Piazza Affari negativa. Eni e Mediobanca in netto ribasso

Piazza Affari negativa. Eni e Mediobanca in netto ribasso. FTSE MIB -1,0%.

Il FTSE MIB segna -1,0%, il FTSE Italia All-Share -0,9%, il FTSE Italia Mid Cap -0,7%, il FTSE Italia STAR -0,8%.

BTP e spread poco mossi. Il rendimento del decennale segna 1,00% (chiusura precedente a 1,01%), lo spread sul Bund 151 bp (da 150) (dati MTS).

Mercati azionari europei negativi: EURO STOXX 50 -1,0%, FTSE 100 -0,9%, DAX -1,7%, CAC 40 -0,7%, IBEX 35 -1,7%.

Future sugli indici azionari americani in rosso: S&P 500 -0,8%, NASDAQ 100 -1,1%, Dow Jones Industrial -0,7%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +1,24%, NASDAQ Composite +1,35%, Dow Jones Industrial +0,61%.

Mercato azionario giapponese in leggera flessione: il Nikkei 225 ha terminato a -0,26%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,49%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,9% circa.

Eni -2,5% accelera al ribasso e tocca i minimi da aprile: nel secondo trimestre risultato operativo adjusted a -434 milioni di euro (+2.279 un anno fa), risultato netto adjusted -714 milioni (da +562), risultato netto -4,4 miliardi (da +0,4), indebitamento finanziario netto 19,97 miliardi in aumento di 2,85 miliardi rispetto al 31 dicembre 2019. Eni ha anche rivisto a ribasso i target dei piani industriali: riduzione dei capex 2020 di circa €2,6 miliardi, pari a circa il 35% del budget originario; nuova guidance per l’anno pari a €5,2 miliardi. Per il 2021 programmati ulteriori €2,4 miliardi di tagli, pari al 30% di quanto originariamente previsto per lo stesso anno a piano. Manovra capex concentrata quasi interamente nell’upstream. Implementazione di un programma di ottimizzazione costi con risparmi attesi nel 2020 di circa €1,4 miliardi; analogo ammontare previsto per il 2021. Nuova politica di remunerazione valida per prezzi Brent annui uguali o superiori a 45 $/barile: dividendo annuo composto da un valore base fissato ora a 0,36 euro per azione, commisurato ad una media annua del Brent pari ad almeno 45 $/barile, ed una componente variabile crescente al crescere del prezzo Brent; la riattivazione di un piano di buy back da 400 milioni di euro annui per scenari Brent da 61 a 65 $/barile e da 800 milioni di euro annui per scenari superiori a 65 $/barile. Il valore base del dividendo crescerà in funzione del grado di realizzazione della strategia di crescita del Gruppo e sarà rivalutato ogni anno.

Enel +0,7% in verde dopo la pubblicazione di dati del primo semestre in calo ma migliori delle attese a livello di margini operativi. I ricavi si sono attestati a 33.375 milioni di euro (40.967 milioni di euro nel primo semestre 2019, -18,5%), il risultato netto del gruppo a 1.947 milioni di euro (2.215 milioni di euro nel primo semestre 2019, -12,1%), l'utile netto ordinario del gruppo a 2.405 milioni di euro (2.277 milioni di euro nel primo semestre 2019, +5,6%). Rivista al ribasso la guidance 2020: EBITDA ordinario a circa 18 miliardi di euro (da 18,6), risultato netto ordinario a 5,0-5,2 miliardi (da 5,4), indebitamento finanziario netto a 48-49 miliardi (da 46,8).

In rosso Mediobanca -3,0%: oggi cda per l'approvazione dei dati dell'esercizio 2019-2020. Generali -2,3%, principale asset di Piazzetta Cuccia, nel primo semestre ha registrato un calo degli utili del 56,7% a/a a 774 milioni di euro.

TITOLO DEL GIORNO: ENEL
 Enel passa in territorio positivo nel finale mercoledi' dopo un deciso calo iniziale in vista della possibile cessione della quota del 50% in Open Fiber. Secondo indiscrezioni di stampa dopo agosto potrebbe essere avviata una gara. Sul dossier oltre a Macquarie potrebbe entrare anche Telecom Italia che a sua volta potrebbe cedere a KKR il 38% della sua rete secondaria (Fibercop): l'offerta del private equity potrebbe essere analizzata nel cda per l'approvazione dei conti al 30 giugno in programma il prossimo 4 agosto. In attesa dei conti Banca Akros ha confermato la raccomandazione "accumulate" con prezzo obiettivo a 9 euro. Gli esperti avvertono che il titolo e' stato molto forte nelle ultime settimane e potrebbe andare incontro ad alcune prese di profitto. I ricavi si sono attestati a 33.375 milioni di euro (40.967 milioni di euro nel primo semestre 2019, -18,5%), il risultato netto del gruppo a 1.947 milioni di euro (2.215 milioni di euro nel primo semestre 2019, -12,1%), l'utile netto ordinario del gruppo a 2.405 milioni di euro (2.277 milioni di euro nel primo semestre 2019, +5,6%). Le quotazioni sono scese mercoledi' fino a 7,729 euro per poi risalire in area 7,85 (close martedi' a 7,90). Fino a che il titolo si manterra' al di sopra del minimo del 1° luglio a 7,57 (candela di tipo "hammer", un ottimo supporto) restera' possibile che il ribasso visto dal top del 21 luglio sia appunto una fase di profit taking destinata a lasciare spazio alla ripresa del rialzo. Oltre 8,10, lato alto del gap ribassista del 24 luglio, atteso nuovo test di 8,54, massimo del 21 luglio, e di 8,61, massimo del 19 febbraio. Sotto area 7,70 primo supporto a 7,57, in caso di violazione target a 7,40, base del gap del 16 giugno, e a 7 euro circa.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 09:55 variazione n° disoccupati e tasso di disoccupazione Germania, alle 10:00 PIL Germania, tasso di disoccupazione Italia e Bollettino Economico BCE, alle 11:00 indici fiducia e tasso disoccupazione eurozona, alle 14:00 inflazione Germania.
Negli USA alle 14:30 PIL e richieste settimanali sussidi disoccupazione.