Piazza Affari brillante in avvio dopo ok USA

Piazza Affari brillante in avvio dopo ok USA a intervento da $2mila miliardi. FTSE MIB +3,7%.

Il FTSE MIB segna +3,7%, il FTSE Italia All-Share +3,7%, il FTSE Italia Mid Cap +4,2%, il FTSE Italia STAR +3,4%.

BTP e spread in leggero miglioramento. Il rendimento del decennale segna 1,60% (chiusura precedente a 1,61%), lo spread sul Bund 188 bp (da 195) (dati MTS).

Mercati azionari europei positivi: Euro Stoxx 50 +2,3%, FTSE 100 +3,6%, DAX +2,7%, CAC 40 +3,5%, IBEX 35 +3,4%.

Future sugli indici azionari americani in progresso: S&P 500 +1,6%, NASDAQ 100 +1,6%, Dow Jones Industrial +2,7%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +9,38%, NASDAQ Composite +8,12%, Dow Jones Industrial +11,37%.

Negli USA è stato raggiunto un accordo tra rappresentati del Senato e amministrazione Trump sul varo di un pacchetto di misure di stimolo all'economia da 2mila miliardi di dollari per contrastare l'emergenza coronavirus. Il provvedimento potrebbe essere approvato oggi dal Senato e a stretto giro dalla Camera.

Mercato azionario giapponese in rally, il Nikkei 225 ha terminato a +8,04%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +2,69%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +3,81%.

Exor +9,9% guadagna ulteriore terreno dopo il +21,61% messo a segno ieri. Oggi èin programma il cda per l'approvazione dei dati di bilancio 2019.

FCA balza in avanti (asta di volatilità, teorico +14,16%). Secondo MF l'attuale a.d. del gruppo automobilistico Mike Manley potrebbe essere il prossimo a.d. di CNH Industrial +4,6%, in sostituzione dell'attuale, in carica pro tempore dopo le dimissioni a sorpresa di Hubertus Mühlhäuser, Suzanne Heywood. Manley perderà infatti il posto a seguito dell'integrazione FCA-PSA, originariamente in programma entro fine 2020 (secondo indiscrezioni potrebbe essere rinviata a causa dell'emergenza economica coronavirus).

Molto bene il risparmio gestito: Azimut +7,4%, Banca Mediolanum +9,3%, Banca Generali +4,8%, Anima Holding +6,9%.

STM, +7,0% a 19,66 euro, guadagna ulteriore terreno dopo il brusco rimbalzo messo a segno ieri (+14,44% a 18,39 euro) nonostante le indicazioni provenienti da un report di Equita. Gli analisti del broker milanese hanno confermato la raccomandazione hold sul titolo e ridotto il target da 29 a 21 euro, in scia alla revisione al ribasso delle stime sul settore semiconduttori. L'analisi del grafico di STM mette in evidenza il testa e spalle rialzista, chiaramente visibile sui grafici orari, formatosi a partire dal 16/17 marzo e completato ieri.

Nexi, +5,4% a 12,71 euro, estende il rally. Kepler Cheuvreux ieri ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy (ai prezzi attuali è considerato a buon mercato) con target ridotto da 14 a 13 euro, effetto del taglio delle stime di utile per azione 2020 (-18,6%) e 2021 (-21,1%).

Anche oggi proseguono gli acquisti sui titoli del settore lusso: Moncler +3,8%, Ferragamo +1,3%, Brunello Cucinelli +4,1%.

TITOLO DEL GIORNO: ENI
 Eni, ieri +14,93% a 8,38 euro, ha accelerato al rialzo approfittando del recupero del greggio (sui massimi da venerdì scorso). Inoltre Banca IMI conferma la raccomandazione buy sul titolo ma riduce il target da 14 a 12 euro. Mercoledì scorso il cda, a seguito della diffusione della pandemia COVID-19 e delle decisioni assunte dall’OPEC+, ha aggiornato lo scenario commodities per gli anni 2020 e 2021, rivedendo al ribasso le previsioni sul prezzo Brent rispettivamente a 40-45 dollari per il 2020 e 50-55 dollari per il 2021. Il piano 2020-2023 presentato a fine febbraio era basato su un prezzo del Brent a 60 dollari nel 2020 e 68 dollari nel 2021. Il board ha anche ritirato la proposta di acquisto di azioni proprie 2020 per un valore pari a 400 milioni di euro indirizzata alla prossima Assemblea del 13 maggio. Il titolo riesce a sfruttare i segnali di ipervenduto presenti sui principali oscillatori grafici e, dopo il test dei minimi da inizio millennio a 6,26, si allunga oltre 8/8,01, ricoprendo il gap del 12 marzo. Il recupero realizzato nelle ultime sedute non basta però ad annullare gli effetti della lunga striscia negativa degli ultimi due mesi. Solo una stabilizzazione sopra quota 8 aprirebbe spazi per il ritorno in area 9, base dell’ampio gap lasciato aperto il 9 marzo, poi fino a 10,19 euro, per la chiusura dello stesso. Al contrario, sotto 6,50, rischio di ulteriore deterioramento del quadro grafico per nuovi target negativi ipotizzabili in area 6.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 12:00 indice CBI (vendite dettaglio/ingrosso) Regno Unito.
Negli USA alle 13:30 USA ordini beni durevoli preliminari, alle 14:00 indice prezzi abitazioni (FHFA), alle 15:30 scorte petrolio settimanali (EIA).