Oro, dollaro e petrolio, un terzetto strettamente correlato

Tendenzialmente quando si vede una oscillazione "piatta" come quella disegnata dal petrolio future da inizio giugno al picco di meta' settembre e' corretto pensare ad una fase correttiva che si sviluppa in orizzontale, ad un "flat" di Elliott, un "rettangolo" nella teoria classica. Se l'intuizione e' corretta e' lecito catalogare nella propria analisi questa fase come una episodio intermedio rispetto ad una fase precedente, che in questo caso sarebbe il ribasso dal top del 23 aprile al minimo di inizio giugno, ed una successiva, che seguira' il "flat" e che sara' proporzionale, in termini di ampiezza, rispetto al primo movimento della sequenza (in base ai rapporti di Fibonacci, quindi potra' essere estesa o 0,618 volte, o uguale, oppure 1,618 volte il movimento iniziale). Il movimento partito il 16 settembre e' gia' andato oltre il primo target (movimento iniziale moltiplicato per 0,618 volte e proiettato dal massimo del 16 settembre), che era a 53,50 dollari, e potrebbe quindi puntare ora al successivo, a 47,50 dollari. Supporto al di sotto di quello posto a 37,50 dollari circa. L'ipotesi di una ulteriore discesa rimarrebbe valida a meno del superamento di area 58,50 dollari da parte del future. Oltre quei livelli atteso il test del lato alto del trading range degli ultimi mesi in area 63,50 dollari.

Petrolio e euro dollaro hanno un andamento grafico simile: il greggio tende ad apprezzarsi quando il grafico del cambio euro dollaro sale, ovvero con il dollaro che si indebolisce.

Il future sull'euro dollaro ha disegnato recentemente una figura a doppio minimo, dalle implicazioni rialziste, una figura che non ha avuto tuttavia modo di esprimere tutto il suo potenziale in quanto il rialzo successivo al suo completamento si e' arenato contro una forte resistenza. Le quotazioni hanno infatti toccato per due volte, a settembre e ad ottobre, area 1,0930/40 mettendo poi a segno una forte reazione. Il 17 ottobre e' stato superato il picco del 16 settembre a 1,1160 circa ed e' stata quindi completato il doppio minimo. Target del doppio minimo in area 1,1380, sul lato alto del canale ribassista che contiene le oscillazioni dei prezzi dai massimi di inizio anno. Resistenza da battere per confermare uno scenario di grafico al rialzo, e quindi di dollaro debole, oltre 1,1210, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di giugno, gia' toccato senza successo il 18 e il 21 ottobre. Il mancato superamento di 1,1210 e la violazione di 1,1050 renderebbero invece probabile il proseguimento della discesa, quindi della fase di rafforzamento del dollaro, all'interno del canale ribassista citato. Solo la rottura di 1,1210 renderebbe quindi credibile uno scenario di ulteriore debolezza del dollaro Usa e contestualmente di probabile crescita delle quotazioni del greggio (con il future sul crude oil quindi oltre i 58,50 dollari). Viceversa se il dollaro rimanesse forte, ed uno dei motivi di questo rafforzamento e' che in questo momento viene considerato un porto sicuro nei momenti di turbolenza, quando gli investitori salgono sul carro dei bond statunitensi per difendersi dall'incertezza di un rallentamento globale, difficilmente il greggio, sul quale peserebbe il timore di un rallentamento del tasso di crescita della domanda, riuscirebbe a guadagnare posizioni (a meno di una drastica riduzione dell'offerta, che al momento pero' non sembra praticabile).

Anche l'andamento dell'oro e' legato a quello del dollaro, come per quello sul petrolio il grafico del future sull'oro ha maggiori probabilita' di puntare al rialzo quando il grafico sul future dell'euro dollaro sale, quindi con il dollaro debole. In questo caso tuttavia la relazione e' meno stabile, sia l'oro che il dollaro sono beni rifugio, nei momenti di maggiore turbolenza possono quindi apprezzarsi entrambi. Nelle ultime settimane il rialzo dell'oro si e' fermato ma il movimento di ribasso delle quotazioni dell'oro e' risultato compreso all'interno di un canale moderatamente ribassista, originato dal massimo del 4 settembre. Un canale di questo tipo normalmente si dimostra un "flag", ovvero una figura di continuazione del trend precedente, in questo caso il rialzo in atto dai minimi di maggio (le figure di continuazione interrompono temporaneamente una tendenza a differenza di quelle di inversione al completamento delle quali la tendenza risulta appunto invertita). La rottura del lato alto del canale, a 1510 dollari circa (linea gia' testata il 25 e il 28 ottobre) confermerebbe l'idea che dai prezzi attuali il rialzo dell'oro possa riprendere con obiettivi anche oltre i massimi di settembre a 1566 circa. Non si puo' escludere una situazione dove sia il dollaro sia l'oro si apprezzano (grafico euro dollaro scende) mentre il petrolio perde di valore. Sotto i 1478 dollari invece atteso nuovo test della base del canale, a 1440 circa. Con la violazione di quel supporto difficile continuare a sponsorizzare uno scenario rialzista per l'oro.