Piazza Affari poco mossa. Brillano Buzzi Unicem e Interpump

Piazza Affari poco mossa. Brillano Buzzi Unicem e Interpump, deboli i petroliferi. FTSE MIB +0,1%.

Il FTSE MIB segna +0,1%, il FTSE Italia All-Share +0,0%, il FTSE Italia Mid Cap +0,2%, il FTSE Italia STAR +0,8%.

BTP e spread in lieve peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,72% (chiusura precedente a 0,71%), lo spread sul Bund 125 bp (da 123) (dati MTS).

Mercati azionari europei incerti: EURO STOXX 50 +0,0%, FTSE 100 -0,2%, DAX +0,1%, CAC 40 -0,0%, IBEX 35 -0,1%.

Future sugli indici azionari americani in verde: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,0%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,88%, NASDAQ Composite +1,39%, Dow Jones Industrial +0,57%.

Mercato azionario giapponese in leggero ribasso, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,26%. Borse cinesi brillanti: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +3,03%, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna +2,1% circa.

Buzzi Unicem +2,8% e Buzzi Unicem risparmio +21,1% balzano in avanti dopo che il cda ha deciso la conversione obbligatoria delle risparmio in ordinarie sulla base di un rapporto di conversione pari a 0,67 ordinarie per ciascuna risparmio e, in subordine, la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,75 euro (3,3% del prezzo dell'ordinaria e 5,0% della risparmio) per ciascuna azione ordinaria esistente e di nuova emissione risultante a seguito della conversione, pari ad un esborso massimo complessivo di 144,1 milioni di euro.

Brillante Interpump +4,4%: il titolo supera di gran carriera il record del 2019 a 33,62 euro e fa segnare il nuovo massimo storico a 34,38.

Deboli i petroliferi: il greggio arretra dai massimi dal 18 settembre toccati venerdì. Il future dicembre sul Brent segna 42,40 $/barile (da 43,57), il future novembre sul WTI 40,15 $/barile (da 41,48). Eni -0,6%, Tenaris +0,3%, Saipem -0,6%.

BPER Banca -2,2% in rosso. Oggi inizia la seconda settimana dell'aumento di capitale da 800 milioni di euro finalizzato a finanziare l'acquisizione degli sportelli UBI-Intesa. La negoziazione dei diritti terminerà lunedì prossimo, ultimo giorno per esercitarli (e conclusione dell'operazione) venerdì 23 ottobre.

Brembo in rosso in chiusura di ottava, in scia alla flessione del settore auto: il rifinanziamento del programma di incentivi alla rottamazione non è stato inserito nel testo di conversione in legge del Decreto Agosto approvato mercoledì dal Senato. Il passaggio del decreto alla Camera potrebbe però far rientrare il rifinanziamento, soprattutto alla luce delle aspre critiche di Federauto e Unrae. Sotto il profilo grafico, Brembo ha interrotto bruscamente il movimento ascendente partito a fine settembre dopo aver toccato a 9,27 euro il livello più alto da inizio marzo. Eventuali cali verso 8,66, media mobile esponenziale a 20 sedute, non pregiudicherebbero ulteriori rialzi. Sarà comunque necessario uno slancio oltre 9,30 per ambire al test dei 10 euro. Sotto 8,66 rischio invece di affondo in area 8,10 per il test della linea che sale dai minimi di marzo.

TITOLO DEL GIORNO: GENERALI
 Generali in fermento dopo la mossa di Leonardo Del Vecchio sulla controllante Mediobanca (ha incrementato la partecipazione in Piazzetta Cuccia al 10,162% dal precedente 9,889%). Il fondatore di Luxottica ritiene che la compagnia assicurativa sia un asset strategico e che necessiti di un nocciolo di investitori di riferimento: Generali deve crescere e giocare un ruolo a livello globale. Possibile che vada letta alla luce delle parole di Del Vecchio la decisione di Francesco Gaetano Caltagirone di incrementare la propria partecipazione in Generali: negli ultimi 10-15 giorni ha acquistato circa lo 0,2% consolidando la propria posizione di secondo azionista (ha il 5,00% secondo il sito Consob, il 5,29% secondo Reuters) dietro a Mediobanca (13,47%). Oggi l'Economia del Corriere della Sera scrive che Caltagirone potrebbe crescere ulteriormente in vista dell'assemblea del 2022 per il rinnovo del cda della compagnia assicurativa. Sempre secondo l'Economia, l'abbandono del progetto di acquisizione di Banca Generali da parte di Mediobanca pare sia stato incoraggiato da Del Vecchio e Caltagirone: possibile quindi che si stia creando un'alleanza tra i due imprenditori su uno dei punti nevralgici della finanza italiana. L'analisi del grafico di Generali mette in evidenza il recupero delle ultime due settimane e l'attacco agli ex supporti a 12,60 euro circa. Una stabilizzazione oltre questi riferimenti e sopra il lato alto del canale che guida la flessione sin da luglio (oggi in transito per 12,70-12,75) creerebbe le premesse per un allungo verso 13,50 almeno, con obiettivo successivo sul massimo di inizio giugno a 14,5850. Discese sotto 12,10-12,20 favorirebbero invece un nuovo test dei recenti minimi a 11,44 e della base del canale (oggi a 11,10 circa), con il rischio concreto di assistere al ritorno sul minimo pluriennale del 19 marzo a 10,1950.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 13:00 intervento Lagarde (BCE), alle 18:00 intervento Bailey (BoE).