Piazza Affari debole. Spread poco mosso

Piazza Affari debole. Spread poco mosso nonostante ipotesi crisi di governo. FTSE MIB -0,3%. Il FTSE MIB segna -0,3%, il FTSE Italia All-Share -0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,1%, il FTSE Italia STAR +0,1%.

BTP in peggioramento, lieve calo per lo spread. Il rendimento del decennale segna 0,59% (chiusura precedente a 0,57%), lo spread sul Bund 107 bp (da 108) (dati MTS).

Ieri sera il ministro dell’Economia ha inviato l’ultima versione in bozza del Recovery Plan italiano ai membri del governo. Oggi il consiglio dei ministri convocato per le 21:30 esaminerà il documento che prevede risorse per il rilancio e la resilienza da 222,9 miliardi di euro dei quali oltre 144 dedicati a nuovi interventi. Oltretutto si arriva a un ammontare di risorse mobilitate previste a 310 miliardi di euro, se si considera una delle tabelle della bozza circolata.

Rimane però altissimo il rischio che, dopo il via libera del governo al documento, Italia dei Valori decida di aprire formalmente la crisi ritirando i propri ministri. Il governo Conte bis potrebbe dunque cadere oggi comunque e sono incerti gli esiti di un’eventuale crisi. Il premier sarebbe costretto a cercare una nuova maggioranza in aula e si aprirebbero nuovi scenari di instabilità. La crisi potrebbe anche prendere un'altra direzione e il Quirinale potrebbe dovere vigilare sulla formazione di un nuovo governo.

Mercati azionari europei poco mossi: EURO STOXX 50 -0,1%, FTSE 100 -0,1%, DAX +0,0%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 +0,1%.

Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 +0,2%, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,66%, NASDAQ Composite -1,25%, Dow Jones Industrial -0,29%.

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 ha terminato a +0,09%. Borse cinesi brillanti: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +2,85%, l'Hang Seng di Hong Kong a +1,32%.

Azimut Holding +3,0% balza in avanti e tocca i massimi da inizio marzo 2020 grazie alle indicazioni fornite dalla società in base ai primi dati di sintesi e alle stime. Per il 2020 l'utile netto è previsto fra i 375 milioni di euro e i 415 milioni, il più alto della storia e ben al di sopra dei 300 milioni previsti e confermati ieri in un'intervista a MF dal presidente Pietro Giuliani. Il manager ha ribadito un concetto più volte espresso negli ultimi anni: il gruppo "non viene ancora valorizzato correttamente dal mercato e dagli analisti causa la non comprensione di un modello di business e di una strategia unica nel settore".

Netto calo per Prysmian, -3,2% a 29,55 euro, dopo che Clubtre (Tamburi Investment Partners +0,6% detiene il 66,226%) ha ceduto una quota del 3,729% ad un prezzo di 29,25 euro per azione (controvalore complessivo di 292,5 milioni) mediante una procedura di Accelerated Bookbuilding riservato ad investitori qualificati in Italia ed all’estero. A completamento dell’operazione Clubtre deterrà circa 3,577 milioni di azioni Prysmian, corrispondenti all’1,334% del capitale sociale.

Sopra la parità i petroliferi con il greggio in risalita sui massimi da febbraio 2020 dopo la correzione di ieri. Il future marzo sul Brent segna 56,05 $/barile, il future febbraio sul WTI 52,65 $/barile. Eni +0,2%, Tenaris +0,6%, Saipem -0,1%.

In verde Banca MPS +0,7%. Ieri il cda ha "conferito a Credit Suisse un incarico di advisor finanziario al fine di affiancare Mediobanca nella valutazione delle alternative strategiche a disposizione della Banca e operare una verifica degli interessi di mercato da parte di operatori di primario standing. Tale sounding è finalizzato alla successiva apertura di una data room". Inoltre il cda del 19 gennaio sul capital plan è stato posticipato al 28 gennaio 2021. Secondo indiscrezioni oltre a Unicredit -0,8%, partner favorito dal Tesoro (almeno finora), avrebbero manifestato due banche estere (una francese e una spagnola). Sempre secondo i rumor anche Banco BPM +0,7% potrebbe essere della partita.

Avvio di seduta positivo per Brunello Cucinelli +0,2%, il cui cda ha esaminato ieri i dati preliminari sui ricavi 2020. Lo scorso esercizio si è chiuso con una flessione del 10,5%, in linea con la guidance indicata dal presidente esecutivo e fondatore a novembre e leggermente migliore delle attese degli analisti. Scomponendo i dati sale all'evidenza il netto rimbalzo del secondo semestre dopo il calo pari al 29,5% a/a nel primo a causa dell'emergenza Covid-19: tra luglio e dicembre i ricavi segnano +7,2% a/a. Da segnalare l'accelerazione negli ultimi tre mesi del 2020: il terzo trimestre aveva fatto segnare un +3,4% a/a. Il secondo semestre ha visto la netta ripresa dell'Europa (+20,7% da -23,8% nel primo), del Nord America (+4,8% da -39,1%) e della Cina (+14,0% da -19,1%). Resta negativa, seppur in miglioramento, la performance del Resto del Mondo (-1,5% da -19,4%) e dell'Italia (-13,3% da -34,9%). Molto bene il canale wholesale, in aumento del +36,3% (-25% circa nel sem1). Confermata la guidance sui ricavi 2021 a +15% circa.