -9 del trim1 2020: consensus -11. Il risultato netto "as reported" è negativo per ben 616 milioni di euro (-7 nel trim2 2019 e -269 nel trim1 2020) anche a causa di svalutazioni e oneri per 493 milioni. Nel corso del primo semestre 2020 Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 4,837 miliardi di euro contro i 9,537 miliardi del primo semestre del 2019. Per il secondo semestre il gruppo prevede volumi e EBITDA adjusted che potrebbero raggiungere i livelli del primo e una riduzione degli investimenti tecnici per oltre 200 milioni rispetto alle previsioni di inizio anno: "questo scenario non tiene in considerazione un ulteriore e possibile deterioramento tangibile del business a causa dell’intensificarsi del Covid – 19".

Enel -0,9% perde terreno in vista della possibile cessione della quota del 50% in Open Fiber. Secondo indiscrezioni di stampa dopo agosto potrebbe essere avviata una gara. Sul dossier oltre a Macquarie potrebbe entrare anche Telecom Italia +0,3% che a sua volta potrebbe cedere a KKR il 38% della sua rete secondaria (Fibercop): l'offerta del private equity potrebbe essere analizzata nel cda per l'approvazione dei conti al 30 giugno in programma il prossimo 4 agosto.

UBI Banca +0,6% e Intesa Sanpaolo +0,4% in lieve rialzo: ieri le adesioni all'OPAS (che si chiude domani) hanno superato il 72%, ben al di sopra della soglia del 66,67% che permette a Intesa di avere la maggioranza nelle assemblee straordinarie e quindi procedere all'incorporazione di UBI e alla vendita dei 532 sportelli a BPER Banca (necessaria per l'ok dell'antitrust).

IMA, +13,0% a 67,75 euro, balza a ridosso dei 68 euro, prezzo dell'OPA obbligatoria finalizzata a delisting che la controllate SOFIMA, insieme agli azionisti venditori e BC Partners, dovrà lanciare a seguito del closing della vendita di circa il 20% delle azioni della stessa SOFIMA da parte degli azionisti a fondi assistiti da BC Partners. A seguito dell’OPA, BC Partners potrebbe aumentare la propria quota in SOFIMA fino a circa il 45%. Gli attuali azionisti di SOFIMA rimarranno titolari di circa il 55% delle azioni di SOFIMA.

TITOLO DEL GIORNO: CAMPARI
 Campari accelera al rialzo e tocca i massimi dal 21 febbraio dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre. I dati sono in netto calo rispetto allo stesso periodo del 2019 ma ben al di sopra delle attese degli analisti. I ricavi si attestano a 768,7 milioni di euro (consensus Bloomberg 736,3 milioni), con una flessione organica pari al -11,3% e variazione totale pari al -9,4%. L'utile netto scende a 73 milioni da 122,8 milioni, contro attese pari a 61,8 milioni. Per il resto nell'anno il management prevede che "gli effetti generati da COVID-19 continueranno a impattare in particolare l'inizio del terzo trimestre": seguirà però un graduale recupero. Campari stima "che i risultati dell'anno siano influenzati da costi incrementali non ricorrenti per un importo totale stimato di circa €25 milioni, in aggiunta rispetto ai costi non ricorrenti registrati nel primo semestre". Sotto il profilo grafico Campari ha sfruttato i supporti presenti poco sopra area 8 per consolidare il rialzo precedente e tentare la realizzazione di un nuovo segmento rialzista. Per il momento le quotazioni hanno ricoperto il gap del 24 febbraio, a 8,45 euro, ma il movimento potrebbe proseguire fino a 8,89 euro per la chiusura di un altro gap apertosi il 20 febbraio ed eventualmente raggiungere i massimi annuali a 9,10 circa. La struttura rialzista perderebbe invece slancio sotto area 8, linea che sale dai minimi di marzo, per supporti a 7,70/7,75, media mobile a 50 sedute. Supporto successivo a 7,20, quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a marzo e minimi di metà e fine giugno.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 indice prezzi alla produzione Italia, alle 10:30 credito al consumo Regno Unito.
Negli USA alle 14:30 bilancia commerciale beni e scorte all'ingrosso, alle 16:00 indice Pending Home Sales (mercato immobiliare residenziale), alle 16:30 scorte settimanali petrolio (EIA), alle 20:00 riunione FOMC, alle 20:30 conferenza stampa Powell (Fed).